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Speranze nella cura di sclerosi multipla o di altre patologie da danneggiamento della mielina

Autore: . Data: lunedì, 15 aprile 2013Commenti (0)

sclerosi multiplaIn uno studio pubblicato sulla rivista scientifica ‘Nature Biotechnology’ i ricercatori della ‘Case Western Reserve School of Medicine’ americana sostengono di aver scoperto quella che hanno definito una ‘alchimia cellulare’, ovvero una mutazione capace di trasformare normali cellule della pelle in cellule cerebrali specifiche.

Lo studio, condotto con cellule di topo, aveva lo scopo di verificare la possibilità di riparare danni cererali in malati di sclerosi multipla, paralisi cerebrale o con altre malattie causate dal danneggiamento della mielina, la guaina che ricopre la maggior parte delle cellule nervose e che permette di garantire un’alta velocità dell’impulso fra queste.

Adesso si cercherà di dimostrare la fattibilità e la sicurezza della scoperta utilizzando cellule umane in un ambiente di laboratorio.

In caso di successo, la tecnica potrebbe avere un’ampia e attesa applicazione per le cure di milioni di malati.

Questa scoperta permetterebbe, se confermata, di convertire direttamente i fibroplasti (solo le cellule strutturali presenti in abbondanza nella pelle e nella maggior parte degli organi) nel tipo di cellula responsabile della ’mielinizzazione’ dei neuroni del cervello (oligodendrociti).

Finora si pensava che le cellule progenitrici di oligodendrociti e gli stessi oligodendrociti si potessero ottenere solo dal tessuto fetale o da cellule staminali pluripotenti. Ora anche questa tecnica apre nuovi filoni di ricerca e nuove speranze di cura.

Paul Tesar, scienziato della ‘Case Western Reserve School of Medicine’ e autore senior dello studio, ha detto: “E’ una alchimia cellulare. L’obiettivo è quello di produrre una cellula facilmente accessibile cambiandole letteralmente l’identità per farla diventare una cellula di grande valore per la terapia”.

In un processo chiamato riprogrammazione cellulare i ricercatori hanno manipolato i livelli di tre proteine che hanno indotto il cambiamento in oligodendrociti (cellule progenitrici). Il team quinsi ha rapidamente generato miliardi di queste cellule progenitrici indotte (chiamate iOPCs) e ha dimostrato che potrebbero rigenerare nuovi rivestimenti di mielina intorno ai nervi dopo essere state trapiantate nei topi.

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