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Egitto vicino al collasso

Autore: . Data: mercoledì, 5 dicembre 2012Commenti (0)

Le proteste contro il presidente islamista Morsi continuano, il governo non cede e l’esercito sta a guardare. Una situazione che non può durare a lungo.

“Il popolo vuole la caduta del regime”, “vattene”, “Sei tu che te ne devi andare , noi restiamo”, hanno gridato i manifestanti sotto al palazzo del presidente egiziano Mohamed Morsi di Ittahadeya.

Una doppia fila di agenti in tenuta antisommossa e barriere di filo spinato li separavano dall’edificio. I cortei organizzati dal Fronte di salvezza nazionale in marcia verso il centro della protesta sono partiti da diversi punti della capitale. I maniifestanti rifiutano il decreto presidenziale di Morsi col quale l’esponente islamista si è dato poteri speciali e la costituzione approvata cinque giorni fa.

La polizia ad un certo punto ha usato i gas lacrimogeni per disperdere i contestatori.

Intanto per protesta “contro la tirannia” la stampa egiziana, contraria a Morsi e alla bozza di Costituzione, ha indetto uno sciopero e ieri non sono usciti i principali quotidiani egiziani come al Watan, al Tahrir, al Sabah. Allo sciopero hanno aderito anche alcune reti televisive come Ontv, Cbc e Moder mentre non hanno scioperato i media online, mobilitati per dare notizie sull’agitazione.

Comincia intanto la repressione. Due note giornaliste del secondo canale della tv di stato egiziana, Bossaina Kamel e Hala Fahmy, sono state sospese temporaneamente dal servizio e sono state messe sotto inchiesta perchè accusate di aver ridicolizzato e insultato il presidente egiziano ed il suo partito, i Fratelli Musulmani.

Una commissione d’inchiesta, richiesta dal ministro dell’ informazione Salah Abdel Makssoud, (membro della confraternita) e composta da docenti universitari della facoltà di comunicazione di massa, ha visionato i due programmi presentati sabato e domenica dalle due giornaliste, ’Notizie di 24 ore’ (Kamel) e ’La Coscienza’ (Fahmy).

Per la prima è stato stabilito che la giornalista ha modificato i testi precedentemente concordati, e che in una rassegna stampa ha affermato che il giornale governativo Al Gomorhiya ’appartiene ai Fratelli Musulmani’, in riferimento alla recente sostituzione del direttore, Gamal Abdel Rahim, con un giornalista più vicino agli islamisti.

Il programma ’La Coscienza’, secondo quanto Hala Fahmy ha dichiarato al quotidiano El Yom el Sabe, sarebbe stato bloccato dal presidente della televisione, Ismail El Sheshtawi, a causa di opinioni espresse da tre ospiti.

Uno di questi, sheikh Mohamed Abdalla Nasr, della moschea di Al Azhar, aveva sostenuto che la politica del presidente Morsi “è contraria alla sharia” (la legge coranica) ed ha distinto “i veri musulmani dagli islamisti che operano per conquistare il potere”.

Inoltre la giornalista aveva fatto riferimento a Morsi non come presidente, ma con l’appellativo di ’Haj Morsi’ (’haj’ è il fedele musulmano che ha fatto il pellegrinaggio alla Mecca), accusando lui ed altri dirigenti di essere religiosi oltranzisti.

Secondo le accuse, inoltre, la reporter avrebbe sostenuto che il testo della nuova costituzione e quello di una “Costituzione di schiavi” ed indicato i Fratelli Musulmani come i veri “assassini di Sadat”.

Bossaina Kamel aveva tentato di candidarsi alle elezioni per la presidenza della repubblica contro Morsi, ma non aveva raccolto un numero sufficiente di firme di sostenitori.

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