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Pd: uniti appassionatamente, ma forse no

Autore: . Data: lunedì, 29 aprile 2013Commenti (0)

partito democraticoLa svolta ‘democristiana’ del partito non sembra produrre alcuna lacerazione evidente sulla fiducia al nuovo governo Letta. Ma lo pace è solo apparente.

Il voto al nuovo esecutivo si avvicina e le lotte interne sembrano sparite in un unanimismo strano, specialmente dopo le raffiche sparate dai battaglioni di franchi tiratori durante le votazioni per l’elezione del presidente della Repubblica.

Se quei ‘dissidenti’ sono rimasti tutti misteriosi, alcuni dei critici nei confronti della strategia di Enrico Letta erano fino a ieri conosciuti. Si trattava di esponenti di varie componenti del partito. A chi ama muoversi in silenzio e tra le nebbie si associa chi uscito allo scoperto ha ‘cambiato idea’.

Ieri ha annunciato il suo voto a favore Rosy Bindi. Lo stesso hanno fatto i prodiani Sandra Zampa e Sandro Gozi, con un documento al quale si è associata Laura Puppato.

Civati, fenomeno mediatico senza alcun peso reale nella struttura, invece si è detto ‘perplesso’ sul da farsi. Ha anche dichiarato che deciderà oggi, dopo le riunioni dei gruppi parlamentari.

I deputati si riuniranno stamattina alle 9. Parteciperà anche il segretario dimissionario Pier Luigi Bersani. I senatori, invece, si vedranno alle 11.30.

La ex presidente del partito, Rosy Bindi (ma le dimissioni sono state ratificate?), ha detto: “Io voterò la fiducia ed esprimo apprezzamento per la squadra di governo”. Poi riferendosi alla sparatoria di ieri ha aggiunto: “Abbiamo assistito a un gesto estremo. E’ un caso individuale, ma che fonda le radici in una disperazione sociale sempre più diffusa. Ritengo che i problemi richiedano scelte forte e radicali, e non so se un governo sostenuto da due forze che hanno idee così diverse possano portare a fare quelle scelte”.

Sullo stesso argomento ha esternato anche Walter Veltroni, riemerso all’improvviso, che ha invitato il Pd a non “chiamare in causa il Movimento 5 Stelle” perchè a duo parere “sarebbe un errore grave e una strumentalizzazione”.

Di parere opposto Francesco Verducci, cosiddetto ‘giovane turco’: “Si interroghi chi istiga all’insulto il web e le piazze. La violenza verbale e quella fisica sono parenti, guai a giustificarle”, ha commentato. Marco Stradiotto, ex democristiano e simpatizzante del predidente del Consiglio, ha aggiunto: “Il veleno che è stato iniettato in questi anni nell’opinione pubblica sta provocando un effetto devastante”. E Rosaria Capacchione ha insistito: “Sono troppi a seminare odio speculando sulla disperazione”.

L’attentato di ieri di certo condizionerà l’atteggiamento dei parlamentari, pechè come sempre i gesti di violenza rendono molto limitato lo spazio per le critiche politiche, ma l’annullamento dell’area del partito di provenienza Pci di certo produrrà scossoni profondi.

La base elettorale ex comunista è molto ampia, come quella che non digerisce la ‘rinascita democristiana’ avviata da Letta e dai popolari. I renziani, invece, salutano con favore il nuovo esecutivo, perchè nella sconfitta di Bersani e nella marginalizzazione di D’Alema il sindaco di Firenze, altro ex democristiano, vede il rafforzarsi la sua strategia di cancellazione della componente socialista del partito.

E’ un mistero riuscire a prevedere gli sviluppi della resa dei conti interna, ma c’è da star sicuri che la calma di queste ore si trasformerà presto in tempesta. Dalla quale potrebbe prender forma anche qualcosa di nuovo.

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