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Avetrana: Misseri contro i pm

Autore: . Data: giovedì, 13 dicembre 2012Commenti (1)

Il contadino di Avetrana continua a proclamarsi colpevole ed accusa anche il suo ex legale la sua consulente criminologa.

Il processo per l’omicidio di Sara Scazzi sembra ormai un racconto surreale. Un uomo giura di essere l’omicida e la pubblica accusa si accanisce contro due altre imputate.

“Voi non volete la verità, la verità la voglio solo io per quella poveretta. Io l’ho ammazzata una volta ma voi chissà quante volte la state ammazzando” ha detto ieri Michele Misseri al pm Mariano Buccoliero e al procuratore aggiunto Pietro Argentino.

Il contadino subito dopo l’arresto aveva indicato il luogo nel quale aveva nascosto la povera vittima e si era accusato del crimine. Poi, aveva ritrattato ed accusato la figlia.

Ieri ha ripetuto al pm Buccoliero per l’ennesima volta che a spingerlo a cambiare versione sarebbero stati il suo legale a quel tempo, Daniele Galoppa, e la criminologa Roberta Bruzzone.

Misseri ha anche ripetuto di aver accusato la figlia durante il lungo incidente probatorio perchè sempre il suo avvocato lo avrebbe indotto a credere che presentando il delitto come un incidente e accusando sua figlia, Sabrina si sarebbe fatta due anni di detenzione e lui sarebbe uscito dal carcere.

Il contadino, poi, ha quasi perso la pazienza col pm che gli chiedeva insistentemente di un interrogatorio del 15 ottobre del 2010 nel quale per la prima volta chiamò in causa la figlia. “Del 15 ottobre non rispondo più perché non ricordo niente. Ero con i farmaci, ero imbottito con i tranquillanti – ha detto Misseri – Il 15 ottobre mi avete portato dove avete voluto. L’avvocato Galoppa doveva dire ‘basta, questo interrogatorio non va avanti’”.

A prescindere dalle dichiarazioni del teste, quello per l’omicidio di Sara Scazzi appare assai singolare. Un ‘teste’ che si dichiara colpevole, due imputate che dicono di essere innocenti ed una pubblica accusa che evidentemente non disponendo di prove schiaccianti e segue una strategia del tutto indiziaria.

Speriamo che come nel caso di Perugia si eviti una condanna per arrivare poi in appello ad una assoluzione piena. Perchè dopo le passate e martellanti campagne di stampa non è escluso che qualche pregiudizio nei confronti di Sabrina Misseri e di sua madre, Cosima Serrano, possano esistere. Come fu per Amanda Knox e Raffaele Sollecito, anche loro protagonisti di un processo costruito su assunti non confortati da alcuna prova.

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