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Egitto: Morsi non molla

Autore: . Data: lunedì, 10 dicembre 2012Commenti (0)

Il presidente, dopo aver ‘rinunciato’ ai poteri quasi assoluti ha varato un decreto ‘fotocopia’ nel quale se li restituisce.

Dopo aver ritirato il decreto nel quale leader dei Fratelli musulmani si era autoconcesso poteri pressoché illimitati, con una mossa a sorpresa Morsi ne ha varato uno nuovo che ricalca il precedente, compresa la nomina del nuovo procuratore generale.

Nel documento non si parla esplicitamente di inappellabilità delle decisioni del presidente, ma si stabilisce che nessuna dichiarazione costituzionale possa essere ricusata davanti ai giudici.

Confermato il referendum costituzionale del 15 dicembre che varerà la nuova Carta votata dai soli islamisti e rifiutata da tutti gli altri partiti. In caso di vittoria del no si voterà una nuova assemblea costituente.

Intanto i movimenti democratici più radicali e la Corrente popolare dell’ex candidato nasseriano alla presidenza, Hamdin Sabbahi, contrari al referendum, hanno organizzato ieri cinque nuovi cortei sul palazzo presidenziale per protestare contro il ’dialogo nazionale’ avviato da Morsi e che non coinvolge tutte le forze politiche.

Mohamed El Baradei, che guida una parte dell’opposizione, da parte sua ha rifiutato l’offerta al ‘dialogo nazionale’.

Washington, il principale alleato dei militari egiziani, i veri padroni del Paese, per bocca del presidente Obama ha espresso la propria preoccupazione per i morti e i feriti nelle manifestazioni dei giorni scorsi ed ha ribadito che “è essenziale che i leader egiziani accantonino le differenze e si accordino su una strada che consenta all’Egitto di andare avanti”.

Il problema è che le Forze armate non sono probabilmente in grado di controllare la truppa in caso di golpe (sul modello di quello algerino del 1992, all’indomani della vittoria del Fronte islamista alle elezioni) perchè i soldati provengono in prevalenza dalle classi più povere del Paese, base elettorale dei Fratelli musulmani.

Tuttavia ieri caccia militari F16 hanno sorvolato Il Cairo a bassa quota, mostrando che lo stato maggiore è in fermento.

Misteriosa rimane la vicenda dei cinque container sequestrati su segnalazione del Mossad israeliano nel porto di Napoli e diretti in l’Egitto.

In uno dei container sono state trovate parti di armi da guerra da assemblare, pistole giocattolo modificate e 5 lanciarazzi.

La destinazione del carico era Alessandria d’Egitto.

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