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Battiato, alcune donne e lo sdegno degli ipocriti

Autore: . Data: mercoledì, 27 marzo 2013Commenti (0)

Il Paese sprofonda ma la demagogia non demorde. Il cantautore dice quello che in qualsiasi corridoio politico si sostiene da anni e viene crocifisso.

Franco Battiato, assessore della giunta Crocetta in Sicilia, ha detto: “Queste troie che si trovano in Parlamento farebbero qualsiasi cosa. E’ una cosa inaccettabile”. Poi ha precisato: “Prendo atto con dispiacere che la mia frase, che ovviamente si riferiva a passate esperienze politiche caratterizzate da una logica da mercimonio offensiva della dignità delle donne, sia stato travisata e interpretata come una offesa al Parlamento attuale, per il quale ho stima, o per le donne”.

Le allusioni alle relazioni pericolose o presunte tali tra alcuni uomini potenti ed alcune parlamentari non sempre particolarmente preparate sono argomento per ‘gustosi pettegolezzi’ in bar, cene, pomeriggi svagati e riunioni più o meno politiche da anni.

Non potendo negare l’evidenza, alcuni anni fa un parlamentare all’epoca fedelissimo di Berlusconi, Giorgio Stracquadanio, affermò senza alcun pudore: “E’ assolutamente legittimo che per fare carriera ognuno di noi utilizzi quel che ha, l’intelligenza o la bellezza che siano”. Poi aggiunse: “Se anche una deputata o un deputato facessero ‘coming out’ ed ammettessero di essersi venduti per fare carriera ed avere un posto in lista, non sarebbe una ragione sufficiente per lasciare la Camera o il Senato”.

Ma Stracquadanio non era improvvisamente impazzito. A suo modo rispondeva ad una riflessione fatta da una sua collega parlamentare, Angela Napoli, allora deputata del Fli, che senza paura aveva confessato: “Non escludo che senatrici o deputate siano state elette dopo essersi prostituite. Purtroppo può essere vero e questo porta alla necessità di cambiare l’attuale legge elettorale”.

La legge elettorale, quel famoso Porcellum che nulla al mondo sembra riuscire a smantellare e chissà perchè.

Ritornando al musicista-assessore Battiato, la sua esternazione ha scatenato un putiferio patetico. Perchè in Italia quello che si può supporre e dire in privato deve essere negato e criticato in pubblico.

Così le senatrici del Pd Valeria Fedeli, vicepresidente del Senato, Anna Finocchiaro e Rita Ghedini hanno tuonato: “Dispiace e mortifica che anche un uomo colto come Franco Battiato senta il bisogno di fare ricorso a un linguaggio volgare e tipicamente sessista per fare affermazioni più generali sulla politica italiana. Tra l’altro le dichiarazioni dell’assessore alla Cultura della regione Sicilia si riferiscono ad un Parlamento in cui, per la prima volta nella storia italiana, siede un gran numero di donne e suonano per questo doppiamente stonate”.

Le senatrici democratiche hanno continuato: “Se poi, come pensiamo, Battiato non intendeva insultare le donne ma criticare le istituzioni, lo invitiamo a fare più attenzione ai termini usati e a rettificare comunque quanto ha detto. Da donne e da parlamentari, infatti, riteniamo gravi e sbagliate quelle parole: in un momento così difficile per il Paese accarezzare il populismo è davvero pericoloso”.

Sul fronte politico opposto Beatrice Lorenzin, deputata del PdL, ha detto: “Chiedo al Presidente della Camera, deputata Laura Boldrini, di intervenire per via legale e a titolo risarcitorio nei confronti di Franco Battiato, Assessore alla Cultura della Regione Sicilia, per le gravi offese recate alle deputate elette alla Camera. E’ inaccettabile che si possa permettere un dileggio e un oltraggio simili all’istituzione Camera e ai parlamentari tutti”.

Infine la neo presidente della Camera, Laura Boldrini, ha sentito il bisogno di commentare: le parole di Battiato “non mi erano sfuggite. Le ho trovate disdicevoli e mi sono infatti permessa di fare una dichiarazione”.

“Stento a credere che un uomo di cultura come Franco Battiato – ha spiegato Boldrini – peraltro impegnato ora in un’esperienza di governo in una Regione importante come la Sicilia, possa aver pronunciato parole tanto volgari. Da Presidente della Camera dei Deputati e da donna respingo nel modo più fermo l’insulto che da lui arriva alla dignità del Parlamento. Neanche il suo prestigio lo autorizza ad usare espressioni così indiscriminatamente offensive. La critica alle manchevolezze della politica e delle istituzioni può essere anche durissima, ma non deve mai superare il confine che la separa dall’oltraggio”.

Un Paese, un popolo, dei partiti ed un Parlamento che vivono una doppia morale, quella pubblica, nella quale si nasconde che in Italia ci sono molti uomini e donne di potere corrotti, ed una privata, nella quale episodi di malcostume e protagonisti di ‘brutte storie’ sono motivo di chiacchiericcio costante e non di rado compiaciuto, sono la testimonianza del fallimento della democrazia.

E fa impressione che invece di sradicare i cattivi comportamenti dalla vita pubblica si lancino scomuniche verso chi, forse con ingenuità d’artista, si è permesso di dire la sua verità.

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