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Berlusconi: dopo la condanna un rinvio a giudizio

Autore: . Data: venerdì, 10 maggio 2013Commenti (0)

berlusconiLe inchieste sul Cavaliere sono sempre più pressanti. Mercoledì una condanna in appello e mentre si aspetta la sentenza Ruby adesso comincia il processo per la compravendita di senatori.

Al termine della fase preliminare di indagini la Procura di Napoli ha chiesto il rinvio a giudizio per Silvio Berlusconi nel caso che riguarda l’ex senatore dell’Italia dei Valori Sergio De Gregorio e l’ex ddirettore del quotidiano L’Avanti Valter Lavitola. L’accusa è di corruzione.

Secondo i magistrati Berlusconi per far cadere il governo di centro sinistra guidato da Romano Prodi avrebbe indotto alcuni senatori a passare con il centro destra in cambio di denaro.

I pm Henry John Woodcock e Vincenzo Piscitelli hanno chiesto il rinvio a giudizio nei confronti del Cavaliere sostendo che il leader del Pdl avrebbe versato tra il 2006 e il 2008 tre milioni di euro a De Gregorio per fargli lasciare il partito di Di Pietro e trasmigrare nel Pdl.

La Procura del capoluogo campano aveva già chiesto il giudizio immediato, che però era stato rigettato dal gip. Adesso i pm hanno proceduto con la richiesta di giudizio ordinario.

Il senatore ‘migrante’ sull’episodio aveva dichiarato nei mesi scorsi: “Ho preso due milioni di euro in nero, l’ho già detto ai magistrati di Napoli. Ho commesso un reato”. “Sul perchè me li abbiano dati in nero – avava continuato De Gregorio – me lo sono chiesto anch’io. Se me li avessero dati in maniera trasparente li avrei dichiarati come ho dichiarato un milione di euro alla Camera e sarei stato nella legge. Ho accettato un pagamento in nero, ho sbagliato e l’ho confessato al magistrato”.

Si vedrà sei il processo chiarirà all’ignaro De Gregorio i motivi per i quali Berlusconi gli averebbe dato, nonostante appartenessero a partiti diversi, una così ingente somma di denaro senza spiegare il motivo per il quale preferiva aggirare la legge.

Intanto dopo la condanna in appello nel processo Mediaset, il Popolo della libertà scenderà in piazza sabato prossimo a Brescia “in difesa di Silvio Berlusconi”.

Confondendo come sempre vicende private con fatti politici, i seguaci del Cavaliere con il loro agire non fanno che rinforzare la tesi di chi afferma l’urgenza di risolvere in Italia l’annosa vicenda del conflitto di interessi. I reati dei quali Berlusconi sarebbe colpevole secondo il tribunale di Milano riguardano infatti la sua figura di imprenditore e non la sua azione di uomo politico

“La manifestazione si svolgerà alle 16 in piazza Duomo”, ha annunciato in una nota il partito, aggiungendo che vi parteciperà lo stesso leader del Pdl.

Da parte sua il senatore Pdl Giancarlo Serafini vuole raccogliere “dieci milioni di firme contro la sentenza Mediaset, cioè tanti quanti sono i voti che il presidente Berlusconi ha ottenuto nelle ultime elezioni politiche”. Per il fedelissimo “il partito, in tutte le sue espressioni, si mobiliti per dare un segnale forte e concreto a chi si ostina a far prevalere le ragioni dell’odio sulla verità dei fatti”,

Sembra poi che il partito del Cavaliere stia organizzando un’altra iniziativa ‘anti-pm’ lunedi prossimo, quando riprenderà il processo Ruby nel quale ‘Papi Silvio’ è imputato per concussione e prostituzione minorile.

In questo scenario c’è da chiedersi come potranno reagire le componenti più legalitarie del Pd, che già mal sopportano il governo ‘unitario’ con il Pdl.

Di certo le vicende giudiziarie di Berlusconi rendono ancora più precari gli equilibri politici del Paese.

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