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Italia, la disoccupazione che galoppa

Autore: . Data: martedì, 7 maggio 2013Commenti (0)

disoccupatoInquietanti (ma non certo sorprendenti) dati Istat: nel 2014 il tasso di senza lavoro toccherà il 12,3%.

L’istituto di ricerca lancia per l’ennesima volta l’allarme, a partire dai crudi dati, presentando lo studio ‘Le Prospettive dell’Economia Italiana 2013-2014′: continuerà ad aggravarsi fino al prossimo anno la situazione del mercato del lavoro con un tasso di disoccupazione che registrerà “un rilevante incremento” nonostante il miglioramento del ciclo economico.

“Nel 2013 – spiega l’Istituto di statistica – il mercato del lavoro continuerebbe a manifestare segnali di debolezza con un rilevante incremento del tasso di disoccupazione all’11,9% (+1,2 punti percentuali rispetto al 2012)”. Nel 2014, prosegue l’Istat, “il tasso di disoccupazione continuerebbe a crescere fino a raggiungere il 12,3% a causa del ritardo con il quale il mercato del lavoro è previsto rispondere alla lenta ripresa dell’economia”.

Le condizioni di debolezza del mercato del lavoro, sottolinea lo studio, avranno un effetto di compressione delle retribuzioni per dipendente che nelle previsioni dell’Istat “mostrerebbero una dinamica moderata (+1.0%, nel 2013 e +1,3% nel 2014). Come risultato di questi andamenti la produttività del lavoro diminuirebbe ulteriormente nel 2013 per tornare a crescere debolmente nel 2014. In base a questo scenario il costo del lavoro per unita’ di prodotto risulterebbe in decelerazione durante l’intero periodo di previsione”.

In questo schema i consumi risultano fatalmente contratti: “La caduta del reddito disponibile, l’elevato clima di incertezza percepito dai consumatori e il tentativo di ricostituire livelli di risparmio precedentemente erosi – spiega ancora l’Istat – continuerebbero a penalizzare i consumi privati. Le persistenti difficoltà nel mercato del lavoro e l’orientamento restrittivo delle politiche di bilancio, limiterebbero la possibilità di un aumento significativo dei consumi nel 2014″.

Come conseguenza di questi fattori, la spesa privata per consumi registrerebbe nell’anno in corso una contrazione dell’1,6%, cui seguirebbe una lieve ripresa nel 2014 (+0,4%), inferiore alla crescita del Pil. La previsione è che nel 2013 il Pil si riduca dell’1,4% in termini reali con un tasso di disoccupazione in crescita di 1,2 punti percentuali all’11,9%.

Nel 2014, invece, si determinerebbe una moderata crescita dello 0,7%. Il tasso di disoccupazione continuerebbe però a crescere, attestandosi l’anno prossimo, come segnalato in precedenza, al 12,3%.

La caduta congiunturale del Pil iniziata nel terzo trimestre del 2011 dovrebbe proseguire, con intensità più contenute, almeno fino al terzo trimestre del 2013: “La domanda estera netta è la principale fonte di sostegno alla crescita economica nelle previsioni per il 2013 (+1,1 punti percentuali)”, spiega Istat.

Il contributo della domanda interna al netto delle scorte sarebbe invece negativo nel 2013 (-2 punti percentuali) e tornerebbe positivo nel 2014 (+0,7 punti percentuali) stimolando la crescita del Pil.

La spesa delle famiglie dovrebbe scendere dell’1,6% nel 2013 “per effetto della diminuzione del reddito disponibile, con un moderato aumento dello 0,4% nel 2014″.

“Il pagamento dei debiti delle amministrazioni pubbliche verso i creditori privati può avere moderati effetti espansivi nel 2014. In particolare, l’immissione di liquidità nel sistema economico, potrebbe sostenere consumi e investimenti privati, contribuendo a migliorare le aspettative di famiglie e imprese sulle loro condizioni economiche”, prosegue Istat.

Passando al commercio estero, l’Istituto stima una moderata espansione nel 2013, con tassi di crescita vicini a quelli osservati nella media dello scorso anno (+2,3% l’aumento in volume): “una più significativa accelerazione dovrebbe registrarsi nel 2014 (+3,9%), a seguito di un consolidamento della crescita nelle principali economie avanzate e dell’atteso miglioramento delle condizioni di domanda nell’area euro”.

In dettaglio, le vendite all’estero dell’Italia sarebbero trainate soprattutto dalla componente dei beni, che beneficerebbe della più sostenuta domanda proveniente dai mercati esterni all’Unione europea. Tuttavia, i principali mercati di destinazione delle produzioni italiane continuerebbero a crescere a un ritmo inferiore a quello del commercio mondiale, in particolare nel 2014. Ne seguirebbe un’ulteriore flessione della quota di mercato in volume delle esportazioni dell’Italia.

Nel 2013 la flessione prevista delle importazioni (-1,5%) rifletterebbe il perdurante deterioramento dei consumi privati e degli investimenti fissi lordi. La graduale ripresa delle vendite all’estero costruirebbe il principale fattore a sostegno di un recupero delle importazioni che sono previste in recupero nel 2014 (+3,8%). Il saldo positivo della bilancia dei beni e servizi si consoliderebbe attestandosi a circa il 2,7% del Pil in ciascun anno del periodo di previsione (più del doppio di quello registrato nel 2012). Inoltre – conclude l’Istat – il saldo del conto corrente ritornerebbe in avanzo per la prima volta dopo circa un decennio.

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