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Anche in Israele suicidi per la crisi

Autore: . Data: martedì, 24 luglio 2012Commenti (0)

Si susseguono gravi episodi di autolesionismo anche nel ricco Paese mediorientale. Quattro persone hanno tentato di darsi fuoco in due settimane.

Ancora una persona ha deciso di darsi fuoco ieri, la seconda in una sola giornata. Adesso sono quattro i tentativi di suicidio in meno di 14 giorni.

L’ultima vittima della disperazione è un uomo di circa 40 anni, che si è cosparso di benzina nella cittadina meridionale di Netivot.

Solo poche era prima un altro uomo, di quasi 50 anni, aveva tentato di darsi fuoco mentre si trovava nell’edificio del municipio locale.

Per fortuna tutti e due sono stati salvati dalla polizia che è riuscita ad intervenire prima dell’accensione dei roghi.

I protagonisti della tragedia sfiorata hanno spiegato di avere gravi problemi finanziari. le due cittadine di trovano ad est di Beersheba, il principale centro nel deserto del Negev.

L’altro giorno un veterano dell’esercito con problemi di disabilità e costretto su una sedia a rotelle si era dato fuoco a una fermata dell’autobus a Yehud, nei pressi di Tel Aviv.

Dopo l’arrivo dei soccorsi ed il ricovero in ospedale i medici avevano riscontrato gravi ustioni sull’80 per cento del corpo dell’ex militare.

Il disabile avrebbe compiuto il suo gesto dopo che le autorità avevano rifiutato di aiutarlo economicamente.

Una decina di giorni fa, infine, si era svolto un altro gesto di disperazione. Moshe Silman si era dato fuoco durante una manifestazione di protesta a Tel Aviv contro il carovita.

Silman, che era stato sfrattato, appariva molto provato dopo non aver ottenuto un alloggio popolare. L’uomo è morto venerdì a causa delle ustioni riportate. I funerali, svoltisi domenica avevano visto la partecipazione di centinaia di cittadini israeliani solidali con l’ennesima vittima della crisi.

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