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Il Grillo è nudo. Adesso teme le elezioni

Autore: . Data: lunedì, 15 aprile 2013Commenti (0)

grilloIl guru del M5S ha scoperto di essere in difficoltà e grida ad un complotto dei ‘partiti’ per tornare alle urne. Meno di un mese fa auspicava un trionfo da maggioranza totale.

Nei lunghi anni di palcoscenico il ‘capo politico’ del M5S forse ha trovato il tempo per studiare il latino, materia di certo non compresa tra quelle previste dal corso di studio per ragionieri frequentato nei lontani anni sessanta all’Ugolino Vivaldi di Genova, istituto privato che un altro comico ligure, Roby Carletta, ricorda come una scuola che gli diede “più stimoli al divertimento che allo studio”.

Grillo, in un post sul suo blog dal titolo ‘Dum Romae consulitur, Saguntum expugnatur’, citazione dallo storico romano Tito Livio, e che vuol dire ‘mentre a Roma si discute in modo inconcludente Sagunto viene espugnata’, se la prende coi soliti ‘partiti’, a suo dire immobili di fronte all’aggravarsi della crisi.

Il guru ha scritto: “Il balletto dei partiti per non decidere nulla e mantenere posizioni di privilegio e di impunità decennali continua, imperterrito, senza vergogna. Il Paese ha bisogno di leggi e di riforme, ma il Parlamento è paralizzato”.

Proprio il M5S ha impedito la formazione di un governo di centro sinistra negando l’appoggio al tentativo di Bersani. E proprio il M5S ha teorizzato la ‘prorogatio’ del governo Monti, inventando la bislacca teoria secondo la quale il Parlamento possa legiferare anche in assenza di un esecutivo nel pieno delle sue funzioni. Cosa con tutta evidenza improbabile, perchè senza un indirizzo strategico generale nessun Paese al mondo è in grado di sopravvivere.

Giocando su battute un po’ arrugginite Grillo ha insistito: “Immaginatevi l’orrore di Maschera di Cera già pronto per il museo di Madame Tussauds se venissero presentate una dopo l’altra leggi sulla ineleggibilità, sul conflitto di interessi, sulla corruzione. Si scioglierebbe insieme ai suoi alleati pdmenoellini. Il Parlamento deve rimanere un simulacro, un non luogo, per questo non vengono attivate le Commissioni parlamentari”.

Continuando a nascondere ai suoi ‘fedeli’ che decenni di prassi parlamentare hanno stabilito la regola secondo la quale non si possano costituire le commissioni in assenza di un governo, perchè alcune presidenze, per motivi di garanzia delle minoranze, vengono assegnate ai partiti di opposizione, Grillo ha continuato: “Le leggi urgenti per il rilancio dell’economia, la nuova legge elettorale, le misure di sostegno ai disoccupati rimangono nei cassetti”.

Eppure qualsiasi cittadino sa come le strategie del centro destra e del centro sinistra in materie come sviluppo, lavoro, privatizzazioni siano non solo diverse, ma addirittura spesso incompatibili, per cui non si comprende quale legge si possa varare in assenza di una maggioranza che le sostenga. Senza alleanze tra i partiti le leggi non passano, nello stesso modo in cui non si riescono a comporre i governi.

Il guru, scaricando sugli altri la responsabilità della paralisi del Parlamento causata proprio dagli eletti del M5S, ha sostenuto che “per disinnescare il M5S le Commissioni saranno istituite DOPO l’elezione del presidente della Repubblica, DOPO il nuovo ciclo di consultazioni, DOPO la fiducia al nuovo governo, quindi, ottimisticamente a luglio PRIMA della chiusura di Camera e Senato per ferie”.

Eppure nessuno può dimenticare l’arroganza con cui la delegazione del M5S prese in considerazione le proposte di collaborazione del leader del centro sinistra.

Adesso Grillo, in difficoltà nei sondaggi e con i suoi molto vicini alla rottura interna, ha scoperto il dilagare della crisi e sostiene che “l’economia non aspetta e per allora potremmo essere falliti con la distruzione irreversibile delle piccole e medie imprese che oggi tengono ancora, miracolosamente, in piedi l’Italia e allora non ce ne sarà più per nessuno. Mentre a Roma si discute di poltrone l’Italia brucia. Dum Romae consulitur, Saguntum expugnatur”.

Il ‘capo politico’ del M5S che pronosticava successu da 100 per cento e chiedeva di tornare ai seggi adesso non solo si scaglia contro le elezioni anticipate, ma vuole leggi votate da chi?

In Parlamento non esiste alcuna maggioranza e quindi chi dovrebbe votare, per esempio, provvedimenti per sostenere l’occupazione? Gli odiati Pdmenoelle e Pdl? L’ipotesi del guru è suggestiva: il ‘nemico assoluto’, i responsabili di tutti i mali sono al tempo stesso coloro che ‘salveranno il Paese’.

Non è noto quando Grillo abbia studiato il latino, ma è chiaro che ancora non ha affrontato la conoscenza della logica. Ogni giorno di più l’inadeguatezza del leader del M5S appare in tutta la sua pericolosissima evidenza.

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