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Arriva il fantasma della ‘pre par condicio’

Autore: . Data: venerdì, 21 dicembre 2012Commenti (0)

Ancora non si sa quando e come si voterà che i partiti litigano per dieci minuti di Tv. Senza capire che i tempi sono cambiati e che è meglio non farsi vedere troppo.

In vista delle prossime elezioni il consiglio dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha approvato “lo schema di regolamento” con “le disposizioni attuative” della legge sulla par condicio da applicare nella prossima campagna elettorale.

Intanto il Consiglio di amministrazione della Rai ha già ‘raccomandato’ al direttore generale, Luigi Gubitosi, di impengnarsi affinchè sia mantenuto un equilibrio fra le diverse forze politiche in una nuova fase del cammino verso le urne, definita ‘pre par condicio’. Per questo durante le feste per Natale, per il nuovo anno e per la Befana i politici non dovranno mettere piede negli studi dell’azienda pubblica.

E’ probabile che questo ‘embargo’ indurrà nella maggior parte dei telespettatori una immensa allegria. Ma non risolverà il problema dell’obiettività dell’informazione. E’ noto, infatti, che la maggior parte dei dirigenti e dei giornalisti sono ‘selezionati’ in base alla ‘quota’ di appartenenza, ovvero lottizzati, per cui le ‘cose’ non le diranno i politici direttamente, ma saranno in qualche modo ‘interpretate’ dai facenti funzione.

Sull’argomento qualcuno a anche sentito il bisogno di commentare. I commissari Agcom del centrodestra, Antonio Martusciello e Antonio Preto, hanno detto: “In considerazione del fatto che è stata fissata la data delle elezioni l’Organo di vigilanza potrà intervenire in caso di violazione delle norme sulla par condicio, attivando i poteri di controllo previsti dalla legge 28/2000. È la migliore risposta a chi in questi giorni ha ripetutamente ‘sollecitato’ un intervento dell’Agcom, che peraltro ha sempre e costantemente svolto la propria attività di monitoraggio in tema di pluralismo politico”.

Mercoledì il radicale Marco Beltrandi, componente della Commissione di Vigilanza sulla Rai, aveva sostenuto che qualsiasi intervento è “tardivo perché la campagna è già in corso e qualcuno si sta già approfittando”.

Intanto Berlusconi impazza ovunque e non fa ascolto. Il Grande Comunicatore è stato rottamato anche dagli ascoltatori.

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