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Grillo ed i suoi vanno fermati!

Autore: . Data: giovedì, 28 marzo 2013Commenti (0)

Il guru, il suo collega Casaleggio, gli attivisti e gli elettori del M5S sono un pericolo per la sopravvivenza stessa del Paese. La diretta dell’incontro con Bersani è apparsa come un film dell’orrore.

Ieri è andato in onda lo spettacolo più ‘sovietico’ della storia repubblicana. In una manciata di minuti i due commissari politici del M5S, Roberta Lombardi e Vito Crimi, hanno riportato alla mente – di chi pensava fosse finito per sempre un incubo – che l’arroganza del totalitarismo rimane il pericolo più grave non solo per la democrazia, ma per la sopravvivenza dell’intelligenza umana.

Ha detto Bersani tra l’altro: “Solo un insano di mente potrebbe aver la fregola di mettersi a governare in questo momento. Io sono pronto a prendermi una responsabilità enorme, chiederei a ciascuno di prendersene un pezzettino”. Quindi il candidato premier ha esposto un programma politico credibile e largamente condivisibile di riforme sociali e politiche.

La risposta della capogruppo alla Camera del M5S è stata raggelante. Col tono di chi suppone di possedere la verità e che per questo non giudica, ma condanna direttamente, la maestrina Lombardi ha schernito il suo interlocutore: ”Mi sembra di essere a Ballarò. Sono vent’anni che sentiamo queste parole. Mentre parlava mi sembrava di sentire una puntata di Ballarò”. Inutile la puntualizzazione di Bersani: “Purtroppo non siamo a Ballarò, il governo è una roba seria”. La commissaria politica grillina ha perseverato con arroganza: “Lei diceva solo un insano di mente oggi potrebbe avere la tentazione…”, a quel punto il leader del Pd ha colto il lapsus freudiano ed interrompendo ha chiarito: “Ho detto la fregola…non la tentazione”. Fredda e strafottente, senza neppure aver compreso che quel ‘cambio’ di sostantivo nascondeva un abisso di differenze facilmente comprensibili anche per chi non è uno psicoanalista, Lombardi ha continuato: “…sì…la fregola di voler governare. Noi siamo quegli insani di mente, perché noi abbiamo un progetto politico a trent’anni per questo Paese”.

La visione ‘imperiale’ della setta, la sua convinzione di essere l’èlite prescelta per la ‘grande missione’ si è definitivamente esplicitata quando l’altro grillino, Crimi, negando qualsiasi appoggio al tentativo di Bersani, ha sostenuto: “Noi non ce la sentiamo di poterci fidare, ecco questa è la cosa, diciamo che siamo in una fase in cui forse vogliamo le prove”.

Giudici senza mai aver dimostrato di saper fare qualcosa, i due commissari politici del M5S hanno chiuso la porta in faccia al tentativo di Bersani.

Di fatto Grillo e M5S hanno consegnato il Paese ad una sempre più probabile grande coalizione che rivedrà gli uomini di Berlusconi tornare nelle stanze del bottoni e che porterà il Pd, costretto dagli eventi ad accettare la coabitazione forzata, ad autodistruggersi pur di garantire un simulacro di governabilità nell’illusione che possa servire a fermare il crollo della Repubblica.

Dopo questo inaudito show di cinismo politico, che nella testa del ‘capo politico’ del M5S, mai eletto da nessuno,  dovrebbe permettere al suo partito personale di stravincere dopo la rovina le prossime elezioni, Grillo ha scritto un ‘commento’ sul suo Blog.

In una ulteriore eruzione di demagogia e negando anni di battaglie che partiti, sindacati e milioni di italiani hanno combattuto contro il berlusconismo, in uno stile vagamente mussoliniano, il comico ha affermato: “Nessuno ammette responsabilità di sorta. E’ opera del destino cinico e baro, dello Spirito Santo, della moderna divinità chiamata mercato che si manifesta all’improvviso come un nume iroso che chiede sacrifici umani. Lo sfascio ha origini soprannaturali, non è causa dei dilettanti, cialtroni, delinquenti che hanno smontato con determinazione e scientificità lo Stato italiano negli ultimi vent’anni”.

Dimenticando che in questi due decenni e prima ancora durante il craxismo al governo del Paese, salvo brevi interruzioni, c’è stato un solo blocco sociale ed un solo leader, Silvio Berlusconi, il guru ha continuato: “Quei padri che rifiutano ogni addebito del disastro nazionale, che percepiscono però vitalizi e doppie pensioni, gente canuta che non ha mai avuto il problema della disoccupazione e del pane quotidiano, è ancora qui, ancora a spiegarci come e perché siano le nuove generazioni, i choosy, i bamboccioni, i veri colpevoli. A raccontarci la favola che affidandosi a loro, alla loro esperienza e capacità e senso dello Stato, si cambierà il Paese. Questo dicono i Padri Puttanieri, quelli che hanno sulle spalle la più grande rapina ai danni delle giovani generazioni. Questi padri che chiagnono e fottono sono i Bersani, i D’Alema, i Berlusconi, i Cicchitto, i Monti che ci prendono allegramente per il culo ogni giorno con i loro appelli quotidiani per la governabilità”.

Per Grillo “Pdl e pdmenoelle sono vent’anni che ci prendono per il culo e non hanno ancora il pudore di togliersi in modo spontaneo dai coglioni dopo Penati, Tedesco, Dell’Utri, Cuffaro, Monte Paschi di Siena, dopo il Lodo Alfano, lo Scudo Fiscale e cento leggi abominio”.

Per il comico tutti eguali, tutti responsabili, tutti colpevoli. Salvo lui e i suoi adepti. Tutti condannati dal suo tribunale personale, sacra rappresentazione del Movimento perfetto, quello che ha il ‘progetto a trent’anni’ per cambiare il mondo.

Il pericolo di questa impostazione mentale e politica, gestita da dilettanti e mediocri, rivela la tragicità del riemergere di componenti integraliste tipiche dei sistemi autoritari. Lo sbeffeggiare chiunque la pensi in altro modo è un comportamento che va fermato. Subito. Prima che un popolo spaventato e confuso non ritrovi, come successe nel secolo scorso, un nuovo finto profeta che vendeva la perfezione a botte di manganello, omicidi di oppositori, carcere ed olio di ricino.

Ed anche nel M5S il clima di denuncia interna del dissenso è sempre più pensante e Grillo ha concluso il suo post così: “Si ricorda è nuovamente possibile per gli autorizzati segnalare i commenti dei troll o degli utenti che contravvengono alle regole del blog. Partecipate numerosi!”, dove troll e contravventori sono i critici.

I commissari del  popolo, i controllori per ora hanno mano libera sul Web. Ma quando dal digitale si passerà al reale che si farà dei ‘troll’ o di chi ‘contravviene’?

Nella crisi economica che sta colpendo il Paese il pericolo rappresentato da questa setta si fa sempre più grave. Speriamo che le forze democratiche capiscano presto di doverlo fermare. Come sempre si fa, cioè chiamando i propri sostenitori a manifestare in difesa della democrazia.

Prima che sia troppo tardi.

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