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Il pietoso piano dei ‘Saggi’ di Napolitano

Autore: . Data: martedì, 2 aprile 2013Commenti (0)

O Presidente, il Comico, il Miliardario, il Professore e lo Smacchiatore di leopardi e defilato il Rottamatore sono i personaggi dell’Italia contemporanea: il Paese del Carnevale.

Giorgio Napolitano, presidente nel ruolo di sovrano, ha inventato la Commissione dei saggi, nella convinzione che la sconfitta politica di Bersani possa spingere un Pd senza più anime socialiste e diventato finalmente liberale ad accettare prima o poi un ‘governo di larghe intese’, ovvero un accordo col Pdl finalizzato a varare non meglio precisate ‘misure urgenti’, tra le quali una legge elettorale che riporti in autunno il Paese alle urne.

Si tratta di una operazione non solo discutibile su piano costituzionale, ma patetica dal punta di vista etico più che politico.

Il risultato delle elezioni ha prodotto uno stallo insuperabile, determinato dalla presenza in Parlamento di una forza politica, il M5S, che come solo scopo sembra avere il collasso definitivo della Repubblica, la conseguente esplosione di conflitti insanabili ed infine, dopo nuove elezioni anticipate, la vittoria elettorale plebiscitaria del Movimento grazie alla quale far partire la fondazione di un ‘mondo nuovo’.

Per quanto il programma di Grillo e Casaleggio possa apparire come il progetto di alcuni irresponsabili, nella realtà gli effetti della strategia quasi eversiva del movimento-setta stanno già producendo tremende scosse telluriche.

L’assetto della cosiddetta Seconda Repubblica prima delle ultime elezioni era già precario, mentre il Paese era ridotto da tempo in macerie dopo anni di berlusconismo, di assenza di ideali e strangolato dalla corruzione, dalla totale incapacità del mondo delle imprese, del lavoro e della politica a confrontarsi con le sfide del nuovo millennio.

Ma quello che sta accadendo oggi non solo non produce alcun mutamento positivo, ma avvicina alla ‘morte definitiva del paziente’.

Con una crisi economica gravissima, milioni di disoccupati, centinaia di migliaia di famiglie sul lastrico o prossime alla soglia di povertà e soprattutto con un sistema-paese al degrado, nel quale dalla burocrazia alla sanità, dall’istruzione alle infrastrutture, dall’assistenza sociale alla giustizia nulla più funziona a regime, la formazione immediata di un governo dovrebbe essere l’imperativo categorico per forze politiche serie.

Le elezioni hanno, pur di strettissima misura, definito nel centro sinistra il vincitore. Solo la legge elettorale voluta dal centro destra e chiamata dal suo stesso ideatore ‘porcata’ ha reso impossibile per la coalizione guidata dal Pd di ottenere una maggioranza anche al Senato e di conseguenza di non aver problemi nella formazione di un esecutivo.

Bersani ha cercato, anche sottoponendosi ad un umiliante rincorsa del M5S, di formare un governo, chiedendo a Grillo e soci di condividere la sua la strategia ‘a tempo’, ovvero per quanto necessario a risolvere alcuni dei problemi più gravi, tra i quali l’emergenza sociale e la legge elettorale.

Il comico-guru, come è noto, non solo ha negato qualsiasi appoggio al segretario del Pd, ma dopo una raffica di insulti quotidiani, ha proclamato persino l’inutilità di un governo.

Per Grillo il Parlamento può deliberare da solo. Ignorando l’allarme rosso sociale, al capo auto eletto del M5S interessa solo l’affermazione delle sue parole d’ordine (spesso solo propagandistiche) e soprattutto fa gioco l’instabilità, in vista della ‘supervittoria finale’.

Napolitano non solo non ha contrastato in ogni modo questa situazione, ma ha deciso di assecondare gli interessi convergenti di Grillo e Berlusconi.

Negando a Bersani il giudizio del Parlamento sul suo programma di governo e non prendendo atto del ruolo marginale che le elezioni hanno dato a Berlusconi, il Capo dello stato ha lavorato per un governo Pd-Pdl-Monti. E vista l’indisponibilità del segretario del Pd ha negato a quest’ultimo di trovare in Parlamento una maggioranza. O almeno di tentare. In questo modo Bersani è stato delegittimato e di fatto sconfitto non da una fiducia negata, ma ancor prima dall’agire di Napolitano.

Compiuta la prima parte della missione ‘O Presidente’ ha nomitato ‘i saggi’, cioè un gruppetto di persone per nulla rappresentative della parte degli italiani più sensibili al rinnovamento con uno scopo preciso: quello di prendere tempo, tenere Monti in vita artificialmente raccontando la favola che un ‘governo c’è, arrivare all’elezione di un nuovo Capo dello Stato che sia espressione (o almeno di gradimento) del ‘salotto degli oligarchi’ e dare opportunità nel frattempo all’area ‘liberale’ del Pd di travolgere Bersani e con lui la residua componente di cultura socialista ancora presente in quel partito.

Dopo questi passaggi, secondo il presidente-sovrano, le ‘larghe intese’ potrebbero essere finalmente realizzate.

Il piano di Napolitano tuttavia non tiene conto della situazione di grave malessere nella quale vivono i cittadini. Condizione che potrebbe portare davvero ad un successo elettorale incontenibile della setta grillina.

In queste prime battute della nuova legislatura sembra che lo sforzo convergente del presidente della Repubblica, di Grillo, Berlusconi e Monti sia stato quello non di mettere freno alla crisi, ma di disinnescare il pur molto poco rivoluzionario programma politico del ‘socialdemocratico’ Bersani.

Nelle loro posizioni ‘pubbliche’ Pdl e Grillo stanno urlando contro  i saggi, ma nel concreto delle intenzioni ogni giorno che il Paese passa senza governo è un punto a loro favore, in particolare sul piano elettorale e del consenso.

Al contrario il Pd, che ormai nel pallone appoggia la linea Napolitano, è già in piena bagarre interna e Renzi probabilmente già si sta preparando alla spallata finale.

E mentre l’oligarchia, alla quale con sorprendente velocità Grillo si è prontamente associato, gioca la sua folle battaglia navale, milioni di italiani non sanno come sbarcare il lunario e sei mesi di questo minuetti fino alle prossime elezioni sono troppi.

Forse la morte della Repubblica italiana per come la conosciamo tutti dalla sua fondazione è stata scritta.

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