Trump e i missili “nice and new and smart!”

missili tramp

L’inquilino della Casa Bianca definisce i suoi missili ‘belli, nuovi ed intelligenti”, continua con la teoria delle armi chimiche e mette in pericolo il mondo.

La propaganda ormai è diventata essenza stessa della politica, negli Usa come nel resto del mondo. I media lanciano fake news, più banalmente balle, spesso inventate da agenzie specializzate nell’orientamento dell’opinione pubblica, ed i governi e le forze politiche usano queste informazioni distorte per i propri scopi.

Qualche giorno fa una organizzazione siriana ‘opaca’, i White Helmets (Caschi Bianchi), hanno sostenuto che le truppe governative di Damasco avrebbero sferrato un attacco con armi chimiche nella regione del Ghouta.

Chissà perchè nessuno fa presente che numerose testimonianze mostrerebbero contatti poco chiari tra i White Helmets, fondati dal mercenario britannico James Le Mesurier, e al-Nusra, fino al 28 luglio 2016 succursale siriana di al Qaeda e poi diventata autonoma col nome di Hayat Tahrir al-Sham.

Per una singolare serie di circostanze il contractor Le Mesurier ha organizzato due ‘corsi di addestramento’ in Siria, uno ad Aleppo ed un altro ad Idlib, tutte e due roccaforti di al-Nusra. Inoltre, in un video Abu Jaber, leader di Hayat Tahrir al-Sham, definisce i White Helmets “soldati nascosti della rivoluzione”.

Il bilancio dei ‘Caschi bianchi’ è, secondo fonti ufficiali, di 70 milioni di dollari americani, cifra raccolta prevalentemente negli Usa. Il governo statunitense, fin dalla presidenza Obama, sostiene con denaro, addestratori e intelligence alcune formazioni di miliziani integralisti nemici del presidente Bashar al-Assad, mentre la BBC ha documentato la presenza a fianco delle formazioni islamiste di militari delle truppe speciali del Regno Unito.

Le Mesuer, infine, non è un mercenario ‘qualsiasi’. Addestrato in una prestigiosa accademia militare britannica è stato ufficiale dello spionaggio della Regina in Kosovo, Bosnia, Iraq, Libano e Palestina.

Insomma, tutti questi elementi dovrebbero indurre giornalisti e commentatori a maggior cautela nel confermare le dichiarazioni dei White Helmets, ma così non è.

E’ il caso di ricordare, inoltre, come gli attacchi con gas producano conseguenze di medio periodo anche sui soccorritori, che in questi casi per non essere contaminati debbono indossare speciali tute protettive. Nelle foto diffuse fino ad ora invece si vedono persone trasportare i corpi degli uccisi in abiti normali ed a mani nude, mentre non è stata distribuita alcune immagine di fonte indipendente che confermi visivamente le conseguenze dell’uso del gas (ustioni, soffocamento, vomito, ecc.).

Il conflitto siriano, scatenato da Obama prima degli accordi con l’Iran, tendeva ad insediare a Damasco un presidente ‘amico’ dell’occidente ed in grado di marcare stretto Teheran. Usa, Regno Unito e Francia, con l’aiuto determinante di Israele, Turchia, Arabia Saudita e settori influenti degli Emirati pensavano di liberarsi facilmente del presidente al-Assad. Ognuno di questi Paesi aveva un interesse specifico nel destabilizzare la Siria. Per raggiungere lo scopo si sono sostenute, formate e addestrate milizie islamiste, integraliste e moderate, nelle quali combattono numerosi mercenari provenienti dall’Europa. All’inizio dell’operazione alcuni campi di formazione per i foreing fighters erano in Kosovo, sotto gli occhi (informati) dei militari dello Kfor (forza militare internazionale guidata dalla NATO, responsabile di ristabilire l’ordine e la pace nella regione).

Il piano ora è fallito. Dopo l’intervento di Iran e Russia, alleati del governo di Damasco, le milizie e lo Stato Islamico sono in rotta. Nello stesso tempo in patria Trump è assediato dalle indagini dell’Fbi, sempre più vicine al cuore dei suoi intrighi e così anche a costo di mettere in crisi gli equilibri planetari il presidente vuole usare i suoi ‘bei missili’ per distrarre l’attenzione dell’opinione pubblica e per accitare l’elettorato più reazionario, quello che ama l’America First, la supremazia degli Usa ad ogni costo.

In Italia dopo molti anni di lottizzazione e di partitocrazia i media sono al collasso. Per i quotidiani c’è un crollo drammatico dei fatturati e delle vendite, mentre le Tv generaliste, quelle che possiedono redazioni giornalistiche, sentono sempre più il fiato sul collo della concorrenza del satellite e delle tv tematiche. Questa situazione ha fatto precipitare la qualità del giornalismo italiano, ormai del tutto inadeguato ai tempi. Per opportunismo o più spesso per incapacità materiale chi si occupa di politica estera non ha ricevuto una adeguata formazione, rilancia il flusso delle informazioni in modo acritico, nel peggiore dei casi invece di difendere l’obiettività è palesemente schierato con una delle parti in causa.

Lo scenario internazionale, già gravissimo, diventa in Italia spaventoso e milioni di cittadini del nostro Paese vengono letteralmente sommersi dalla propaganda, finendo col credere cose destituite di ogni fondamento. Il web e le sciocchezze pubblicate sui social aggiungono carburante al rogo.

Per concludere. In un momento così grave, quando il capo dell’esercito più potente del pianeta definisce ‘belli’ dei missili e rischia di scatenare un conflitto sarebbe importante far capire invece l’orrore della guerra, specialmente ai giovani. Invece il nostro Paese è vittima della peggiore propaganda militarista.

Mala tempora currunt.

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