cronaca

I fatti senza distorsioni, opinioni o interpretazioni. Spesso la realtà è differente da come viene raccontata dai media.

esteri

Il mondo è un illustre sconosciuto e il Sud del pianeta è quasi del tutto ignorato. E molte cose sono diverse da come appaiono.

politica

In Italia ormai il Palazzo e la società civile sono pianeti separati. Si deve cercare di restituire ai cittadini trasparenza.

tu inviato

Gli articoli scritti dai cittadini e pubblicati dal nostro giornale. La libera informazione è libertà di espressione.

vivere

Diritti civili, convivenza pacifica, cultura, arte, spettacolo, salute, ambiente, sport, tecnologie, cucina: sono il cuore del millennio.

Home » politica, primo piano
Regola la dimensione del carattere: A A

Politica: caos totale

Autore: . Data: martedì, 23 aprile 2013Commenti (0)

napolitanoIl quadro politico sembra impazzito. Mentre i partiti giocano la loro battaglia navale il Paese affonda in una crisi che nessuno sembra voler risolvere.

Ieri Giorgio Napolitano è diventato presidente della Repubblica per la seconda volta. L’anziano leader migliorista ed ex comunista è stato designato da commentatori e demagoghi come una specie di ‘salvatore della Patria’.

In realtà le cose sono un po’ più complicate di come vengono raccontate. Come è costume per la sua generazione, Napolitano ha accettato la rielezione per spirito di servizio e senso dello Stato. Se non lo avesse fatto la Repubblica sarebbe entrata in un coma sicuramente irreversibile. Ma l’abnegazione del presidente non vuol dire affatto che egli possieda misteriosi poteri in grado di risanare il drammatico degrado nel quale sono caduti i partiti.

Essere non più dimezzato dagli impedimenti imposti dal semestre bianco permette a Napolitano di sciogliere le Camere ed indire nuove elezioni. E qualcuno proprio questo vuole.

In questo momento il voto attrae non solo il Pdl, dato dai sondaggi in netto ed irrefrenabile recupero, ma anche Grillo, che dopo aver contribuito alla demolizione del Pd spera di aumentare ulteriormente il numero dei propri elettori.

Insomma, il presidente non è il ‘manovratore’, ma solo una brava persona disposta ad immolarsi in nome dell’integrità dello Stato.

A dimostrazione di questa ingarbugliata situazione alcune dichiarazioni. Orfini, neo capetto in ascesa del Pd defunto, ha detto a proposito dell’auspicio da parte del presidente di un governo di “responsabilità nazionale” che un esecutivo del genere deve essere sostenuto “da tutte e tre le forze principali” e se M5S non votasse la fiducia “sarebbe una cosa diversa, sarebbe un accordo Pd-Pdl. E io sarei contrario”.

Grillo da parte sua ha ribadito la sua volonta distruttiva: “La Repubblica, quella che si dice democratica e fondata sul lavoro, ieri è morta. Pensi al sorriso raggiante di Berlusconi in Parlamento, risplendente come il sole di mezzogiorno, dopo la nomina di Napolitano, e ti domandi come è possibile tutto questo…”. Insomma, porte chiuse.

Napolitano, da parte sua, nel discorso di insediamento, ha chiarito per difendere la sua integrità: “Se dovessi riscontrare ancora in futuro quella sordità da parte dei partiti non esiterò a trarne le conseguenze politiche davanti al Paese”.

Berlusconi, intanto, abile organizzatore di strategie demagogiche utili per vincere le elezioni, mostra una inedita solidarietà per il presidente, si manifesta disponibile a trattare con tutti e contemporaneamente aspetta che la baracca si sfasci, si vada a votare e si apra la nuova partita, quella tra lui e Grillo.

Prevedere in questo momento futuri presidenti del Consiglio, ministri e programmi è impossibile. Certo Napolitano cercherà di portare a termine la sua ‘mission impossible’, ma le variabili sono così tante e le differenze tra le intenzioni dei partiti così diverse da non poter neppure suggerire possibili mediazioni.

Su lavoro, legge elettorale, tasse, programma di sostegno alle imprese Pdl, ex Pd, Sel, M5S e Monti hanno idee inconciliabili e qualsiasi governo al di là di ogni ragionevole dubbio vivrà sotto il fuoco incrociato dei cecchini.

Da annotare, infine, il pessimo lavoro dei media. Come sempre invece di parlare ai cittadini, molti ‘commentatori’  hanno preferito raccontare le chiacchiere di Palazzo. E così la distanza tra mondo reale e politica è cresciuto. Perchè anche il più fanatico sostenitore di un partito a piacere sa bene che oltre le chiacchiere non c’è nulla. Meno che mai speranze.

 

Stampa articolo (o crea PDF)
Fai una donazione a InviatoSpeciale
Condividi o invia per e-mail


Informativa

Commenti disabilitati.

InviatoSpeciale è un quotidiano on line di Informazione, Politica e Cultura, pubblicato dall'Associazione Onlus The GlobalvillageVoice,
registrato al Tribunale di Bari, numero 1273, del 24 aprile 2008