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Gli italiani contro elezioni anticipate. Ma senza idee chiare

Autore: . Data: giovedì, 21 marzo 2013Commenti (0)

In queste ore sono in corso le consultazioni per la formazione del nuovo esecutivo e qualche partito insegue il progetto di andare al voto. Ma l’ipotesi non piace ai cittadini.

Gli italiani sono stanchi, qualsiasi indicatore mostra che la situazione economica è drammatica e che al più presto è necessaria una guida che sappia affrontare la crisi.

Eppure sembra che il ‘cambiamento’ sia più fatto di parole che di fatti. E soprattutto parrebbe che le idee dei cittadini siano più confuse che mai.

Utili per comprendere la situazione i i dati emersi da un’indagine condotta da Demopolis, per la trasmissione Otto e Mezzo (La7), nelle ultime 48 ore.

Per prima cosa la maggior parte degli intervistati è contraria a nuove elezioni.

In secondo luogo, nonostante le pesanti scomuniche del guru-team, il 58 per cento degli italiani ritiene che l’elezione di Laura Boldrini e Piero Grasso alla Presidenza di Camera e Senato sia un segnale positivo di rinnovamento della politica.

D’accordo con le critiche del comico-nuotatore (“sono solo foglie di fico”) poco più di un elettore su quattro.

Il 15 per cento, poi, a prescindere dalla qualità dei neo-presidenti, considera la loro elezione una scelta di parte del centrosinistra.

A sorpresa lo studio mostra come una larga maggioranza di elettori del Movimento 5 Stelle valuti positivamente l’elezione della portavoce dell’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati e dell’ex Procuratore Antimafia ai vertici delle due Camere.

Dalla ricerca è emerso anche che il 75 per cento degli italiani vogliono il rinnovamento ed oltre i due terzi degli intervistati chiedono trasparenza.

Crollati sotto il 50 per cento i totem “competenza” e “serietà”, apprezzatissimi nell’era dei tecnici del governo Monti.

Concretamente, il 69 per cento degli italiani intervistati dall’istituto Demopolis vorrebbe che si formasse un governo per dare delle risposte alle crescenti preoccupazioni economiche del Paese e solo il 21 per cento dei cittadini vorrebbe subito una nuova legge elettorale per tornare alle urne.

Quello che per nulla è chiaro quale governo sia possibile.

Sul tentativo di Bersani il 18 per cento degli intervistati lo ritiene auspicabile e realizzabile.

Il 23 per cento appare invece meno ottimista e pur considerando auspicabile un esito positivo lo vede improbabile a causa del no del M5S.

Il 50 per cento del campione, poi, né auspica né ritiene concretamente realizzabile l’ipotesi Bersani.

Se si esclude il centro sinistra a Palazzo Chigi che altro scenario è possibile?

Mistero, perchè ancora più alta, al 71 per cento, è la contrarietà per un “governissimo”, l’accordo Pd-Pdl patrocinato da Berlusconi.

Insomma, gli italiani non sembrano avere le idee ancor meno chiare dei politici che hanno eletto. Una situazione per nulla rassicurante.

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