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Israele bombarda la Siria

Autore: . Data: lunedì, 6 maggio 2013Commenti (0)

israeleIl governo di Tel Aviv ignorando qualsiasi convenzione internazionale ha effettuato due raid aerei sul territorio siriano. In pericolo l’equilibrio in tutta l’area.

Israele è tornata a colpire in Siria. Dopo una prima aggressione avvenuta tra giovedì e venerdì contro una colonna di trasporti militari un secondo bombardamento è avvenuto nella notte tra sabato e domenica. Nuovo obiettivo è stato un centro di ricerche militari a nord di Damasco che era già stato attaccato in gennaio.

Il vice ministro degli Esteri siriano Faisal al Mekdad ha dichiarato che l’attacco alla base militare a Damasco è da considerarsi come una “dichiarazione di guerra” e che la Siria potrebbe reagire.

Mekdad, ha aggiunto che il suo Paese”sta affrontando un complotto proveniente da una diabolica alleanza tra l’Occidente e gli jihadisti di Al Qaeda per distruggere la sua indipendenza” ed ha aggiunto: “stiamo vincendo la guerra”.

Secondo Damasco i raid israeliani hanno come scopo quello di aiutare gli integralisti ad abbattere il regime di Assad.

Intanto secondo la televisione commerciale israeliana Canale 10 lo spazio aereo a nord di Israele sarebbe stato chiuso al traffico civile.

La presidenza egiziana, da parte sua ritiene ‘l’aggressione israeliana sulla Siria’ un episodio “destinato a mettere in pericolo la stabilità della regione”.

Respingendo qualsiasi attacco alla sovranità siriana, il Cairo ha aggiunto che “le aggressioni israeliane sono un vero test per la comunità internazionale, Onu in testa, per quanto riguarda il rispetto del diritto internazionale”.

Intanto il presidente della Lega Araba, Nabil al-Arabi, sottolineando che i raid di Tel Aviv avranno serie conseguenze per la regione ha auspicato che le Nazioni Unite devono intervenire con “un’azione immediata per impedire il ripetersi di aggressioni” israeliane contro la Siria.

“Si tratta di una vera e propria aggressione e grave violazione della sovranità di un paese arabo – ha spiegato al-Arabi – che esporrà la sicurezza e la stabilità della regione ai più gravi pericoli e conseguenze”.

Rimane intollerabile l’impunità della quale gode Israele per le sue sistematiche azioni di guerra al di fuori del proprio territorio nazionale e la copertura di cui gode Tel Aviv da parte di Stati Uniti e Gran Bretagna.

E’ evidente l’interesse da parte del governo di Benjamin Netanyahu a far crescere l’instabilità nella regione, per indebolire ulteriormente lo storico avversario siriano e per favorire un intervento internazionale in Siria. Paradossalmente in favore di organizzazioni islamiste. Ma come è già successo in Afghanistan e poi con le presunte rivoluzioni in Tunisia ed Egitto e con l’intervento militare in Libia sembra che le ‘cancellerie occidentali’, delle quali Israele è fedele alleato, non riescano a capire che le loro attività di destabilizzazione stanno costruendo un fronte sempre più ampio di Paesi guidati o in parte controllati da organizzazioni integaliste.

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