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Il M5S si accomoda in Parlamento

Autore: . Data: mercoledì, 8 maggio 2013Commenti (0)

crimiDopo aver scoperto che i rimborsi per i parlamentari sono indispensabili per vivere a Roma, ieri i seguaci del guru hanno imparato i vantaggi della partitocrazia. Si sono presi tutte le poltrone possibili nelle commissioni.

Gennaro Migliore, capogruppo Sel alla Camera, ha commentato le le votazioni sulle presidenze delle commissioni a Montecitorio: “Noi ci aspettavamo da parte del M5s il rispetto di un accordo tra le opposizioni. Loro lo hanno rifiutato perchè hanno detto che si sarebbero presi tutto e così è stato. Si sono accaparrati tutte e 28 le poltrone di vicepresidenti e di segretari. In questo modo rappresentano plasticamente cosa intendono loro per svolgere la funzione istituzionale. Noi abbiamo votato scheda bianca perchè non siamo affetti da poltronismo”.

In questi giorni, poi, è in corso tra gli eletti del Movimento una discussione su stipendi e rimborsi.

I 163 eletti tra Camera e Senato hanno discusso su diaria e rimborsi e deciso che ognuno deciderà ‘secondo coscienza’ se tenere o no il denaro, abbandonando la tesi della rinuncia ‘preventiva’.

Grillo e Casaleggio parrebbero non d’accordo con questa decisione così come i seguaci cibernetici del guru che frequentano il suo blog.

In un articolo sul Giornale, Vittorio Feltri ha scritto: “Intanto, non è vero che i parlamentari italiani abbiano uno ‘stipendio’ superiore a quello dei loro colleghi dei grandi Paesi europei. Diciamo piuttosto che le buste paga dei nostri rappresentanti politici sono ‘costruite’ diversamente rispetto ad altre, ma il totale netto riservato a chi sta nei palazzi delle varie nazioni Ue è pressoché uguale dappertutto”.

Facendo i conti in tasca ai nuovi arrivati in Parlamento del M5S, il tagliente giornalista ha aggiunto: “Inoltre, i deputati e i senatori del M5S, una volta giunti a Roma hanno scoperto che nella capitale non si vive di sola aria. Serve un letto per dormire, ad esempio, e nessuno te lo dà gratis. Gli alberghi, anche i meno lussuosi, sono cari, minimo 150 euro a notte. Moltiplica la cifra per quattro giorni la settimana, o cinque, e fanno 2400 – 3000 euro al mese. Poi ci sono le spese di cui non si tiene mai conto, ma che pesano: lavanderia e stireria (mica si può andare in aula sozzi come barboni), taxi, autobus, ristorante”.

Feltri ha insistito:”Nelle trattorie trasteverine o del ghetto si mangia bene e a buon mercato, si fa per dire: facciamo 40 euro a pasto? Moltiplicate per quaranta pasti (due al dì per 20 dì), e si arriva a 1600 euro. Vuoi dare ogni tanto una mancia? Volando bassi, 5000 euro e rotti mensili sono già bruciati, esattamente l’importo dell’indennità base prevista per ogni onorevole. Se i grillini intendono onorare la parola, cioè dimezzarsi il compenso, riducendolo a 2500 euro netti, sono fritti. Al 15 di ogni mese saranno costretti a tornarsene a casa con le pive nel sacco. A meno che non sfruttino le cosiddette indennità accessorie: 8440 euro. Non è tutto. Si presume che gran parte dei pentastellati a Montecitorio e in Senato abbiano residenza e domicilio nei Comuni di provenienza, al nord e al sud, dove probabilmente avranno famiglia da mantenere, affitti o mutui da pagare, bollette della luce e del gas. Oneri ragguardevoli. Con quali soldi affrontarli? Ancora dando fondo alle citate indennità accessorie, altrimenti dette rimborsi”.

Per una volta con un ragionamento condivisibile da tutti, lettori di destra o di sinistra, Feltri ha concluso: “Tutta roba alla quale gli adepti del santone Beppe avevano promesso di rinunciare onde dimostrare urbi et orbi che la lotta agli sprechi dei politici non si fa con le chiacchiere, bensì con i fatti. Giusto, bello, meraviglioso. Ma impossibile. E demagogico, come si evince dalla contabilità della serva che ci siamo permessi di compilare”.

Sembra che più veloci della luce i grillini si stiano accomodando a Palazzo.

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