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Un ‘Atlante’ per analizzare la corruzione

Autore: . Data: lunedì, 12 novembre 2012Commenti (0)

Il politologo Alberto Vannucci ha realizzato una ricerca per capire fino in fondo i reali contorni di un fenomeno dilagante che sta mettendo in ginocchio l’Italia.

Il docente del dipartimento di Scienze politiche dell’Università di Pisa, ha voluto trovare risposte al alcune domande: a che cosa è dovuta la diffusione della corruzione in Italia? Su quali meccanismi di riproduzione si basa? E quali sono i suoi effetti sul sistema politico ed economico del Paese?

Il professore per questo ha scritto l’’Atlante della corruzione’ (Edizioni Gruppo Abele), Un ’Atlante’, appunto, che analizza il caso Italia, dando le coordinate del fenomeno corruzione, tenendo insieme il profilo della ricerca e quello pratico, di proposta e di riforma.

L’autore ha spiegato: “L’idea del libro è nata nell’ambito del master su ’Analisi, prevenzione e contrasto della criminalità organizzata e della corruzione’ che dirigo ormai da tre anni e a cui collaborano Libera e l’associazione Avviso Pubblico”.

Ma quale quadro emerge dell’Italia? I dati e le classifiche presentati nell’Atlante non offrono una visione molto confortante. Tanto per fare alcuni esempi, applicando una stima della World Bank, l’onere della corruzione sui bilanci pubblici italiani è nella misura di circa 50-60 miliardi di euro l’anno.

Secondo una recente rilevazione di Eurobarometer 2012, inoltre, il 12 per cento dei cittadini italiani si è visto chiedere una tangente nei 12 mesi precedenti, contro una media europea dell’8 per cento.

Insomma, il nostro Paese è ormai agli ultimi posti delle classifiche internazionali.

“Non esiste una corruzione ’buona’ – ha continuato Vannucci – il fenomeno ha sempre effetti devastanti in termini di costi economici e sociali, ancora più preoccupanti quando va a inquinare gli stessi processi politici democratici”.

Il problema è ovviamente “che fare” e l’ultima parte dell’Atlante valuta possibili strumenti di contrasto della corruzione.

Prima di tutto è necesaria una azione combinata tra azione di governo e spinte dell’opinione pubblica che favoriscano la partecipazione dei cittadini.

Il professore ha aggiunto: “In Italia sono state avviate iniziative rilevanti in questo senso, penso ad esempio alla Carta di Pisa, un codice etico per gli amministratori locali che è già stato adottato da molti comuni e province, oppure al ruolo di associazioni come Libera, Avviso Pubblico, o ’SignoriRossi’ a cui le vittime di corruzione possono rivolgersi per avere assistenza legale gratuita, ma anche alle Università, che attraverso corsi e iniziative di formazione possono contribuire a diffondere la cultura della legalità”.

Vale la pena su questo argomento ricordare le parole profetiche di Enrico Berlinguer, segretario del Partito comunista e storico oppositore della corruzione. Scrisse nel 1981: “La questione morale non si esaurisce nel fatto che, essendoci dei ladri, dei corrotti, dei concussori in alte sfere della politica e dell’amministrazione, bisogna scovarli, bisogna denunciarli e bisogna metterli in galera. La questione morale, nell’Italia d’oggi, fa tutt’uno con l’occupazione dello Stato da parte dei partiti governativi e delle loro correnti, fa tutt’uno con la guerra per bande, fa tutt’uno con la concezione della politica e con i metodi di governo di costoro, che vanno semplicemente abbandonati e superati. Ecco perché dico che la questione morale è il centro del problema italiano”.

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