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India, in arrivo la legge contro il lavoro minorile?

Autore: . Data: venerdì, 21 dicembre 2012Commenti (0)

Una notizia ‘rivoluzionaria’, se si considera che nel Paese 28 milioni di bambini sotto i 14 anni sono costretti a ‘produrre’. Se a febbraio, alla riapertura dell’assemblea legislativa, verranno approvate le nuove norme, i trasgressori rischieranno 3 anni di carcere e 900 dollari di multa.

Dell’esercito della vergogna fanno parte oltre 1,7 milioni di minori, soprattutto bambine, ‘occupate’ dell’industria del tabacco: per meno di 2 dollari devono arrotolare a mano almeno 1000 sigarette (beedi) al giorno, per 14 ore. Questa mansione, pericolosità per la salute a parte, priva i bambini della sensibilità delle mani attorno ai 40 anni, come hanno denunciato alcune organizzazioni a tutela della salute, lasciando ben intendere quale sia la portata dell’iniziativa legislativa in questione.

L’associazione ‘Plan International’ parla di possibile “svolta storica” nel Paese, anche nell’ottica di poter garantire uno sconosciuto ‘diritto all’istruzione’. “Questo momento – si legge in una nota dell’organizzazione – potrebbe segnare la fine di una tolleranza di lunga data nei confronti del lavoro dei minori. Con la proposta di legge al voto, infatti, verranno imposti tre anni di carcere e una multa di 900 dollari a chiunque impieghi bambini di età inferiore ai 14 anni o coinvolga minori di 18 anni in lavori pericolosi”.

Per convincere il governo indiano ad approvare il Trattato di Abolizione del Lavoro Minorile, Plan International ha sostenuto la petizione lanciata da Gordon Brown, inviato speciale delle Nazioni Unite. “Finora i politici indiani avevano resistito all’idea di un divieto totale del lavoro minorile perché spesso è la necessità di sbarcare il lunario che spinge i genitori a sottrarre ai figli l’istruzione per introdurli nel mondo del lavoro – ha spiegato Tiziana Fattori, direttore nazionale di Plan Italia -. Il Child Labor Act, datato 1986, già vietava ai bambini indiani sotto i 14 anni di lavorare in tutte le industrie pericolose ma ancora oggi sono milioni le bambine che si occupano della produzione di sigarette. Questo voto segnerà una svolta epocale. A lungo termine il Paese potrà beneficiare della formazione dei suoi bambini”.

“Il nostro obiettivo in India – ha proseguito – è di collaborare con le comunità e il governo locale per assicurare che venga rispettata l’infanzia e garantita l’istruzione; lavorare a contatto con il tabacco comporta enormi rischi per la salute delle bambine. Il loro organismo assorbe grandi quantità di nicotina attraverso la pelle, per non parlare delle altre conseguenze, fisiche e psicologiche: tosse, difficoltà di respirazione, mal di testa, spasmi, vertigini, nausea. Oltre a questi spiacevoli effetti, le condizioni di lavoro cui sono sottoposte possono seriamente compromettere il loro sviluppo”.

La piaga del lavoro minorile è legata a quella del traffico di bambini, fenomeno non residuale soprattutto negli stati del Nord-est del Paese. Lo scorso 8 dicembre – riferisce il quotidiano online ‘L’Indro’ – una ong indiana, Bachpan Bachao Andolan, ha dato il via a una marcia di 300 chilometri a Guwawati, capoluogo dell’Assam, terminata dopo alcuni giorni al confine con il Bangladesh: ad inaugurarla è stato il presidente della Corte Suprema, il giudice Altamas Kabir e oltre 150 ex baby schiavi.

Secondo dati della stessa Bachpan Bachao Andolan riportati dal giornale, “in India scompaiono 11 bambini ogni ora perché vittime del vasto traffico di esseri umani esistente nel Paese. La statistica è basata su denunce presentate dai genitori dal 2008 al 2010. Secondo lo studio, in questi due anni sono spariti 117.480 minori, la maggior parte a Mumbai, Calcutta e New Delhi, dove sono venduti a ricche famiglie come domestici, nelle industrie che impiegano lavoro minorile, alle organizzazioni che gestiscono l’accattonaggio e nella prostituzione. L’incremento del benessere nel ceto urbano ha infatti aumentato la richiesta di ‘piccoli schiavi’ per lavori domestici. Il fenomeno è particolarmente acuto nella capitale indiana dove nel 2011 si sono perse le tracce di 1.442 minori”.

Il Parlamento di New Delhi ha comunque chiuso ieri i suoi lavori senza riuscire ad approvare la legge: sarà riproposta alla prossima riapertura dell’assemblea legislativa, prevista a febbraio.

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