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Oggi la Palestina chiederà il riconoscimento dell’Onu

Autore: . Data: giovedì, 29 novembre 2012Commenti (0)

Dopo anni di complesse trattative i palestinesi hanno deciso di chiedere al Palazzo di vetro di essere considerati Stato osservatore.

L’Anp cerca di affermare il principio di due popoli due stati chiedendo alle Nazioni Unite un riconoscimento di enorme importanza politica che lo equiparerebbero allo status di Città del Vaticano. Nel testo sottoposto all’organismo internazionale, secondo alcune indiscrezioni, non si farebbe cenno agli insediamenti illegali costruiti da Israele e la questione non viene neppure posta come condizione indispensabile per riprendere i colloqui di pace con Tel Aviv.

L’Autorità nazionale palestinese, inoltre, non avrebbe chiesto di aderire ad alcuna agenzia Onu nè di sottoscrivere trattati.

Queste ‘limitazioni’ sarebbero state imposte da Israele per motivi chiari. Tel Aviv non vuole che l’Anm chieda di diventare membro della Corte penale internazionale dell’Aja perchè teme di finire poi sul banco degli imputati e nello stesso tempo non intende in nessun modo dar seguito agli accordi che impongono lo smantellamento degli insediamenti illegali.

Un diplomatico europeo avrebbe che sarebbe il caso di chiarire che quella dell’Anp non è “una richiesta di adesione a fondi e programmi”. Questo in modo da ottenere più voti da parte dei Paesi del Vecchio continente.

Il rappresentante palestinese presso l’Onu dell’Anm, Riyad Mansur, ha dichiarato comunque che i palestinesi si riservano di aderire in un secondo momento alla Corte Penale Internazionale.

Ha detto Mansur: “Non credo che dovremmo precipitarci il giorno dopo ad aderire a tutte le organizzazioni legate all’Onu, tra cui la Cpi” ma non ha escluso “alcuna delle possibilità che potremo avere”.

Il diplomatico palestinese ha spiegato che se lo Stato ebraico “continuerà a violare la legge, a non rispettare le risoluzioni dell’Onu, a costruire illegalmente degli insediamenti – cosa considerata dalla Corte crimine di guerra – allora consulteremo tutti i nostri partner, tra cui l’Europa, per decidere che cosa fare per costringere Israele a rispettare” la legalità internazionale.

Vi sono larghe possibilità che nonostante una furiosa offensiva diplomatica contraria di Tel Aviv e l’opposizione di Washington la richiesta venga accolta dall’Assemblea.

Patetica, come sempre, la posizione dell’Europa, divisa come sempre. La Spagna voterebbe sì con Francia, Portogallo e Austria, i tedeschi sono contrari e Londra invece si asterrà. L’Italia dei ‘tecnici’ infine brilla per assenza: Roma non sa ancora che fare.

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