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Letta:…e vai con le chiacchiere…

Autore: . Data: martedì, 30 aprile 2013Commenti (1)

lettaIl discorso sulla fiducia pronunciato dal nuovo presidente del Consiglio è stata una sconcertante filastrocca di improbabili promesse. Ed una resa alla demagogia dell’antipolitica.

Il premier ha sostenuto di parlare “il linguaggio della verità” e poi ha pronunciato un discorso di annunci irrealizzabili da far invidia a Berlusconi.

Una sola frase basterebbe per comprendere come la restaurazione democristiana sarà l’ennesimo capitolo di un lungo percorso di degrado della politica che senza alcuna pietà stra travolgendo la vita democratica italiana. Ha detto Letta: “Una speciale menzione merita la protezione civile, che ha dato una straordinaria prova nei terremoti in Abruzzo e in Emilia e che ci ricorda che abbiamo un impegno alla prevenzione, con un piano di manutenzione contro il dissesto idrogeologico e la lotta all’abusivismo”.

Qualsiasi cittadino di questo sfortunato Paese sa che le ferite inferte al territorio da cattiva politica, speculazione edilizia  abusivismo, incuria è talmente diffuso e talmente profondo che la visione ‘operativa’ del premier appare come un esercizio di pura propaganda. Perchè per risolvere i problemi saranno necessari decenni e forse sarebbe meglio mostrarsi più cauti e più sinceri.

“Basta con i debiti, spesso scaricati sulle spalle dei cittadini delle generazioni successive”, ha detto il presidente del Consiglio che ha aggiunto: “Innanzitutto occorre ridurre le tasse sul lavoro, servono incentivi per mutui agevolati per giovani coppie e una riforma per dare ossigeno alle famiglie, allentamento del patto di stabilità, rinuncia all’inasprimento dell’Iva, fondi per piccole e medie imprese, ma anche una strategia complessiva”. Letta ha promesso anche l’abolizione dell’Imu a giugno, il reddito minimo per le famiglie bisognose, un aumento degli ammortizzatori sociali. Non ha spiegato però dove prenderà mai i soldi per farlo.

Il premier, poi, in aperto conflitto con una parte del suo partito, ha annunciato l’abolizione del finanziamento pubblico, sostenendo che nel quadro della riorganizzazione dell’ordinamento che riguarda i partiti si prevederanno forme di controllo sulle contribuzioni dei singoli cittadini.

Una forza politica, quindi, che rappresenti i più deboli e gli svantaggiati, quella che un tempo era la sinistra, considerata la crisi drammatica ed il livello dei salari italiani, non esisterà più perchè i suoi militanti, poveri o comunque senza troppe risorse, non avranno il denaro per tenere in piedi l’organizzazione.

Per Letta, poi, “le riforme istituzionali devono partire sulla base del lavoro di una Convenzione”. “In questa materia abbiamo assistito troppo spesso ad avvio di percorsi che apparivano come risolutori e si sono infranti contro veti reciproci e contrapposizioni dannose nonostante i richiami del Capo dello Stato”. Per sottrarre questa materia ai veti della politica “sarebbe bene che il Parlamento adottasse le sue decisioni sulla base di proposte formulate da una Convenzione” che lavori fin da subito.

Una nuova Bicamerale, sul modello di quella guidata da Massimo D’Alema e che Silvio Berlusconi fece saltare sarebbe per Letta lo strumento per realizzare un accordo tra forze politiche che hanno idee assolutamente diverse sul modello di società che si vuol costruire.

Il premier, con una preoccupante dimenticanza, ha detto ancora: “E’ necessaria sintonia fra governo, banche e imprese, per la crescita. Con la giustizia e certezza del diritto gli investimenti possono proliferare, come con la lotta alla corruzione che distorce regole e incentivi. La giustizia deve essere tale per i cittadini”. L’aver dimenticato il sindacato, quindi i lavoratori, deve far riflettere.

Secondo Letta “mai come oggi occorre fiducia reciproca: imprese e lavoratori devono agire insieme e superare le contrapposizioni che in passato ci hanno frenato. Sono sicuro che come in tanti momenti critici della vita della Repubblica i sindacati saranno protagonisti”. Insomma, le organizzazioni dei lavoratori dovranno essere ‘compartecipi’ delle scelte delle imprese e diventare “protagoniste” sulla base di una fiducia “reciproca” nonostante gli imprenditori italiani abbiano lavorato per ottenere da governi passati e compiacenti forme contrattuali inesistenti ed impensabili nel resto d’Europa e basate sul lavoro temporaneo e sullo sfruttamento.

Nel governo il presidente, pur essendo un esponente del Pd, non ha offerto nessuna rappresentanza all’area del suo partito di cultura socialista e più vicina alla Cgil e nel discorso di ieri, ignorandole, ha ulteriormente chiarito di non tenere in nessun conto le proposte di quel sindacato.

“Domandiamoci quante nascite non avvengono in Italia, per mancanza di opportunità”, ha affermato ancora il neo premier, non nascondendo le sue origini cattoliche. Ma in un momento nel quale le risorse del pianeta sono sempre meno in grado di sopportare la crescita della popolazione mondiale forse sarebbe il caso di legare le opportunità ai vivi e non ai nascituri. Letta non ha dimenticato le decine di migliaia di giovani senza lavoro: “Rinunciare ad investire sui giovani significa rinunciare a crescere – ha sostenuto-. Allargheremo l’apprendistato, aiuteremo le imprese ad assumere a tempo indeterminato, in una politica di riduzione del carico fiscale e incentivi per il lavoro”, ma non ha pronunciato una parola sui diritti del lavoro, che in Italia sono sotto attacco da anni, come testimonia quello che è avvenuto in Alitalia, alla Fiat ed in altre aziende del nostro Paese.

L’apoteosi degli annunci ad uso della propaganda si è raggiunta quando Letta ha reso noto: “Per dare l’esempio, e dico al Parlamento una cosa che nemmeno i miei ministri sanno ancora, il primo atto del mio governo sarà quello di eliminare lo stipendio dei ministri parlamentari che esiste da sempre in aggiunta alla loro indennità”.

Ancora una volta un risparmio di qualche decina di migliaia di euro al mese serve a nascondere che, per fare un altro esempio, nel 2012, tra attività pubblica e convenzionata, l’incasso per le Regioni è stato di 2 miliardi e 285 milioni, cioè 549 milioni in meno di quanto era previsto. E siccome in media un italiano spende 150 euro all’anno in ticket, significa che 3,6 milioni di persone hanno rinunciato per mancanza di soldi a pagarli e quindi a curarsi. Ovviamente sullo stato drammatico della sanità, responsabilità delle Regioni, ma anche di un sistema nazionale pensato da folli, il presidente del Consiglio ha pronunciato parole generiche: “E’ per questo che il governo non può che valorizzare la rete di protezione dei cittadini e dei loro diritti, con misure tese al miglioramento dei servizi, da quelli sanitari a quelli del trasporto pubblico, locale e pendolare, con una particolare attenzione per i disabili e i non autosufficienti”. Insomma, i treni e gli autobus mescolati coi pronto soccorsi e le attese bibliche per l’esame clinico più banale. Anche questo nella peggiore tradizione della politica politicante.

Nel suo discorso Letta ha pronunciato solo tre volte la parola ‘diritti’, mai ‘omosessuale’, mai ‘coppie di fatto’.

Il giudizio sul programma del nuovo governo ha trovato le critiche di Sel e di M5S, ma difficilmente potrà essere accettato da una parte del Pd e soprattutto da gran parte dell’elettorato democratico.

Ancora una volta il teatrino parlamentare ha dimostrato di essere lontano dal Paese. La ‘rifondazione democristiana’ di Letta e Alfano difficilmente resisterà al giudizio dei fatti.

Leggi qui l’intero discorso

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Commenti (1) »

  • mauro ha detto:

    caro letta stai peggiorando le cose ma se puo farti piacere posso dirti che chiunque al tuo posto non risolverebbe i problemi , pero tu e berlusconi potevate stare di fianco mettendo gente nuova a governare ,come 5stelle ma siete troppo attaccati alla poltrona , gia 10 anni fa dovevate smettere di rubare , penso che anche ai tempi di berlinguer si mangiava , non come voi ma almeno sapevano stare a tavola ,ora avete fatto un minestrone , tre partiti completamente diversi , gia si vedono le prime scintille per esclusione di personaggi noti ,spero si arrivi a luglio con i vostri sistemi pero ho molti dubbi , in quanto alla sparatoria di domenica , i fatti violenti non dovrebbero esistere ma caro letta ricorda quanta gente e gia morta per la vostra politica , siete colpevoli di tutte quelle famiglie , ora riportate in italia tutti i soldi che avete portato fuori e fate per almeno 5 anni gli onesti ,solo con il buon senso si puo crescere , ora vai dalla merkel ad imparare come si vive e congela berlusconi , sei la sua marionetta

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