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Lo scempio delle carceri italiane. Contestata Severino

Autore: . Data: martedì, 10 luglio 2012Commenti (1)

Continuano i suicidi e il sovraffollamento è uno scandalo intollerabile. Il Parlamento immobile assiste senza far nulla. I procedimenti di ricorso alla Corte europea dei diritti dell’uomo che riguardano l’Italia sono 1200.

Un gruppo di parenti di detenuti nel carcere genovese di Marassi ha accolto ieri il ministro della Giustizia al grido di “Amnistia, amnistia”.

Il ministro della Giustizia Severino, accompagnata da Giovanni Tamburini (direttore del Dipartimento amministrazione penitenziaria) e dal direttore del carcere di Marassi Salvatore Mazzeo, ha dovuto affrontare le proteste dei familiari che chiedevano migliori condizioni di vita per i detenuti.

Ad attendere il Guardasigilli anche una quindicina di aderenti al sindacato della Polizia penitenziaria Uil-Pa, che aspettavano il ministro indossando una mascherina sul volto per ricordare le condizioni igieniche delle carceri e una fascia nera al braccio in segno di lutto per i colleghi morti in servizio. Un’altra organizzazione degli agenti, il Sappe, ha chiesto un incontro con il ministro.

Severino, a proposito dei possibili provvedimenti per tentare di limitare la tragedia, ha detto in modo pilatesco: “Sull’amnistia non sono contraria ma su questo tema è sovrano il Parlamento”.

Intanto, il Comitato radicale per la Giustizia Piero Calamandrei ha reso noto che i casi pendenti davanti alla Corte europea dei diritti dell’uomo per i detenuti sottoposti a trattamenti inumani e degradanti causati dal sovraffollamento e non ancora formalmente comunicati al governo italiano sono 1200.

Giuseppe Rossodivita, segretario del Comitato, ha detto: “Chiunque abbia a cuore le sorti del nostro Paese si deve attivare per proporre delle soluzioni che pongano fine a questa situazione vergognosa. Noi radicali le nostre proposte, con Marco Pannella, le abbiamo avanzate e si chiamano amnistia e indulto quale riforme strutturali e precondizioni di una riforma del sistema giustizia in Italia”.

L’esponente radicale si è poi rivolto “al Ministro della Giustizia Paola Severino, la quale sa perfettamente che quanto messo in campo dal governo è del tutto insufficiente. Sarebbe assai imbarazzante una ’condanna pilota’ della Corte di Strasburgo per la sistematica violazione dei diritti umani con un avvocato penalista alla guida di Via Arenula”.

Mentre il ministro era a Genova un nuovo suicidio, questa volta nel penitenziario di Vibo Valentia. Un detenuto di 30 anni e di nazionalità bosniaca si è ucciso impiccandosi nella sua cella.

L’uomo, che solo poco tempo fa aveva tentato l’evasione dalla Casa di reclusione di Rossano, doveva scontare 13 anni. A nulla sono valsi i soccorsi immediati della Polizia penitenziaria e del personale medico del carcere.

Gennarino De Fazio, della direzione nazionale della Uil Pa, ha dichiarato con rammarico: “Ho ormai perso il conto del numero di suicidi che continuano spaventosamente a perpetrarsi nelle carceri e che fanno assumere al dato i connotati di un bollettino di guerra. Fra sovrappopolamento, ristrettezze economiche, spending review a senso unico e depauperamento degli organici, l’utenza e gli operatori sono coloro che ci rimettono, mentre al centro si continua a teorizzare e a sperperare. Solo di qualche giorno addietro infatti la notizia che la Calabria dopo il provveditore ‘part-time’ da condividere ora con questa ora con quell’altra regione da piu’ di due anni, dovra’ riscoprire anche i direttori a servizio ridottissimo”.

“Dunque mentre a Roma si teorizzano la vigilanza dinamica e i nuovi circuiti penitenziari, in Calabria la Polizia penitenziaria, sempre piu’ abbandonata a se stessa, ricorre all’ormai sperimentatissima arte dell’arrangiarsi – ha denunciato il sindacalista – chiedendosi di nuovo se e come si riuscirà a superare l’estate, ma, soprattutto, quante vite dovranno ancora spegnersi prima che si accenda un faro efficace sull’universo carcerario e, precipuamente, su quello calabrese”.

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Commenti (1) »

  • adil ha detto:

    sono station detenuto nel carceri di san giorgio proivincia di lucca,da2009 fino2011 e stata una carcerazione molto brutta per la comportamento di la direzioni.e la cella 7metri quadrati viviamo 4detenuti e soprattutto il magistrati di sorveglianza nn danno la possibilità per prenderi binifci.cmq la soluzione di questo sovraffollamento una amnistia generalizzata

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