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Ricatti e conflitti nel Pd

Autore: . Data: martedì, 17 luglio 2012Commenti (0)

Il partito di Bersani sembra decotto. La vicenda dei diritti degli omosessuali ha mostrato una voragine impossibile da colmare. La divisione tra ex Dc e parte degli ex Ds è solo questione di tempo.

Rosy Bindi, che insieme ad altri sedicenti ‘cattolici’ non accetta la laicità dei diritti, ma si nasconde dietro una cortina fumogena per nascondere il fatto. E nello stesso tempo ricorda a Bersani che senza la sua area potrebbe perdere il controllo del Pd ed eventuali primarie.
Ha detto la presidente del Partito: “Tra me e il segretario sul tema dei diritti non c’è nessuna divergenza. Se me lo chiederà, alle primarie lo appoggerò. Anzi, spero che me lo chieda”.

Per Bindi, evidentemente, non si appoggia una posizione politica, ma si tratta tra individui forse calcolando eventuali utili e passività.

Secondo l’esponente ex democristiana “con una maggioranza del 95 per cento il partito ha trovato la sua unità intorno al riconoscimento delle unioni civili anche omosessuali in linea con la Costituzione” e con Paesi come “Francia, Inghilterra, Germania”.

Naturalmente Bindi sa benissimo che non è vero, ma in Italia non importa dire la verità. Infatti, nonostante le evidenti rotture, per la ex ministro “altro che Pd spaccato! Se vogliamo che il processo dei diritti non si interrompa, dobbiamo evitare atteggiamenti massimalistici”.

I diritti, a parere della leader ‘democratica’ non sono assoluti, ma si applicherebbero in modo ‘relativo’, ‘a seconda dei casi’. E se qualcuno afferma il contrario è un estemista “massimalista”.

Infine Bindi non ha perso l’occasione di attaccare un altro mistero del Pd, il sindaco rottamatore di Firenze Renzi, esponente del Pd al quale nessuno ha spiegato ancora la differenza tra destra e sinistra.

“Renzi dorma pure tranquillo – ha affermato Bindi sulle primarie – io non mi presenterò, ma sappia che non toglierò il disturbo fino alle prossime elezioni e oltre”. E sulle intenzioni del primo cittadino del capoluogo toscando di ‘toglere di mezzo’ lei, Veltroni, D’Alema, Franceschini e Letta, il presidente del Pd ha spiegato: “Ma quale cono d’ombra, noi siamo assolutamente indispensabili. Bersani sa che senza di noi le primarie non le vince, quindi è0 chiaro che saremo al suo fianco”.

In cambio di cosa sarebbe interessante saperlo.

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