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Forum Sociale Mondiale, l’appuntamento di Tunisi

Autore: . Data: giovedì, 28 marzo 2013Commenti (0)

Da due giorni e fino al 30 marzo è in corso il meeting che ogni due anni riunisce centinaia di associazioni e sindacati e Ong.

Il Social Forum Mondiale del 2013 è a Tunisi fino al 30 marzo, nel campus dell’Università Al Manar: si tratta dell’appuntamento mondiale che ogni due anni riunisce centinaia di associazioni, sindacati, Ong, reti e collettivi per discutere e fare proposte sui temi più vari, ma tutti vitali e essenziali per la vita del mondo.

I lavori si sono aperti il 26 marzo con l’assemblea delle donne, per lasciare poi spazio all’assemblea di apertura nel centro della città ed alle 19,30 al concerto di Gilberto Gil.

La scelta di una delle capitali della primavera araba, oltretutto in un momento delicato per la Tunisia, ha avuto un preciso significato. Far confluire uomini e donne, ragazzi e ragazze da tanti Paesi, con le loro organizzazioni, i loro movimenti sociali e sindacali, ha significato rendere omaggio e testimoniare solidarietà ai movimenti della società tunisina, del Maghreb e del Mashrek, alle loro rivolte e alle loro lotte di ieri e di oggi per la giustizia sociale, la democrazia e la dignità.

Nel corso della giornata di apertura ci si è soffermati sulle esperienze dei nuovi movimenti di protesta e le nuove forme di organizzazione nonché delle condizioni e della vita dei migranti, delle donne, dei giovani e della popolazione palestinese (a cui sarà dedicata, in modo simbolico, una delle prossime giornate).

Un ampio spazio è riservato ai temi del lavoro e del sindacato: la Ugtt (il sindacato tunisino) è impegnata nel coordinamento di questo spazio.

Quattro i seminari, proposti ad esempio dalla Cgil, che affrontano i temi delle politiche per i lavoratori migranti nella regione mediterranea; le politiche europee nella regione mediterranea; le scelte industriali nella regione mediterranea (organizzato con la Fiom); i diritti dei lavoratori palestinesi. In queste iniziative sono coinvolti altri sindacati europei, arabi, turchi.

I seminari registrati negli undici assi tematici del Forum hanno raggiunto il considerevole numero di 800 unità, a conferma della varietà di voci provenienti da ogni parte del pianeta e del bisogno di confrontarsi e di far conoscere le proprie esperienze e le proprie proposte.

La rete dei migranti sta rappresentando lo spazio più vivo e colorito del campus universitario, con una partecipazione elevatissima per le aspettative che si sono create attorno a questo appuntamento, in una delle aree geografiche più conosciute al mondo dai migranti, di fronte a quel mar Mediterraneo che apre o chiude i sogni di una nuova vita.

Proprio il Mediterraneo è il soggetto di una assemblea di convergenza, voluta dal coordinamento italiano del Forum Sociale, per discutere di cittadinanza, di comunità e di alternative sostenibili e civili per tutte le popolazioni che si affacciano su questo mare.

Infine, i temi dei diritti sindacali, del ruolo dei sindacati indipendenti nei processi di cambiamento democratico, della necessità di promuovere politiche di occupazione e di impiego fondate sul rispetto dei diritti fondamentali, stanno occupando la discussione tra i sindacati di tutto il mondo.

Dopo quattordici anni dai primi movimenti di Seattle, è ormai lunga la strada che il Word Social Forum ha compiuto: da Porto Alegre, dove si è svolta la prima edizione nel gennaio 2001, si sono succedute le edizioni di Mumbai (India), Caracas (Venezuela), Bamako (Mali) e Karachi (Pakistan). Poi in Kenia a Nairobi nel 2007, nuovamente in Brasile a Belem nel 2009 e nel Senegal a Dakar nel 2011.

In parallelo si sono svolti molti altri appuntamenti tematici: a Praga nel settembre del 2000 per il vertice della Banca Mondiale, il 27 gennaio del 2001 a Davos (Svizzera) in concomitanza con il Forum Economico Mondiale; il 15 giugno a Goteborg (Svezia) in occasione di un summit europeo; nella primavera del 2001 a Napoli per il Global Forum sull’e-government (il governo della telematica, con particolare riferimento alla sua applicazione nel settore della pubblica amministrazione).

E ancora: a Genova in concomitanza con la riunione dei capi di governo dei maggiori paesi industrializzati, nel luglio del 2001; sul clima a Copenhagen nel dicembre 2009, e poi altri appuntamenti sui temi dell’acqua bene pubblico o dell’istruzione, intrecciatisi con i Forum continentali e le esperienze di Firenze e le iniziative di mobilitazione e di incontro dei vari movimenti e delle reti, a Londra, Parigi, Atene, Malmo, e nel 2010 ad Istambul.

Lo spazio del Forum Sociale Mondiale è unico, non esistono altre istanze globali dove ogni donna ed ogni uomo possa liberamente esprimersi, confrontarsi, proporre idee, costruire nuove alleanze. E’ uno spazio che andrebbe difeso e migliorato nelle modalità di conduzione, di funzionamento, di pratica democratica e di concretezza nelle azioni globali.

Dopo dodici anni di vita, contenitore, formula e modalità di conduzione non tengono più il passo. Si è aperta, già dallo scorso Forum di Dakar (2011) una riflessione che dovrebbe completarsi in questi giorni, per il rilancio ed il rafforzamento dello spazio Forum.

Antonio Morandi

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