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Grillo ne ha cacciata un’altra

Autore: . Data: martedì, 18 dicembre 2012Commenti (0)

Il comico-nuotatore non ammette critiche e dissenso. Prima Federica Salsi e Giovanni Favia, ora Raffaella Pirini.

Se per i due ‘espulsi’ dell’altra settimana si era usato un post sul blog, per la nuova vittima dei ‘repulisti’ grillini il ‘guru’ ha fatto ricorso ed una e-mail ed alla raccomandata del suo studio di fiducia, Squassi e Montefusco.

Il sei novembre scorso il ‘Capo politico’ autonominato del M5S aveva intimato al veterinario e consigliere comunale a Forlì di cessare l’uso e ogni riferimento diretto al marchio di sua proprietà del MoVimento.

Ricorda Pirini che al momento della ‘scomunica “decidiamo di rispondere con un’altra lettera, scritta di mio pugno indirizzata direttamente a Grillo. Impossibile che non ci risponda, abbiamo pensato”. “Nella lettera – continua il consigliere comunale – ricordo a Grillo che durante la campagna elettorale del 2009 per le amministrative a Forlì avevamo già ricevuto la certificazione all’uso del logo di lista civica 5 Stelle. E lo stesso Grillo venne a chiudere la nostra compagna elettorale in città, dopo aver fatto il comizio di chiusura per la lista 5 Stelle di Cesena. Da anni diamo tutti per assodato che la nostra era una lista certificata a tutti gli effetti, una delle prime in Italia. E proprio a me Grillo chiese di candidarmi alla presidenza alle elezioni regionali del 2010 in rappresentanza del Movimento. Una proposta prestigiosa che dovetti a malincuore rifiutare per motivi di lavoro e personali. Un diniego che politicamente non era disimpegno, visto che con forza e ogni giorno nel territorio forlivese siamo in lotta per perseguire i principi delle liste 5 Stelle, poi evolute nel M5S”.

Il racconto della ‘terminata’ continua: “Attendiamo con speranza la risposta alla nostra lettera. E invece nulla. Grillo frappone un barriera di silenzio [...] Passano i giorni. La situazione è imbarazzante. Ci sono da presentare le candidature alle Parlamentarie on line. Le richieste dei candidati forlivesi non vengono nemmeno prese in considerazione. Qualche voce della situazione forlivese trapela sui mass media. I giornalisti ci chiedono cosa sia succedendo. Ma in attesa di quell’auspicata risposta, correttamente, e per non alimentare polemiche, mi trovo costretta a ‘entrare’ in silenzio stampa. Passano i giorni. Nulla. Cerchiamo di rompere quel silenzio con un’altra lettera dove, cronologicamente, mettiamo per iscritto il rapporto che si era creato negli anni fra Beppe Grillo e i ragazzi del movimento di Forlì”.

Stefano Oronti, tra i fondatori nel 2005 del primo Meetup – Amici di Beppe Grillo a Forlì ricorda: “Almeno due delle “5 Stelle” del Movimento, rifiuti zero ed energie rinnovabili, sono nate a Forlì, dalla lotta agli inceneritori pubblici e privati che incombono nella nostra città. Lo stesso Grillo ce lo ha riconosciuto! Ed una sera del 2005, a cena dopo uno spettacolo tenuto al PalaFiera, fu lo stesso Beppe Grillo a parlare della sua volontà di iniziare un tour per l’Italia, accompagnato ogni volta da scienziati ed esperti, per sensibilizzare i cittadini sui problemi del territorio, accendendo l’attenzione su quei cittadini impegnati che lavoravano per risolverli”.

Quali allora, visto il passato, i motivi della decisione del comico-nuotatore? “La raccomandata che abbiamo ricevuto dai legali di Grillo è stata per noi come una pugnalata alla schiena; ci è stata contestata una banale quanto insussistente questione formale: dato che siamo stati certificati prima della nascita del movimento, non avremmo più diritto ad usarne il logo sul nostro sito. Eppure siamo lista civica certificata, Beppe lo sa bene. Così come sa bene che le condizioni formali in base alle quali abbiamo ottenuto la certificazione nel 2009 non sono mutate e dunque riteniamo questa vostra intimazione vada ben oltre regolamento a cui ci siamo sempre adeguati”, ha puntualizzato Raffaella Pirini, che ha continuato: “Tutte queste cose sono a conoscenza di Grillo, ma ancora una volta ha preferito il silenzio. Ecco perché a distanza di un mese ci troviamo costretti a parlare direttamente all’opinione pubblica. A diffondere la notizia in conferenza stampa. La base è sconcertata. Il silenzio stava per stravolgere la realtà e fare chiarezza era un atto onesto e doveroso verso i nostri tanti elettori e simpatizzanti, prima ancora che corretto politicamente. Nessuno potrà accusarci di esibizionismo mediatico, al contrario!…”.

Sul sito Lista civica – Destinazione Forlì si legge: “Perché in realtà la convinzione fra gli attivisti del gruppo ed anche degli osservatori esterni che seguono i fatti politici è che l’atto di Grillo sia stato determinato da un’intenzione censoria e punitiva. All’indomani della partecipazione di Federica Salsi (nei primi giorni di novembre, poco prima della lettera inviata alla Pirini) a Ballarò, il talk show di Giovanni Floris, Grillo esordì con la famosa frase del “punto G”. Un attacco che vide per prime le voci di Fabrizio Biolè e della stessa Raffaella Pirini levarsi alte in difesa di di Federica Salsi e in difesa anche del sacrosanto diritto di critica e di espressione”.

Fabrizio Biolè, Raffaella Pirini, Federica Salsi e Giovanni Favia sono stati espulsi dal movimento.

Sul suo profilo Facebook Salsi ha pubblicato: “Le epurazioni di Grillo e Casaleggio continuano …. ora è il turno di Raffaella Pirini rea di avermi espresso solidarietà in seguito al post sul punto G. Stimo Raffella e apprezzo il suo lavoro a Forli. Non sarà certo un patacchino a impedirci di fare buona politica :-) Buona strada e ciel sereno Raffaella!”.

Da parte sua, sempre sul social network, ha scritto Favia: “Il mio tornaconto? Avere rinunciato ogni mese da oltre due anni a migliaia di € di stipendi d’oro e benefit, aver ceduto 1 mln di € allo stato di rimborsi elettorali che per legge erano nelle mie disponibilità, perso la mia vita privata, interrotto con difficoltà di recupero la mia carriera professionale, vedere crescere mia figlia col contagocce. Ma non sono per nulla pentito, ne qui a ‘frignare’. Perché un tornaconto l’ho avuto eccome. Ho fatto la più bella esperienza della mia vita, lavorando per il futuro della nostra comunità insieme a persone straordinarie ed ottenendo risultati e soddisfazioni enormi”.

Il pericolo del grillismo e l’identità autoritaria del proprietario del M5S sono sempre più chiari. Sapranno i ‘fedeli’ comprendere?

Dino Alpidi, uno dei tanti internauti commentatori, ci ha pensato su: “Federica, stai distruggendo il sogno di tutti questi che hanno bisogno di tenere gli occhi chiusi e sognare. Perchè ti sei messa tu a far vedere la cruda realtà delle cose? Non è giusto. Chi non sa vedere la realtà è giusto che possa sognarsela senza che arrivi qualcuno a rubargli questi sogni”.

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