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Il politico rubava, ma era dipendente dal gioco. Arrestato

Autore: . Data: mercoledì, 14 novembre 2012Commenti (0)

L’ex capogruppo regionale dell’Idv del Lazio Vincenzo Maruccio è stato arrestato ieri dai finanzieri del nucleo di polizia valutaria. Inammissibili i tempi per l’inizio degli interrogatori.

Secondo il gip Flavia Costantini che ha firmato l’ordine di custodia cautelare l’esponente dipietrista sarebbe responsabile di peculato.

Secondo gli inquirenti Maruccio avrebbe preso dalle casse del partito circa un milione di euro negli ultimi due anni. Il denaro, prelevato da due conti correnti aperti dall’Idv sulle banche Cariparma e Credito Artigian, sarebbe poi finito su altri conti a lui intestati direttamente o dei quali aveva le chiavi di accesso.

Nell’ordinanza si sostiene che “le indagini degli investigatori della finanza hanno accertato che dal maggio del 2010 al giugno 2012 sono transitati sui conti del gruppo politico circa 2 milioni e 500mila euro. Di questo denaro gestito da Maruccio, in totale autonomia, 500mila euro sono stati sparsi con bonifici su una quindicina di conti correnti”.

Se questo potrebbe essere il quadro accusatorio ben più preoccupante sarebbe ‘il movente’ dal quale avrebbe tratto origine il reato. L’ex capogruppo, infatti, sarebbe dipendente dal videopoker.

Una patologia che lo avrebbe portato a spendere anche fino a 120mila euro all’anno. Secondo uno dei gestori della sala giochi nella quale Maruccio avrebbe dilapidato un patrimonio ”quelli come Vincenzo Maruccio vengono chiamati negli ambienti del gioco ‘bombardieri’ cioè persone che non si limitano mai”.

Il consigliere regionale avrebbe fatto prelievi in contanti per 456mila euro. Di questa somma 336mila euro sono finiti sui suoi conti. Gli investigatori hanno accertato che le causali per giustificare i prelievi erano generiche e le indagini hanno messo in evidenza che 100-150 mila euro li avrebbe spesi proprio per coprire i debiti di gioco.

Maruccio, si legge ancora nell’ordinanza del gip, era ”una persona che, pur percependo cospicui introiti come consigliere regionale, era perennemente pressato dalla necessità di reperire denaro” da ”svariate fonti: sale giochi, tabaccherie, parenti quali la madre che dalla Calabria inviava con l’autobus i risparmi della nonna, amici vari, alcuni calabresi”.

Il demone del gioco avrebbe messo in condizione una ex fidanzata dell’ex esponente dell’Idv a cedergli un quinto dello stipendio. In cambio l’uomo avrebbe pagato, secondo gli inquirenti, ”alla donna il canone di locazione dell’appartamento che era in uso mediante 5.400 euro prelevati dal conto corrente del partito”.

Non riuscendo però poi a giustificare questo prelievo, davanti dal magistrato l’ex esponente dell’Idv si è scusato parlando di un errore.

Come accade a tutti i ‘dipendenti’ per trovare denaro l’ex capogruppo non ha esitato a violare ogni regola, sia quella sulla circolazione del contante sia quella sulla negoziazione degli assegni. E quando è stato il momento di giustificarsi ha affermato che si trattava di restituzione di anticipazioni, una sorta cioè di non ben specificati rimborsi.

Nell’ordinanza del gip Costantini è scritto ancora che Maruccio in virtù dell’incarico a lui attribuito di presidente del gruppo regionale dell’Idv nel Lazio, “era l’unica persona abilitata ad operare sui conti del gruppo consiliare, i quali sono stati sottoposti a una sistematica spoliazione realizzata dallo stesso Maruccio che ha destinato a fini esclusivamente personali somme ingenti di spettanza del gruppo consiliare”

Nella tragicità della vicenda lasciano stupefatti i tempi scelti dalla magistratura. Arrestato ieri l’imputato sarà interrogato solo venerdi e fino ad allora non potrà neppure incontrare i propri legali.

Secondo il gip Maruccio avrebbe potuto inquinare le prove a suo carico. A sollecitare l’ordine di custodia cautelare sono stati il procuratore aggiunto Nello Rossi e il pubblico ministero Stefano Pesci, ai quali è stata affidata l’indagine fin dall’inizio e sulla base del rapporto redatto dagli investigatori del nucleo di polizia valutaria della Guardia di finanza.

L’avvocato Luca Petrucci, uno dei difensori dell’ex presidente del gruppo consiliare regionale Idv, ha detto: “Vincenzo Maruccio si è dimesso dagli incarichi, si è presentato spontaneamente agli inquirenti ai quali ha offerto la massima collaborazione. Malgrado ciò, arrivano oggi gli arresti. La custodia cautelare deve essere l’estrema ratio, ma in questo modo appare come uno strumento di pressione sull’indagato”.

L’arresto facile rimane una brutta pagina della giustizia italiana, così come non sembra tollerabile privare qualcuno della possibilità di comunicare coi propri legali e familiari fino a quando non avviene l’interrogatorio.

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