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Fiat: assemblea sul futuro di Pomigliano

Autore: . Data: martedì, 20 novembre 2012Commenti (0)

Convocati dalle donne del Comitato mogli degli operai e dei cassintegrati dello stabilimento campano i lavoratori del colosso automobilistico hanno invitato una collega serba.

Il 24 novembre nel Palazzo Orologio di Pomigliano per la prima volta parteciperà una operaia della fabbrica di Kragujevac.

Lo hanno annunciato le donne del Comitato nel corso della conferenza stampa di presentazione dell’iniziativa.

All’assemblea del 24 parteciperanno, oltre agli operai ed alle loro mogli e famiglie, anche studenti, commercianti, pensionati, esponenti del mondo della Chiesa e “quanti credono che la lotta debba essere unitaria per difendere il lavoro ed il futuro di questa città e dell’hinterland partenopeo”.

L’ospite che arriva dai Balcani sarà Biljana Knezevic, sindacalista e lavoratrice dello stabilimento dove è in corso una lotta contro l’aumento degli orari di lavoro.

Con lei altre colleghe dei comitati sindacali di Barcellona, Maria Dolores Jimenez Mugnoz e Maria Jesus Cuesta Bolao, ed una lavoratrice della Pame greca, Maria Skaltza.

Le organizzatrici pensano che “la nostra è una lotta che va oltre i confini del Vico”. “Abbiamo creduto in questo comitato – ha spiegato Maria Molinaro, portavoce delle donne – perchè i nostri mariti da soli non ce la facevano più. E combatteremo per garantire ai nostri figli un futuro migliore. Il Governo dice che non può intromettersi nelle ’faccende’ di un’azienda privata. Ma la Fiat non è privata, perchè per anni ha ottenuto finanziamenti statali, contributi, sovvenzioni, soldi per la cassa integrazione, che sono serviti solo a fare gli interessi del padrone. Quei soldi erano nostri, e dobbiamo quindi chiedere la nazionalizzazione dell’azienda”.

Secondo le donne lo stabilimento di Pomigliano “deve tornare attivo e produttivo per garantire la tenuta del territorio”.

“La vecchia Alfa Sud portò lo sviluppo – ha concluso Molinaro – e per questo la nostra battaglia unisce tutti, dai commercianti agli studenti, dai pensionati ai lavoratori degli altri stabilimenti. I ragazzi ci danno la forza, perchè loro ci chiedono di continuare, perchè vogliono un futuro”.

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