cronaca

I fatti senza distorsioni, opinioni o interpretazioni. Spesso la realtà è differente da come viene raccontata dai media.

esteri

Il mondo è un illustre sconosciuto e il Sud del pianeta è quasi del tutto ignorato. E molte cose sono diverse da come appaiono.

politica

In Italia ormai il Palazzo e la società civile sono pianeti separati. Si deve cercare di restituire ai cittadini trasparenza.

tu inviato

Gli articoli scritti dai cittadini e pubblicati dal nostro giornale. La libera informazione è libertà di espressione.

vivere

Diritti civili, convivenza pacifica, cultura, arte, spettacolo, salute, ambiente, sport, tecnologie, cucina: sono il cuore del millennio.

Home » in evidenza, politica
Regola la dimensione del carattere: A A

La Repubblica della seconda Restaurazione

Autore: . Data: giovedì, 2 maggio 2013Commenti (0)

berlusconiNapolitano, Berlusconi, Letta e gli ex democristiani sono i protagonisti dello snaturamento della democrazia italiana. Dietro la ‘pacificazione’ c’è un progetto di mutamento strutturale della forma dello Stato.

Si fa un gran parlare in questi giorni della fine della contrapposizione totale tra schieramenti in nome di una nuova concordia scaturita dal dovere di ‘salvare l’Italia’.

Appare, per la verità, alquanto bislacco che il compito dei ‘guaritori’ sia stato affidato agli stessi personaggi responsabili della malattia. E che a capo dell’equipe ci sia il capo di quella inqualificabile brigata, ovvero Silvio Berlusconi.

Si dice che il Cavaliere, accertata la fine dei socialisti del Pd, abbia deciso di cambiare persino la sua strategia giudiziaria, abbandonando il solito Ghedini per affidarsi al saggio e molto tecnico avvocato e professore Franco Coppi.

Basta con la ‘guerra’ ai collegi giudicanti e con la strategia del rinvio, ma spazio all’intelligenza di chi sapendosi muovere tra punti e virgole sa come districare nodi giuridici apparentemente impossibili da sbrogliare.

Il Cavaliere sa che alcuni processi stanno arrivando a conclusione e che le condanne potrebbero fioccare senza pietà. E sa anche che la vittoria finale è vicina, perchè avendo visto suicidarsi gli ultimi resistenti del fronte ‘comunista’, ovvero i difensori sopravvissuti della storia e della tradizione del movimento operaio, contadino socialista e comunista nel Paese. Adesso solo un paio di sentenze potrebbero separarlo dalla gloria e dalla incoronazione definitiva a nuovo Padre della Patria.

Non si creda però che disfatta del Pd sia totale. Gli ex democristiani, i riformisti liberisti alla Renzi, le innumerevoli correnti interne e gli ammiratori di Napolitano, ovvero tutti quelli che non si rifanno all’ex Pci, sono pronti prendersi una volta per tutte il partito ed a chiudere anche loro i conti con quegli ormai ingombranti rappresentanti di un passato che si vuole a tutti i costi cancellare.

La pacificazione, secondo gli estimatori di questa teoria, in realtà è l’eliminazione dell’egualitarismo marxista e l’affermazione del primato assoluto di due ipotesi simili: il liberismo senza regole del cosiddetto centro destra ed il liberismo con qualche regola del cosiddetto centro sinistra.

Letta, il più grigio tra i conservatori cattolici del partito, è stato nominato presidente del Consiglio in nome di un palese tradimento della linea politica scelta dai sostenitori democratici, che alle primarie e poi con il voto avevano scelto la linea delle riforme profonde, dell’abbandono degli ammiccamenti a centro destra, dell’affermarsi di una nuova stagione di battaglie per la redistribuzione del reddito e per i diritti civili delle donne, delle coppie di fatto, delle minoranze omosessuali. Renzi è pronto per la stanza dei bottoni insieme ad alcuni personaggi pasticcioni e votati al potere a tutti i costi detti ‘giovani turchi’.

In questo scenario si inserisce il presidente della Repubblica, convinto di dover iscrivere tra i suoi successi il cambiamento della Costituzione, con la cancellazione del sistema parlamentare proporzionale a favore di un ordinamento semipresidenzialista maggioritario. D’altre parte Napolitano fin dagli anni ottanta è stato uno dei più vistosi esponenti di una corrente del Pci che non solo voleva ‘superare il comunismo’, ma che immaginava una svolta ‘riformista’ nella quale poter condividere le logiche del capitalismo e non più negarle.

L’opposizione di Napolitano e dei suoi colleghi di corrente alla segreteria di Enrico Berlinguer fu durissima, come il coinvolgimento in ‘Mani pulite’ di alcuni esponenti ‘miglioristi’ collusi con la banda craxiana fu fatto vissuto con dolore dalla base comunista del Pci.

Oggi, dopo gli ultimi errori grossolani e penosi del segretario Bersani, l’annientamento della sinistra del Pd, la rottamazione di Massimo D’Alema, ultimo esponente di rilievo internazionale del socialismo europeo in Italia, per Berlusconi si è riaperta la strada della imperitura glorificazione.

La cosiddetta Convenzione proposta da Letta, ovvero una specie di Bicamerale che dovrebbe riscrivere parti rilevanti della Carta, abolendo il bicameralismo perfetto, garanzia di bilanciamento dei poteri del legislativo, in nome di una non meglio specificata ‘nuova efficienza dello Stato’ dovrà terminare i suoi lavori e solo dopo si potrà varare una nuova legge elettorale.

Mesi di lavoro quindi per consentire di andare alle urne con un sistema fatto su misura per Berlusconi, il quale nel frattempo è già tornato a volare nei sondaggi, avrà tutto l’interesse per tenere in bilico il governo fino a quando in settembre, se non prima, affosserà l’esecutivo per riprendersi il bastone del comando senza neppure dover neppure telefonare di quando in quando per dare ordini al suo amico democristiano del Pd, Letta.

Gli ex democristiani avranno comunque i loro vantaggi nel trionfo berlusconiano. Spalmati tra Pd, Pdl e centro di Monti vedranno affermato il loro moderatismo cattolico, impediranno l’allargamento dei diritti civili, gioiranno per la vittoria dell’anticomunismo (trasformatosi vista la nota fine del comunismo nella liquidazione per principio della sinistra) e potranno sedersi su poltrone comode e confortevoli.

Sul fronte dell’opposizione, spariti gli ex comunisti, il grillismo rimarrà utile compendio per l’operazione. Un movimento-setta, privo di idee chiare, guidato da un comico senza capacità e credito internazionale e composto da militanti acritici, impreparati ed amalgati maldestramente è e sarà un avversario forte numericamente ma fragile e facile da contrastare e poi debellare. E soprattutto un soggetto politico irrilevante sul piano sindacale. Perchè la Cgil, non ancora domata, potrebbe rimanere l’ultima disperata ridotta dei resistenti.

Quindi, dopo la Prima Restaurazione, che disinnescando Mani Pulite a metà degli anni ’90 ha riportato al potere gli stessi protagonisti della terribile stagione del Caf e del saccheggio craxiano, adesso che un nuovo possibile cambiamento poteva restituire al Paese un modello democratico, progressista e non corrotto, la Seconda Restaurazione di Napolitano, Letta e Berlusconi ha di nuovo restituito agli immortali e cosiddetti ‘poteri forti’ il controllo della situazione.

Berlusconi in veste di statista e padre della Patria già detta le condizioni ed i golpisti del Pd sono soddisfatti per il successo raggiunto. Su tutti il presidente della Repubblica vede realizzato il suo sogno: essere quel capo che nel Pci non riuscì mai a diventare.

La fiaba tuttavia ha un limite narrativo. Mentre la banda del buco già immagina il suo sfolgorante viale del trionfo l’Italia muore per consunzione. Solo allora i cittadini complici di questa follia si accorgeranno davvero di aver nutrito i lupi.

 

Stampa articolo (o crea PDF)
Fai una donazione a InviatoSpeciale
Condividi o invia per e-mail


Informativa

Commenti disabilitati.

InviatoSpeciale è un quotidiano on line di Informazione, Politica e Cultura, pubblicato dall'Associazione Onlus The GlobalvillageVoice,
registrato al Tribunale di Bari, numero 1273, del 24 aprile 2008