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Governo: Bersani alla Fortezza Bastiani

Autore: . Data: venerdì, 22 marzo 2013Commenti (0)

Il presidente della Repubblica ha affidato al segretario del Pd l’incarico di cercare i tartari. Il tenente Drogo non li trovò mai, ma in compenso i poveri in Italia ci sono 615 nuovi poveri al giorno.

Con un discorso degno del più esperto degli enigmisti il presidente della Repubblica ha affidato al leader del centro sinistra il compito di verificare l’esistenza di una maggioranza parlamentare che permetta di segnare “il primo passo di un cammino per il raggiungimento dell’obiettivo” che deve portare “al più presto” alla nascita di un esecutivo per una “normale e piena attività legislativa”.

E siccome le parole sono pietre l’al più presto auspicato non è un dato definito o immediato, perchè Napolitano ha ricordato ai seguaci del guru-team, convinti di perdere tempo in Parlamento, che “in Olanda e Israele sono occorsi più di 50 giorni” per formare i nuovi esecutivi dopo le elezioni. Ma anche, forse, ha voluto far capire come la situazione sia così ingarbugliata da non permettere alcun ottimismo.

Quindi il presidente, dopo aver riassunto le posizioni delle forze politiche, ha evocato il romanzo di Buzzati: “Occorrerà – per salvaguardare la posizione dell’Italia e per rafforzarne la capacità di spinta innovativa nel concerto europeo – un forte spirito di coesione nazionale” che vada “al di la” di quelle che potranno essere normali dialettiche maggioranza di governo/opposizione”.

Insomma, intorno alle mura della Fortezza il deserto dovrebbe mostrare l’arrivo di qualcuno che mai nessuno ha visto. E si potrebbe aggiungere mai vedrà.

Da parte sua Bersani, giovane tenente Drogo appena comandato a Bastiani, il compito di scrutare le dune alla ricerca dei Tartari. Lui, ragazzo di belle speranze alla sua prima missione, vorrebbe formare un governo in grado di avviare “un percorso di riforma che sia in grado di realizzare quello non è stato fatto qui e cioè aspetti rilevanti di riforme costituzionali e politico-elettorali”.

Il segretario-tenente ha aggiunto che pur di scorgere qualcosa col suo binocolo nuovo di zecca non ascolterà solo i partiti, ma si rivolgerà anche alle forze sociali, che in concreto sono i sindacati e le organizzazioni degli imprenditori.

Tutto lascia pensare che i Tartari per Bersani come fu per Drogo non arriveranno mai. Ed il tenente Pierluigi vedrà probabilmente concludersi la sua carriera a Bastiani senza sfiorare il sogno.

Ma un pensiero speciale in questo frangente va rivolto ai seguaci della setta di Grillo. Privi di qualsiasi senso dello Stato, costoro non solo non rispondono alle domande, ma neppure solo disponibili ad ascoltare. La loro chiusura a qualsiasi forma di sostegno al tentativo di formare un governo non trasformerà l’Italia nel Paese delle Meraviglie, ma causerà un aggravarsi ulteriore di una crisi già drammatica.

Mentre il guru milionario e i suoi adepti prefigurano il trionfo dell’uomo nuovo a 5 stelle, Confcommercio ha presentato una ricerca sulla situazione e sulle prospettive dell’economia italiana.

Chiaro il senso dello studio: “I dati statistici dicono di condizioni economiche e sociali difficilissime: la crisi economica si sta trasformando in crisi sociale. E’ come se l’orologio produttivo della nostra economia fosse tornato indietro di quasi tredici anni, ai primi anni Duemila”. “Siamo di fronte – continua la ricerca – al più difficile tornante della storia economica repubblicana, in cui i costi economici e sociali della crisi si sono sommati alla crisi dell’etica pubblica e della politica”.

Quindi Confcommercio ha affermato: “Siamo portati a valutare in oltre 4 milioni le persone assolutamente povere nella media del 2013, rispetto al dato certificato dall’Istat di 3,5 milioni circa per il 2011. Considerando che le persone assolutamente povere erano meno di 2,3 milioni nel 2006, dobbiamo riconoscere che l’Italia in cinque anni ha prodotto circa 615 nuovi poveri al giorno, per un totale di un milione e 120mila poveri assoluti aggiuntivi tra il 2006 e il 2011″. E Confcommercio sottolinea che “quest’area di disagio grave è destinata a crescere ancora, e di molto”.

Ai grillini che pensano al mobilio del Quirinale, ai giornalisti ‘teste di cazzo’, al Napolitano che dorme, alle foflal tempo che si perde eleggendo le figure istituzionali di garanzia della Repubblica ed agli scontrini dei rimborsi dei parlamentati una qualche lezione di umanità andrebbe fatta. Anche se la speranza di un successo è la stessa che si può nutrire per il tentativo di formare un governo da parte dello stimabile e coraggioso Pierluigi Bersani. Pardon, tenente Drogo.

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