Era Trump: Renzi ignorato, Merkel capo dei democratici

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Dopo l’elezione di Trump alla Casa Bianca numerosi analisti vedono nel Cancelliere tedesco il nuovo leader dei popoli liberi.

Merkel “è all’improvviso diventata il leader più importante del mondo libero, democratico e liberale”, ha affermato il quotidiano di sinistra tedesco Allgemeine Zeitung. Lo storico ed editorialista Timothy Garton Ash ha aggiunto dal Guardian britannico: “Sono tentato di dire che adesso il leader del mondo libero è Angela Merkel”.

Con un proto fascista a Washington è chiaro che gli equilibri mondiali cambieranno rapidamente. Il miliardario statunitense ha già mostrato di voler ricostruire un asse privilegiato con Londra, saltando a pie’ pari l’Unione Europea, ed a preso subito contatto col reazionario capo dell’UKIP, Nigel Farage.

In questo modo la ‘pattuglia dei forti’ (Stati Uniti, Francia, Gran Bretagna e Germania), i veri ‘padroni della Nato’, si scioglie per la seconda volta. Il primo a mettere in crisi il sodalizio fu nel 1966 il presidente francese, il generale Charles De Gaulle, che fece uscire Parigi dal comando dell’Alleanza Atlantica. E la frattura fu ricomposta ufficialmente solo nel 2009 da Nicolas Sarkozy.

Il futuro inquilino della Casa Bianca con la sua strategia protezionistica, isolazionista e di legame esclusivo con la Londra anti Europa della Brexit oggettivamente rende difficilissime le relazioni con i partner francesi e tedeschi. Ed anche se alle prossime elezioni dovesse vincere in Francia il Front National di Marine Le Pen, comunque simpatizzante per le posizioni del tycoon statunitense, appare difficile che l’Eliseo possa rinunciare alla ‘grandeur’ per infilarsi in un asse esclusivo Usa-Regno Unito.

In questo scenario non sorprende allora che Barak Obama abbia scelto Berlino e Merkel come tappa per il suo ultimo viaggio di Stato. Prima di partire il presidente ha anche detto: “Merkel è probabilmente stato il mio alleato internazionale più stretto in questi ultimi otto anni”.

Pure indicativo è stato il messaggio del Cancelliere a Trump dopo l’elezione. Mentre tutti gli altri capi di stato si sono esercitati nei saluti di rito, Merkel ha voluto sottolineare con cura la centralità dei valori democratici. Ha infatti affermato che ogni “stretta cooperazione” deve essere costuita sulla base dei “valori della democrazia, della libertà, del rispetto dello stato di diritto e della dignità umana, a prescindere dall’origine, dal colore della pelle, dalla religione, dall’orientamento sessuale o dal credo politico”. Un ammonimento duro per un fuuro presidente che vuole deportare milioni di ispanici, rendere ai musulmani difficile l’entrata negli States, costruire un muro sulla frontiera col Messico, al quale il KKK dà sostegno e che ha tra i propri principali consiglieri esponenti della ‘supremazia bianca’.

La stampa tedesca sembra non avere dubbi. Anche l’autorevole Die Welt ha scritto che Merkel è “leader del reale, restando Occidentale e rammentandone a Trump i valori”. E Die Tageszeitung ha aggiunto: “E’ più che mai la donna che sta contrastando uomini come il presidente russo Vladimir Putin o il presidente turco Recep Tayyip Erdogan” esaltandone il ruolo di oppositrice dei regimi totalitari.

Merkel parla poi il russo in modo fluente e questo le ha permesso di comunicare con i leader russi in modo efficace, assumendo un peso determinante nel momento della crisi ucraina. Ha anche preso le difese dei migranti durante l’esodo sulla cosiddetta ‘via balcanica’, lasciando entrare in Germania 900mila profughi e per altro finendo bollata per questo da Trump come “folle”.

C’è poi da considerare che il prossimo inquilino della Casa Bianca intende cancellare gli accordi di libero scambio, considera il cambiamento climatico una panzana, ritiene di dover annullare l’accordo con l’Iran sul nucleare e non considera membri Nato a tutti gli effetti quei Paesi che hanno debiti con l’Alleanza Atlantica.

Insomma, il ruolo centrale degli Stati Uniti nel quadrante occidentale con la presidenza Trump verrà a mancare ed è impellente trovare qualcuno che sieda sul trono.

Daniela Schwarzer, direttore di Dgap, un think-tank molto ascoltato, ha dichiarato che Merkel è ormai il “leader più forte nel mondo liberale, ma non può fare tutto questo da sola”.

E’ vero, come è vero che Berlino non possiede la forza militare degli americani, ma contemporaneamente Trump intende avvicinare Washington a Mosca. I motivi di questa ‘voglia di distensione’ però potrebbero essere molto poco ‘politici’. Il tycoon è prima di tutto un uomo di affari e la Russia è un immenso mercato e come è noto ‘pecunia non olet’. Così un filo rosso tra affaristi dei due Paese potrebbe rendere molto complicata la vita per l’economia tedesca ed in generale per quella di tutto il continente europeo. In questo caso lo scarso peso militare tedesco sarebbe compensato dalla fortissima influenza della potenza industriale germanica.

I tedeschi sembrano percepire questi elementi di novità. Prima di novembre, spinti dalla propaganda di destra contraria all’accoglienza, solo due tedeschi su cinque volevano una conferma del Cancelliere. I sondaggi della scorsa settimana danno il gradimento nei suoi confronti al 40 per cento.

Un tanto articolato ridefinirsi degli assetti planetari è ignoto al presidente del Consiglio italiano, Matteo Renzi, impegnato col ‘suo referendum’. Ma anche lui, però, è ignoto agli osservatori internazionali che all’Italia non offrono alcun ruolo. Anzi non ne parlano affatto.

 

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