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Renzi all’assalto del Pd

Autore: . Data: martedì, 12 marzo 2013Commenti (2)

Il sindaco di Firenze sembra ormai ripartito all’attacco. L’obiettivo è la liquidazione della componente socialista e riformatrice e della sua pur molto maltrattata storia.

Il sempre più probabile fallimento del tentativo di Bersani di formare un governo ha innestato una nuova campagna demagogica del ‘rottamatore’ Renzi.

Il primo cittadino del capoluogo toscano, che gode della simpatia di un gran numero di commentatori politici, sembra aver sposato l’offensiva di Grillo sull’abolizione del finanziamento pubblico. Anche se qualcuno mette in discussione la sua abilità di ‘gran risparmiatore’ (leggi qui).

Nessuno cerca di spiegare agli italiani che la corruzione dei partiti peggiorerebbe in caso di soppressione dei fondi elagiti dallo Stato, perchè il denaro arrivando da ‘privati’ potrebbe presumere l’esistenza di ‘corrispettivi’ di natura poco trasparente e che comunque in tutto il mondo i paesi democratici prevedono forme di aiuto (leggi qui) al fine di garantire a tutti e non solo ai ricchi miliardari l’agibilità politica.

D’altra parte, mentre la crisi diventa ogni giorno più pesante, il guru Grillo non solo si rifiuta di discutere di qualsiasi piattaforma unitaria per il governo dell’Italia, ma non dicendo una sola parola sulla situazione economica insiste anche lui sul tasto finanziamento perchè è quello di ‘sicuro successo’ considerando la tempesta demagogica che investe l’Italia.

Secondo il Corriere della Sera “il sindaco di Firenze si è fatto fare da un ‘amico’ fidato uno studio sulla situazione del partito. Situazione che lo ha lasciato di stucco. I dipendenti del Pd nazionale sono più di 180, tra quelli a tempo indeterminato e quelli a tempo determinato. Una pletora di segretarie, segretari, impiegate e impiegati, tutti remunerati. Di più: ad alcuni viene anche pagata la casa. Nel ‘report’ in questione si trovano dei numeri impressionanti: 14 persone all’ufficio stampa del partito, tre persone addette solo a Rosy Bindi, che ha anche un aiuto alla Camera e una portavoce che, è scritto nel rapporto, «non si è capito chi paga». Il meno importante dei dirigenti del Pd ha almeno due segretarie e 3.500 euro di stipendio. Che lievitano se ti chiami Nico Stumpo, e sotto di te, nel settore organizzativo del Pd, guidi otto persone tra segretari, funzionari e collaboratori. Nel rapporto si fanno le pulci a tutti, al direttore di Youdem , la pasionaria di Bersani Chiara Geloni, a Matteo Orfini, al tesoriere Antonio Misiani: un lungo elenco di nomi, con accanto retribuzione, eventuali secondi contratti e precisazioni sui costi dell’alloggio”.

Numerosi organi di informazione hanno dato ampio rilievo alle presunte ‘scoperte’ fatte dalle ‘indagini’ di Renzi, ma nessuno ha rilanciato le repliche alle anticipazioni del ‘dossier’.

Matteo Orfini, responsabile cultura del partito, ha detto: “Leggo con un certo stupore che Matteo Renzi starebbe preparando un dossier sugli sprechi del Pd e, nello specifico, sui compensi di alcuni dirigenti”. Il membro della segreteria del partito quindi ha spiegato: “Dato che l’articolo in questione mi cita, mi sembra opportuno dire qualcosa. Tralascio – per ora – di dare giudizi sul fatto che si possa anche solo immaginare di fare attività di dossieraggio sui propri compagni di partito perchè sono certo che Matteo smentirà, ma così non fosse approfitto per rendergli più agevole il compito. Il mio contratto col Pd dura il tempo del mio incarico in segreteria. Prima della segreteria Bersani ho fatto tanti lavori, nessuno dei quali retribuito dal Pd o dai partiti che lo hanno fondato. Il mio contratto prevede un compenso di circa 3300 euro mensili. Per la cronaca, prima di entrare in segreteria guadagnavo di più, ma ho volentieri accettato di perdere qualche centinaio di euro perchè dirigere il partito in cui credi è un onore. E perchè con 3300 euro si campa benissimo. Anzi, sei un privilegiato”.

Orfini ha continuato: “Leggo, sempre sul Corriere, di case pagate dal partito, rimborsi, contratti paralleli. Ovviamente niente di tutto ciò: vivo a Roma, al Tufello (non certo un quartiere centrale) nella casa di proprietà della mia compagna. Ogni mattina vado a lavorare con la Metro B1 (no, non mi faccio rimborsare il biglietto). Quando viaggiamo per lavoro lo facciamo in seconda classe e, se possibile, con voli low cost. Qualche volta utilizziamo macchine noleggiate con conducente, per i viaggi dove l’automobile è l’unico possibile mezzo di trasporto”.

Il responsabile Cultura ha concluso: “Dirigo un dipartimento il cui budget viene totalmente utilizzato per l’attività politica. Come sanno quelli che in questi anni hanno seguito il nostro lavoro sulla cultura, le nostre iniziative sono sempre piuttosto ‘monastiche’: il budget è fisso e risparmiando sulle singole attività siamo riusciti a farne di più. Questo è -in sintesi- il quadro. Per averlo bastava chiedere. Dal 15 marzo sarò parlamentare e – ovviamente – non percepirò più lo stipendio dal partito a cui lascerò parte della mia indennità”.

Anche Antonio Misiani, tesoriere del Pd, ha voluto precisare: “Mi ha colpito leggere sul Corriere della sera di un presunto dossier sugli sprechi del Pd nazionale chiesto da Matteo Renzi e preparato da suoi “amici”. Sono diventato tesoriere a fine 2009, funzione che svolgo a titolo gratuito come tutti i parlamentari che hanno incarichi nel partito. Da allora, pur tra mille limiti, il Pd nazionale ha ridotto le proprie spese del 30 per cento”.

“Il nostro organico – continua Misiani – è inferiore del 40 per cento rispetto a quello di DS e Margherita a fine 2007, quando i due partiti fondarono il Pd. Le retribuzioni dei dipendenti sono bloccate da anni e quelle delle figure tecniche apicali sono più basse dei corrispondenti livelli nel settore privato. Questi sono i fatti, alla luce del sole. Si può e si deve fare di più, certamente, per ridurre sprechi e inefficienze: i cittadini hanno diritto ad una politica che costi il meno possibile ai contribuenti e questo renderà necessarie scelte ancor più drastiche nei prossimi mesi. Sono però convinto che Matteo Renzi smentirà quanto scritto dal Corriere. E’ sgradevole fare lotta politica a colpi di dossier, coinvolgendo anche la vita delle persone. Gli elettori del Pd ci chiedono trasparenza e responsabilità. A viso aperto”.

Infine, il governatore Pd della Toscana Enrico Rossi, ha detto a Radio24: “Sarebbe giusto” che Matteo Renzi “contribuisse un po’ di più all’interno del partito invece di lucrare sulla sua posizione per cui pur stando nel partito canta da fuori”.

La tesi di Renzi sarebbe, secondo il quotidiano milanese, sarebbe questa. “il Pd non potrà mai scavalcare il sindaco nella battaglia contro il finanziamento. Anche perché, tra l’altro, nelle ultime stime fatte, quelle del 2010, il partito aveva in Parlamento 102 dipendenti per la modica cifra complessiva di otto milioni di euro. Sono cifre che hanno lasciato di sasso il sindaco e lo hanno convinto ancora di più a combattere la battaglia per l’abolizione del finanziamento pubblico dei partiti”.

Considerare chi onestamente decida di lavorare per il bene comune e si impegna in politica uno ‘spreco’ serve a far crescere ulteriormente il qualunquismo e la sfiducia che già hanno raggiunto e superato un Italia il livello di guardia.

Nel nostro Paese la corruzione è endemica, ma non colpisce solo la politica. Moralizzare non significa svuotare la volontà di partecipazione, ma anzi premiare chi con onestà e spirito di sacrificio decide di dedicare la propria vita ed il proprio lavoro al bene comune.

I finanziamenti alla politica debbono essere ovviamente controllati, le spese verificate, i bilanci certificati. Ma pensare che solo attraverso le ‘donazioni’ si possa tenere in piedi una struttura associativa è del tutto improbabile.

Miliardari (vecchi e nuovi) non avranno problemi, ma come potranno i partiti che dovrebbero rappresentare gli interessi dei più deboli continuare a sopravvivere?

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Commenti (2) »

  • ermemegildo ha detto:

    Per quanto stimi Renzi comincio ad avere dubbi circa la sua appartenenza alla sinistra mi sembra un “infiltrato” del centro destra.non e’ possibile mandare avanti un partito senza il riconoscimento di spese elettorali pubblici a nemiche chi “scende” in politica non abbia del suo.In questo caso Renzi come si finanzierebbe?e’impensabile con finzioni spontanee ergo:corruzzione da chi i soldi ce li ha.

  • aa48 ha detto:

    e certo chi non la pensa come la base PD è o un Fascista o infilltrato o non è partoigiano ecc..ecc…ma smettiamoLA se non ci fosse stato RENZI IL PD ERA MORTO HA RISVEGLIATO UNA SANA COMPETIZIONE DENTRO IL PARTITO E SE NON AVESSERO CAMBIATO LE REGOLE IN CORSO DAI PAPPONI DEL PARTITO RENZI AVREBBE VINTO ORA SI PERLEREBBE DI GOVERNO E COSE DA’ FARE CON IDEE CHIARE SENZA INCIUCI SVEGLIATEVI

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