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Bersani isolato mentre la crisi ci travolge

Autore: . Data: mercoledì, 27 marzo 2013Commenti (0)

Il premier incaricato vittima di veti incrociati e calcoli dei partiti. Intanto l’Italia è il Paese europeo più colpito dalla crisi.

Nel rapporto della Commissione europea sull’occupazione nei Paesi dell’Unione di sostiene che nel 2012 l’Italia è stata la più colpita dalla crisi finanziaria mondiale.

Per Bruxelles “lo stress economico ha avuto ripercussioni in Bulgaria, Cipro, Irlanda, Portogallo, Grecia, Spagna e soprattutto Italia, dove è salita al 15 per cento la popolazione in difficoltà economiche”.

In particolare noi siamo il Paese dove la disoccupazione nell’ultimo trimestre 2012 ha subito l’accelerazione più marcata rispetto al trimestre precedente, ben più 0,5 per cento. Ci seguono la Polonia, con più 0,3 e la Spagna e la Francia con più 0,1.

Secondo lo studio della Commissione “come conseguenza del deteriorarsi della situazione finanziaria delle famiglie, circa il 40 per cento dei redditi bassi in Grecia, Italia, Romania, Slovacchia e Spagna attualmente sono in condizioni di sofferenza finanziaria, rispetto al 10 per cento di Germania e Lussemburgo”.

Per Bruxelles “gli effetti avversi su occupazione e standard di vita dei tagli alla spesa pubblica e dell’aumento delle tasse sono sempre più evidenti in alcuni Stati membri. Le modifiche ai sistemi di tasse e benefit e i tagli degli stipendi del settore pubblico hanno portato a significative riduzioni del livello delle entrare delle famiglie, appesantendo gli standard di vita”.

Il commissario Ue all’occupazione Lazlo Andor ha detto che “la crisi sociale in Europa continua a peggiorare e in molti Stati non vi sono segnali tangibili di miglioramento in vista, e i più poveri sono i più colpiti”.

Secondo Bruxelles ci sarebbe, inoltre, anche un altro fattore preoccupante: la spesa sociale per proteggere disoccupati e più poveri è scesa, tanto da “neutralizzare la funzione di stabilizzatore economico del sistema di protezione sociale”, evento che “ha contribuito ad aggravare la recessione, almeno a breve termine”.

Di fronte a questo scenario, di giorno in giorno più apocalittico, i No di Grillo, i distinguo di Monti e le manovre interne al Pd in funzione anti Bersani sono veri e propri attentati alla stabilità del Paese. 

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