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Pubblico impiego tra ‘esuberi’ e ‘licenziamenti’

Autore: . Data: mercoledì, 14 novembre 2012Commenti (0)

Tra voci e smentite prosegue il confronto sui tagli nelle Amministrazioni voluti dal governo. Oltre 4mila posti a rischio.

Durante un incontro con i sindacati che si è svolto ieri a Roma – i cui esiti sono stati curiosamente anticipati dal ministro interessato con un ‘twit’ sul noto social network – il capo dicastero della Pubblica amministrazione Patroni Griffi ha preannunciato il provvedimento di riduzione delle piante organiche delle amministrazioni centrali (che però ancora esclude ministeri significativi): le cosiddette “eccedenze assolute” tra il personale non dirigenziale (su una nuova dotazione organica di 94.249 unità) ammonterebbero a 4.028; altri 500 esuberi si conterebbero poi tra i dirigenti (439 di seconda fascia e 48 nella prima).

Il ridimensionamento delle piante organiche del pubblico impiego, previsto dalla ‘spending review’, “è stato studiato sui numeri – ha spiegato il ministro – e sarà fatto con gli strumenti della gradualità richiesti ma sarà comunque portato a termine”.

“La seconda fase per gli enti locali – ha spiegato Patroni Griffi – parte da un atto diverso che avremo dopo dicembre e riguarda la definizione degli indici di virtuosità a cui parametrare le dotazioni organiche degli enti stessi, e tutto sarà definito con un decreto del ministero della Funzione pubblica e dell’Economia”.

Dal conteggio sono escluse alcune realtà, “dalla platea presa in esame mancano amministrazioni significative come Esteri, Giustizia, Interno e l’Inps, ma non credo – ha sostenuto il ministro – che queste possa spostare significativamente i numeri: probabilmente intorno a gennaio potremmo essere in grado di fornire dati più certi”.

A proposito del possibile utilizzo dello strumento della mobilità nel pubblico impiego, Patroni Griffi ritiene che “la gestione successiva ci dirà quanto personale deve essere guidato da un’amministrazione all’altra: un’operazione che richiede anche qualche elemento di complessità come la formazione e la riqualificazione”.

Comunque sia, ha concluso il ministro, “non vorrei prefigurare in anticipo tutto il percorso non avendo gli elementi sicuri che dobbiamo valutare. Ad esempio quando sapremo quante sono le persone al netto dei pensionamenti già avremo un quadro più definito. Oggi procediamo con calma e pragmatismo”.

Critici i sindacati, seppur in atteggiamento interlocutorio, che respingono qualsiasi ipotesi di licenziamento nel settore pubblico (possibile dopo due anni di messa in mobilità per i lavoratori in esubero) e chiedono al ministero di aprire al più presto un tavolo sul lavoro precario dato che a fine anno scadranno circa 200.000 contratti di lavoro a termine nella pubblica amministrazione.

“Sui precari siamo in una situazione di emergenza – spiega il segretario confederale responsabile dei settori pubblici Cgil, Nicola Nicolosi – molte attività rischiano di saltare perché diversi contratti scadono a fine anno. Siamo in presenza di una isteria del budget. Le eccedenze di personale sono ampiamente coperte dalle situazioni nelle quali c’è carenza di lavoratori rispetto alle piante organiche. Non c’è nessun bisogno di ridurre il personale ma solo di razionalizzare l’organizzazione del lavoro”.

“Sono dati non esagerati – afferma il segretario confederale della Cisl responsabile per il pubblico impiego Gianni Baratta – ma abbiamo chiarito che non ci possono essere licenziamenti nella pubblica amministrazione. Inoltre abbiamo chiesto un tavolo sul lavoro precario”.

“Il piano-esuberi non è ancora chiaro – argomenta infine il responsabile università e ricerca della Uil, Alberto Civita – mancano molti ministeri e non c’è un quadro sugli enti locali. Ci sono molti lati oscuri. La questione che ci preoccupa è quella dei precari. Si sta facendo drammatica. Entro dicembre scadono i contratti di 230 lavoratori che si occupano di raccogliere i dati sulla sismologia. Dato che devono obbligatoriamente smaltire le ferie finiranno di lavorare prima e noi rischiamo di non avere i dati”.

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