Il referendum che nasconde la polvere sotto il tappeto

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Da mesi ormai non si parla d’altro. La pessima riforma della Costituzione scritta da Renzi-Boschi-Verdini-Alfano sembra essere l’unico argomento interessante per i politici italioti.

Già supporre che la Carta, la legge delle leggi, il documento che sovrintende al patto di convivenza tra tutti i cittadini possa essere stato emendato profondamente da quel quartetto di inqualificabili personaggi dovrebbe indurre nei sani di mente un ovvio terrore per il futuro del Paese nel caso il testo fosse approvato.

Ma non basta. Presidente del Consiglio, ministri, sottosegretari e chi più ne ha ne metta girano come indemoniati per l’Italia ed anche all’estero intenti a promuovere il SI.

Nei ritagli di tempo Renzi e compagni si occupano della manovra finanziaria, ovvero della previsione di spesa della Repubblica Italiana per il prossimo anno.

Tuttavia è ignoto ai più, forse anche a chi la ha varata, il senso della manovra medesima, visto che molti pareri, anche autorevolissimi, ritengono la strategia governativa lacunosa, pressapochista e per di più in passivo (che significa una ulteriore crescita del debito pubblico).

Come se non bastasse ogni tanto i vari ‘punti di osservazione’ (Istat, Inps, Ministero del Lavoro, sindacati, ecc) diffondono dati sull’occupazione o, meglio, sulla disoccupazione. Anche in questo caso non si capisce bene quale sia la verità.

Occupati che aumentano mentre contemporaneamente aumentano i disoccupati, disoccupazione in flessione, ma giovani senza lavoro in crescita, e via così.

Un dato è certo: non c’è famiglia italiana nella quale non ci sia una persona a spasso. E soprattutto non c’è giovane, laureato e non, che non si danni per trovare qualcosa da fare, salvo finire spesso con contratti ridicoli a svolgere mansioni quando va bene solo avvilenti, quando va male umilianti.

Gran parte delle famiglie faticano ad arrivare alla fine del mese. Ma nel Barnum italiano valenti esperti di alimentazione e di vita sana consigliano su giornali ed in tv di comprare ‘cibi sicuri’. “Lattuga a km0, formaggio del contadino, uova di giornata, zucchine biologiche…” recita lo scienziato tra gli applausi del popolo dei modernisti.

Ma come può un impiegato alle Poste, una maestra elementare, un cassintegrato pensare di prendere l’auto per andare in campagna alla ricerca della lattuga o rifornirsi in negozi-boutique di pomodori ‘biologici’ che costano il 30 per cento in più dei già cari ‘normali’ quando neppure riesce a pagare la bolletta del gas?

E’ solo un esempio tra tanti, ma molti sono gli indizi che svelano come a latitare in Italia non sia solo il governo, ma troppo spesso anche il senso della realtà.

La crisi del Paese è tra le più gravi d’Europa, il sistema produttivo nazionale è in pezzi, le infrastrutture realizzate negli ultimi trent’anni, tra tangenti e malversazioni, non offrono alcuna sicurezza ed il personale politico di tutti i partiti è decisamente scadente perchè selezionato non sulla base delle competenze, ma sul principio assoluto della fedeltà (al capetto di turno).

Pessimismo e visione da ‘gufi’ come direbbe Renzi? O tragica realta?

E’ sempre meglio non vedere, sempre più comodo ignorare i problemi, sempre più gratificante raccontare la balla del Paese più bello del mondo. Da trent’anni va avanti in questo modo e le conseguenze sono chiare a tutti.

Adesso c’è da sperare che quando la farsa di un referendum su una riforma da incubo sarà finita non si inventi qualche altro pretesto per rimandare quello che rimandare non si può più.

Di che si tratta?

Di avviare un serio, efficace e realistico programma di riforma profonda del Paese che permetta in qualche decennio di recuperare almeno un po’ del tempo perduto. In qualche decennio, perchè solo per formare una nuova classe dirigente capace di pensare ci vorranno anni. E saranno durissimi e tormentati.

Inshallah.

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