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Le primarie del veglione

Autore: . Data: giovedì, 13 dicembre 2012Commenti (0)

Pd: nuovo capitolo della ‘nuova politica’: i candidati decisi dal partito saranno ‘scelti’  dai cittadini. La ‘festa popolare’ è prevista a ridosso di Capodanno.

Il Partito democratico ha deciso di svolgere primarie aperte per la scelta dei candidati al Parlamento. Se la data delle elezioni politiche sarà fissata per il 17 febbraio, le primarie si terranno il 29 e 30 dicembre.

Ha detto il segretario Pier Luigi Bersani: “Sappiamo di chiedere uno sforzo eccezionale ai nostri militanti ed elettori”, una fatica “ai limiti del possibile, ma noi vogliamo cambiare davvero la politica in Italia e quindi lanciamo a noi stessi questa nuova sfida”.

Il vicesegretario Enrico Letta ha aggiunto: “Saranno primarie vere, con milioni di italiani chiamati a partecipare. Il Pd non ha paura di far scegliere agli elettori i loro candidati in Parlamento. Potranno votare anche i non iscritti e partiremo dalla base elettorale che si è formata nelle primarie del 25 novembre e 2 dicembre”.

Lunedì è prevista la direzione del partito ed in quella sede si deciderà il regolamento delle primarie per i parlamentari. Potranno partecipare “gli iscritti al Pd e i votanti alle primarie del 25 novembre che al momento del voto si dichiarino elettori del Pd”.

Per i candidati saranno gli organi territoriali a decidere la rosa degli elegibili.

Secondo il Pd “la mancata riforma della legge elettorale ha reso indispensabile la scelta delle primarie per l’indicazione dei candidati, pur nella consapevolezza della ristrettezza dei tempi, della complessità organizzativa, dello sforzo che sarà necessario richiedere ai volontari e ai circoli del Pd in un periodo per larga parte festivo”.

Lo scopo della consultazione è stato chiarito dal Pd: “Gli obiettivi da raggiungere con questa iniziativa sono: fare in modo che ogni territorio abbia i propri rappresentanti parlamentari scelti con le primarie; un rafforzamento significativo della presenza delle donne nei gruppi parlamentari del Pd; una presenza di competenze e di personalità esterne, in modo da comporre una rappresentanza parlamentare del Pd che sappia affrontare la responsabilità di governare il paese per offrire all’Italia la possibilità di una riscossa civica, sociale, economica, politica”.

Una domanda, comunque, sembra necessaria. Le prossime elezioni saranno di ‘coalizione’, nel senso che sarà composta una lista unitaria tra le diverse componenti o ciascuna forza si presenterà da sola? Se dovesse, infatti, accadere come alle scorse consultazioni il Pd ‘offrirà’ alcuni ‘seggi sicuri’, in quel caso ai radicali. Come saranno scelti quei ‘fuori serie’?

Ed ancora. Se saranno gli ‘organismi territoriali’ a scegliere i potenziali candidati come sarà possibile per un cittadino competente, serio ed onesto, ma totalmente fuori dai giochi, partecipare alle primarie?

Alcuni diranno che è meglio di nulla. Ma la democrazia è o non è. L’accesso alla politica deve essere garantito nella vita quotidiana dei partiti, nelle ‘ordinarie funzioni’ che sovrintendono la vita delle strutture territoriali. Altrimenti tutto diventa propaganda e trent’anni di berlusconismo sono stati più che sufficienti.

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