cronaca

I fatti senza distorsioni, opinioni o interpretazioni. Spesso la realtà è differente da come viene raccontata dai media.

esteri

Il mondo è un illustre sconosciuto e il Sud del pianeta è quasi del tutto ignorato. E molte cose sono diverse da come appaiono.

politica

In Italia ormai il Palazzo e la società civile sono pianeti separati. Si deve cercare di restituire ai cittadini trasparenza.

tu inviato

Gli articoli scritti dai cittadini e pubblicati dal nostro giornale. La libera informazione è libertà di espressione.

vivere

Diritti civili, convivenza pacifica, cultura, arte, spettacolo, salute, ambiente, sport, tecnologie, cucina: sono il cuore del millennio.

Home » cronaca, in evidenza, politica, report
Regola la dimensione del carattere: A A

Carovana Antimafie: denuncia e idee per cambiare

Autore: . Data: martedì, 14 maggio 2013Commenti (0)

CarovanaAntimafia“In viaggio per i diritti, la giustizia sociale, la legalità democratica”: l’iniziativa, promossa da Arci, Libera, Avviso pubblico e Cgil, Cisl e Uil, è partita il 30 marzo a Tunisi, per poi risalire l’Italia da Trapani alle Alpi: pochi giorni fa era in Piemonte, ora si è spostata in Lombardia, nel corso di maggio scenderà ancora in Emilia Romagna e in Toscana.

Il viaggio della Carovana Antimafie attraversa il territorio con un percorso a tappe che si propone di portare solidarietà a coloro che in prima fila operano per la legalità democratica e la giustizia sociale, per dare opportunità di crescita sociale, per sensibilizzare le persone affinché tengano alta la tensione antimafia, per promuovere impegno sociale e progetti concreti.

La Carovana percorre migliaia di chilometri dunque per animare il territorio e porre l’accento su questioni che si legano a quelle della democrazia, della legalità, della lotta alle mafie, come uno strumento di contaminazione che permetta di sperimentare nuove forme di partecipazione, favorire dinamiche di coesione sociale e di produzione di beni relazionali.

Per questo, spiegano gli organizzatori, “momenti salienti della Carovana sono proprio i passaggi del testimone da tappa a tappa, rappresentati fisicamente dall’arrivo e dalla partenza dei furgoni di Carovana con a bordo i carovanieri, ovvero i ‘narratori’ ufficiali del lavoro di antimafia sociale, coloro che quotidianamente – attraverso gli incontri con i parenti delle vittime di mafia, partecipando ai campi della legalità sui beni confiscati, elaborando modalità e strumenti nuovi di lotta alle mafie – arricchiscono e si spendono sui propri territori”.

Come ad esempio Alessandro Cobianchi, che ha resocontato la permanenza della Carovana in Piemonte: “L’assemblea è aperta ad almeno duecento ragazze e ragazzi, sono attenti – loro che diverranno produttori di vino, ai discorsi su caporalato e agromafie ma il discorso ci porta anche a ragionare sulla cattiva politica. Una brava sindacalista della Cgil evita di cadere nel pericoloso calderone del ‘sono tutti uguali’ e il dibattito, complice l’acume dei ragazzi, scivola via. Si riparte presto e dopo un ottimo pasto alla casa del Popolo di Asti la carovana si divide, uno dei furgoni rientra a Torino per il dibattito sulla legge anti-corruzione presso il Consiglio comunale”.

Dibattito a cui hanno partecipato il vicepresidente del Csm Vietti, il magistrato Giancarlo Caselli e Andrea Campinoti, presidente di Avviso pubblico. “Il film ‘Intervallo’ – prosegue il racconto – chiude la serata e, seppure amaro, riassume egregiamente una splendida giornata. Anzi no, qui è terra di resistenti (anche alla fatica) e si va a far visita al circolo Cinema Vekkio che ci accoglie per la notte. Giorgio, un vecchio amico è il presidente del comitato territoriale ed è l’anima del circolo, ci mostra l’ennesimo posto in cui nonostante tutto, in questo Paese, la cultura si fa con le maniche arrotolate e la testa lucida”.

Se “la classe di Governo avesse occhi pronti all’arcobaleno o almeno sapesse annusare l’aria del Paese che funziona – annota ancora Alessandro – le tante rose di Jerico sarebbero un giardino profumato e curato. Invece i tagli al welfare e l’assenza di investimenti concreti sui beni confiscati, dove le associazioni sopperiscono spesso ai ritardi dello Stato, esasperano i genitori delle persone accolte e persino la pazienza titanica degli operatori. Si pensi all’interruzione – per tagli ai fondi – al servizio mensile di visita esterna ai genitori dei ragazzi. Ci chiediamo perché i governanti non facciano le cose semplici. Qui c’è gente che rende migliore la qualità della vita altrui eppure sembrano nuotare controcorrente”.

In questi giorni la Carovana è in Lombardia, dove “la crisi cancella migliaia di imprese e ne spinge una parte verso quella zona grigia – raccontano gli organizzatori – dove convivono elusione, evasione ed illegalità”.

Lo confermano anche i sindacalisti presenti di Cgil Cisl e Uil, e delle loro categorie del settore edilizio, e i dati che emergono dall’attivita di vigilanza dei servizi ispettivi. Con la denuncia del caporalato dalle piazze di Milano, Carovana antimafie in Lombardia, anche quest’ anno, ha colto nel segno: “Mentre vediamo partire le ultime macchine e i furgoni pieni di lavoratori – concludono – ci interroghiamo come Carovana Antimafie possa mettere maggiormente a frutto questa esperienza corale di associazioni ed organizzazioni costruendo memoria e cultura su uno dei fenomeni piu inquietanti che attraversano oggi il mondo del lavoro”.

Stampa articolo (o crea PDF)
Fai una donazione a InviatoSpeciale
Condividi o invia per e-mail


Informativa

Commenti disabilitati.

InviatoSpeciale è un quotidiano on line di Informazione, Politica e Cultura, pubblicato dall'Associazione Onlus The GlobalvillageVoice,
registrato al Tribunale di Bari, numero 1273, del 24 aprile 2008