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Grillo l’inquisitore

Autore: . Data: giovedì, 13 dicembre 2012Commenti (5)

Il comico-nuotatore caccia i dissidenti Favia e Salsi e sogna un complotto di tutti i partiti contro di lui.

Ieri sul blog del ‘capo politico e rappresentante’ del M5S: “A Federica Salsi e Giovanni Favia è ritirato l’utilizzo del logo del MoVimento 5 Stelle. Li prego di astenersi per il futuro a qualificare la loro azione politica con riferimento al M5S o alla mia figura. Gli auguro di continuare la loro brillante attività di consiglieri.” Beppe Grillo.

Poche ore prima il proprietario del MoVimento aveva tuonato: “Non venite a rompermi i coglioni (a me!) sulla democrazia. Io mi sto stufando. Mi sto arrabbiando. Mi sto arrabbiando seriamente. Abbiamo una battaglia, abbiamo una guerra da qui alle elezioni. Finchè la guerra me la fanno i giornali, le televisioni, i nemici quelli veri va bene, ma guerre dentro non ne voglio più. Se c’è qualcuno che reputa che io non sia democratico, che Casaleggio si tenga i soldi, che io sia disonesto, allora prende e va fuori dalle palle. Se ne va. Se ne va dal MoVimento. E se ne andrà dal MoVimento”.

Il guru era infuriato per le critiche alle ‘Parlamentarie’, rivelatesi un flop per il basso numero di votanti. Se le cifre fornite dal duo Grillo-Casaleggio parlavano di 95mila preferenze, un ‘controllo’ effettuato da militanti ‘di base’ del M5S ha portato a conteggiare 17093 votanti e ad una previsione massima di 25mila partecipanti.

Adiratissimo il comico-nuotatore aveva commentato: “A chi dice che non c’è stata democrazia perchè i voti sono stati pochi io faccio una domanda: quanti voti ha preso ognuno dei mille parlamentari oggi in Parlamento? Chi ha deciso di quella gente lì? Ve lo dico io: 5 segretari di partito”.

Secondo Grillo, siccome gli altri partiti non sono un esempio di partecipazione, tutto è permesso: non permettere un controllo ‘indipendente’ sulle operazioni di voto, non consentire un controllo sull’attività del server utilizzato per le ‘Parlamentarie’, non fornire dati esaustivi sulle preferenze ottenute dai 1400 candidati.

Inoltre i ‘concorrenti’ alle ‘Parlamentarie’ erano tenuti a prendere atto un non meglio precisato ‘gruppo di iscritti al M5S’ stelle che avrebbe sovrainteso alle operazioni di voto. Questi ‘controllori’ dei quali i nomi erano ignoti, rappresentavano “il gruppo politico organizzato che, riconoscendo come capo politico e suo rappresentante Beppe Grillo, depositerà il contrassegno quale segno distintivo delle liste dei candidati e del programma formati secondo le procedure in Rete del MoVimento 5 Stelle”.

Persino il Partito comunista bulgaro aveva degli organismi dirigenti, non così la creatura di Grillo, che essendo una forza politica ‘di proprietà’ del ‘Capo politico’ non prevede forme di dibattito interno nè l’elezione di rappresentanti nazionali.

In questo quadro politico di sapore monarchico, sempre ieri Grillo ha ‘scoperto’ il complotto finale: “Fate attenzione ai tempi – ha scritto nell’ennesimo post – giovedì 6 dicembre il M5S, dopo le votazioni on line, riesce a predisporre le liste per il Parlamento in tutta Italia e può iniziare il processo di raccolta delle firme nelle diverse circoscrizioni. Nella stessa settimana la commissione Affari Costituzionali alza bandiera bianca per modificare la legge elettorale attuale e ridurre il peso del M5S, o addirittura eliminarlo con regole ad hoc, come l’esistenza obbligatoria di uno Statuto a immagine e somiglianza di quello dei partiti”.

Il MoVimento di Grillo, si deve ricordare, è un ‘non movimento’ di proprietà del suo fondatore e come ha sottolineato la ‘scomunicata’ Salsi “il fatto di non avere una struttura è un problema perchè è tutto nelle mani di Grillo e Casaleggio. Paradossalmente negli altri partiti, essendoci una struttura, c’è più possibilità di controllare chi è al vertice”.

Il Comico nuotatore ha continuato: “Esiste ancora un modo però per bloccare il M5S: il tempo. Va quindi in onda la manfrina del Pdl contro la politica del governo, appoggiata a 90 gradi per più di un anno, dall’IMU, all’aumento dell’IVA, all’aumento delle tasse. Rigor Mortis, offeso, si dimette da solo, senza essere sfiduciato dalle Camere, in modo assolutamente irrituale, forse anche incostituzionale. Invece di andare in Parlamento va da Napolitano. La data delle elezioni deve essere quindi fissata il più presto possibile per evitare l’innalzamento dello spread (?!). Al voto, al voto! All’inizio si anticipa a marzo, poi, perso ogni senso del pudore, a febbraio”.

Con una stupefacente similitudine con le parole ‘bislacche’ pronunciate da Berlusconi martedì scorso, Grillo ha imbastito un discorso senza alcuna logica, immaginando una crisi di governo fatta per impedire al M5S non si sa bene cosa.

O meglio, per nascondere la debolezza reale del MoVimento. “Per la prima volta l’Italia va a votare anticipatamente senza che il governo in carica sia stato sfiduciato dal Parlamento – ha detto Grillo, per altro affermando cosa inesatta – e ci va sotto la neve, come per centomila gavette di ghiaccio, come se fossimo in guerra. Il tempo per raccogliere le firme diventa così per il M5S quasi impossibile. Pochissime settimane per decine di migliaia di firme”.

Insomma, il nervosismo del guru potrebbe voler nascondere una realtà scomoda, ovvero che l’armata Brancaleone composta dai grillini non solo è molto meno ‘numerosa’ di quanto non si sia mostrato con la propaganda, ma che è anche poco attrezzata per affrontare la ‘politica vera’, non quella virtuale che si svolge sul blog del ‘Capo politico’ o nelle riunioni dei pochissimi aderenti.

Il fenomeno Grillo di giorno in giorno diventa più preoccupante, perchè si innesta comunque in un clima di stanchezza prodotto dai partiti storici, che nulla hanno fatto e fanno per permettere al Paese di uscire dalla crisi.

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Commenti (5) »

  • mogol_gr ha detto:

    A raccogliere le firme l’aiuta Di Pietro (Salsi-Massimo Donadi).

  • algonauta ha detto:

    Tipico articolo di chi non c’ha capito una mazza di come funziona il movimento 5 stelle e pensa ancora con la vecchia logica partitocratica. Si legga il post sull’epurazione dei due dissidenti su byoblu e si chiarisca le idee.

  • redazione (author) ha detto:

    Al nostro lettore grillino vorremmo far notare la democrazia non si ‘spiega’. E’ o non è. Nel caso del M5S un paio di persone accomodate nei propri uffici, proprietari di un MoVimento-marchio, fanno e disfanno, cacciano e nominano via blog. E sudditi in gran parte acritici accettano entusiasti. Forse saremo fermi alla logica partitocratica, ma abbiamo ancora un cervello e soprattutto non ci piace il fascismo. Nè quello dichiarato, nè quello esercitato sotto mentite spoglie.

  • Luca ha detto:

    vedo con piacere che non si critica mai il Programma del Movimento5stelle ….si vede che è inattaccabile: buon segno.

  • redazione (author) ha detto:

    Il programma? Esiste oltre le chiacchiere? Aspettiamo con fiducia che con la scoperta della democrazia il M5S elabori qualcosa che superando la demagogia spieghi come affrontare i problemi concreti del Paese. Oltre la demagogia, ripetiamo.

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