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Il manuale Grillo per i militanti scemi

Autore: . Data: mercoledì, 7 novembre 2012Commenti (0)

Ieri altre esternazioni del comico-nuotatore. Tra strafalcioni costituzionali, imperativi categorici e censure sembra sia nato ormai il clone sgangherato di Berlusconi.

Grillo non più di cinque giorni fa aveva detto dell’ex Pm di Mani Pulite: “È un uomo onesto, con la schiena dritta” ed aveva aggiunto che in questi ultimi anni “è stato l’unico in Parlamento a opporsi al berlusconismo”. Per questo, secondo il proprietario del M5S, il leader dell’Idv era “l’uomo giusto” per diventare presidente della Repubblica.

Nel Movimento fu subito insurrezione, perchè gli adepti erano appena stati sommersi dalle notizie ‘scandalose’ (per lo più inesatte) diffuse da programma di RaiTre Report ed erano in preda ad una furia rottamatrice ancor più estrema di quella del Capo.

Così ieri il lìder maximo, che elabora la linea del M5S da solo (o con il suo amico Casaleggio, non è chiaro) e la rende pubblica attraverso il suo blog ha rettificato: “Antonio Di Pietro ha la mia amicizia, ma il M5S non si alleerà nè con l’Idv, nè con nessun altro. Il M5S vuole sostituire il Sistema dei partiti con la democrazia diretta. In sostanza vuole la fine dei partiti basati sulla delega in bianco”.

Chi amava tanto la stessa formula, quella della democrazia diretta? Chi parlava direttamente ai cittadini dalle sua Tv per dire: “Avete un governo che per la prima volta è retto da un imprenditore e da una squadra di ministri che sembrano membri di un Cda per la loro efficienza [...] Adesso diranno che offendo il Parlamento ma questa è la pura realtà: le assemblee pletoriche sono assolutamente inutili e addirittura controproducenti”?

Ma Grillo non si è limitato alla negazione del sistema rappresentativo definito dalla Costituzione. Ha aggiunto una curiosa, anche se non nuova, proposta: “La decisione di rimanere nell’euro spetta ai cittadini italiani attraverso un referendum, questa è la mia posizione. Io ritengo che l’Italia non possa permettersi l’euro, ma devono essere gli italiani a deciderlo e non un gruppo di oligarchi o Beppe Grillo”.

Forse gli allenamenti di nuoto per l’epica traversata dello Stretto hanno impedito al comico-nuotatore di scoprire che non si potrebbe per nessun motivo indire un referendum del genere. L’art. 75 della Carta vieta, infatti, che possa svolgersi una consultazione per quanto concerne la ratifica dei trattati internazionali. E non solo. La Corte Costituzionale ha anche definito che non e ammissibile modificare, attraverso referendum, l’applicazione delle norme comunitarie e gli obblighi assunti dall’Italia nei confronti dell’Unione Europea.

Chi era il protagonista della strategia dei proclami, anche se del tutto improbabili? Non era ‘Papi Silvio’?

Comunque, probabilmente preoccupato di perdere il controllo del M5S dopo le sempre più frequenti ‘marachelle’ di alcuni eletti nelle sue liste, Grillo ha sentenziato: “Non tutti capiscono, non tutti vogliono capire, i più disinformano a pagamento sui giornali e nei salotti televisivi controllati dai partiti. E’ quindi indispensabile una ’guida for dummies’ per tutti coloro che hanno dubbi interpretativi, dietrologie, necessità di chiarimenti’.

Sempre sull’onda dell’esperienza berlusconiana (qualcuno ricorda i corsi di comunicativa di Forza Italia e le valigette del promotore?) il comico-nuotatore ha diffuso il manuale del perfetto grillino.

Si tratta di una guida in cui si definiscono gli ambiti del giusto e dello sbagliato, dalle alleanze politiche alla presenza in tv, dall’euro alla quota di emolumento da percepire se eletti in Parlamento. Oltre alle citate D (di Pietro) ed E (Euro) il manualetto continua con altre lettere. Si lettere, perchè il documento è congegnato come se fosse indirizzato a degli imbecilli.

Di seguito la  nuova perla grillina.

E come Elezioni: chi sta svolgendo un qualunque incarico elettivo non può dimettersi per concorrere ad altre cariche elettive (es. chi è consigliere non può candidarsi a deputato, chi è senatore non può candidarsi a sindaco)

E come Emolumenti: gli eletti del M5S tratterranno per sé una parte degli emolumenti, oggi fissata in un massimo di 5.000 euro lordi, e restituiranno la rimanenza allo Stato

M come Mandati: il M5S non candida chi ha svolto due mandati anche se interrotti

M come Movimenti: il M5S supporta e appoggia le istanze dei movimenti con obiettivi comuni, come è avvenuto per il no al nucleare, l’acqua pubblica, il No Tav e il No Gronda, eccetera

P come Primarie: nel M5S non ci saranno primarie (non si votano leader o leaderini) per le elezioni politiche, ma la scelta di portavoce per la Camera e per il Senato. Il loro compito sarà l’attuazione del Programma elettorale in stretta collaborazione attraverso la Rete con gli iscritti

P come Programma: Il Programma del M5S esiste (chi dice il contrario mente) ed è visibile sul blog. Prima delle elezioni politiche sarà integrato e migliorato dagli iscritti al M5S attraverso una piattaforma on line

R come Remissione del mandato: il consigliere, il sindaco o il parlamentare non ha alcun obbligo di rimettere il mandato periodicamente (ad esempio ogni sei mesi). Nel caso questo avvenisse deve essere preceduto da un’informazione pubblica e dettagliata del suo operato sul portale del M5S con una votazione estesa a tutti gli iscritti del Comune e della Regione di rifermento, o dell’intero corpo elettorale in caso del Parlamento

R come Rimborsi: il M5S non ha incassato alcun rimborso elettorale per le regionali e non lo incasserà per le prossime politiche

T come Televisione: non sono “vietate” interviste di eletti del M5S trasmesse in televisione per spiegare le attività di cui sono direttamente responsabili. E’ fortemente sconsigliata (in futuro sarà vietata) la partecipazione ai talk show condotti abitualmente da giornalisti graditi o nominati dai partiti, come è il caso delle reti RAI, delle reti Mediaset e de La7

V come Votazioni: il M5S vota nei consigli comunali e regionali, e in futuro voterà in Parlamento, le proposte che aderiscono al Programma anche se presentate dai partiti”.

La surrealtà di un ‘movimento’ nel quale un signore si sveglia la mattina e scrive le regole da solo, le organizza ‘per lettera’ come si fosse alle scuole elementari e le ‘rivela’ agli adepti via blog supera qualsiasi fantasia.

Ma non si tratta, però, di una novità: quando Berlusconi ha discusso con qualcuno della linea politica del suo personale partito? Si ricordi l’esternazione passata alla storia come quella del ‘predellino’ nel quale sciolse un partito e ne fondò un’altro in un battibaleno.

Il fenomeno Grillo-M5S rimane una delle testimonianze più gravi della crisi di identità che sta distruggendo l’Italia.

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