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La Russia dei diritti (in)civili: perquisita la sede di Amnesty

Autore: . Data: martedì, 26 marzo 2013Commenti (0)

Sotto tiro le ong a casa di Putin. Che denunciano una campagna volta al loro discredito.

E’ noto che il governo russo non abbia tra le sue priorità (per usare un eufemismo) la tutela dei diritti civili. Da alcuni mesi però le autorità hanno deciso di alzare il tiro anche contro le organizzazioni non governative.

Il penultimo caso era avvenuto la settimana scorsa, quando – nelle giornate di giovedì e venerdì – era stata perquisita la sede dell’organizzazione ‘Memorial’, impegnata nell’attività a sostegno del rispetto dei diritti umani. In quella circostanza il presidente Arsenij Roginskij aveva parlato di “pressione dello Stato sulla società civile”.

La stessa tesi è stata rilanciata ieri dal responsabile moscovita di Amnesty International, Sergey Nikitin, dopo che gli agenti della polizia russa si sono presentati nell’ufficio chiedendo copia di circa 600 documenti relativi allo statuto e al finanziamento dell’organizzazione.

Le autorità russe giustificano il loro interventismo con la presunta esigenza di verificare il rispetto della legge russa in materia di associazionismo estero. I controlli sono legati alla normativa entrata in vigore a fine 2012, in base alla quale le ong russe che ricevono finanziamenti dall’estero devono registrarsi come “agente straniero”, formula che – denunciano le associazioni – riecheggia i toni sovietici dell’espressione con cui si indicavano le spie e rende l’idea della campagna volta a screditare nonché a trovare appigli amministrativi per bloccare le loro attività.

Negli ultimi mesi, riferiscono i media indipendenti russi, sarebbero già 100 le ong passate al vaglio delle autorità. ‘Memorial’, dal canto suo, ha già fatto sapere di non avere alcuna intenzione di registrarsi come “agente straniero” e neppure di rinunciare ai fondi in arrivo dall’estero per le sue attività. Il rifiuto può costare ai responsabili dell’ong sino a due anni di prigione.

Racconta Nikitin di Amnesty: “Verso le 11 del mattino, tre funzionari della procura e un impiegato del fisco sono arrivati nei nostri locali e hanno richiesto copie degli statuti. Poco dopo sono arrivati i giornalisti del canale televisivo filo-Cremlino Ntv, ma abbiamo impedito loro di entrare”.

Una troupe del canale molto vicino al governo si è presentata anche davanti alla sede dell’associazione “Per i diritti dell’uomo”, ha riferito la responsabile di questa organizzazione, precisando di avere chiamato la polizia per far allontanare i reporter.

Amnesty International, insieme ad altre ong, ha “ripetutamente condannato la nuova legislazione che impone crescenti restrizioni alle attività”, come ha scritto l’organizzazione in una nota, e ritiene che “la nuova legge sulle ong sarà usata per perseguitare e cercare di chiudere le sedi di associazioni che criticano il governo e ne denunciano l’operato”.

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