cronaca

I fatti senza distorsioni, opinioni o interpretazioni. Spesso la realtà è differente da come viene raccontata dai media.

esteri

Il mondo è un illustre sconosciuto e il Sud del pianeta è quasi del tutto ignorato. E molte cose sono diverse da come appaiono.

politica

In Italia ormai il Palazzo e la società civile sono pianeti separati. Si deve cercare di restituire ai cittadini trasparenza.

tu inviato

Gli articoli scritti dai cittadini e pubblicati dal nostro giornale. La libera informazione è libertà di espressione.

vivere

Diritti civili, convivenza pacifica, cultura, arte, spettacolo, salute, ambiente, sport, tecnologie, cucina: sono il cuore del millennio.

Home » cronaca, in evidenza, politica
Regola la dimensione del carattere: A A

Leader senza qualità per l’Europa in pezzi

Autore: . Data: mercoledì, 27 giugno 2012Commenti (0)

Mentre la crisi peggiora Italia, Spagna, Grecia, Inghilterra, Germania e Commissione sono guidati da capi di governo inadeguati. E il ‘Times’ attacca Monti.

L’autorevole quotidiano britannico ha pubblicato ieri un duro attacco al nostro premier. Bill Emmott ha invitato il nostro ‘capo dei tecnici’ a finirla con la melina e ad “abbandonare la cautela”, visto che “restare in carica in ua condizione di impotenza non aiuterà né l’euro né l’Italia”. Monti, secondo il ‘Times’, Deve “sfidare i partiti che vogliono farlo cadere”.

Naturalmente se Emmot riflettesse sullo stato del Regno Unito scoprirebbe che dalle parti del Tamigi le cose vanno maluccio, col Paese in recessione e David Cameron e Nick Clegg che tentano di tenere in piedi un governo di coalizione assolutamente instabile. Mentre una possibile totale crisi di consenso rischia di travolgere il claudicante ospite di Downing Street. Vista la situazione il primo ministro pensa ad una riforma radicale del welfare. Si potrebbe arrivare alla riduzione drastica dei sussidi per gli alloggi per i minori di 25 anni. Per Cameron i giovani rimasti senza tutela dovrebbero sostenersi da soli o tornare a vivore con i genitori. E’ facile immaginare quali reazioni ci sarebbero se la misura fosse varata.

Tornando a Monti, il ‘Times’ ha scritto: “Se questi (partiti) lo faranno cadere, come probabilmente accadrà, delle elezioni anticipate potrebbero dissipare la nebbia politica, spingendo dei potenziali esordienti ad opporsi al signor Grillo e a Berlusconi per determinare il futuro dell’Italia”. I “nuovi entranti” potrebbero essere “il giovane sindaco di Firenze Matteo Renzi, un ammiratore di Blair, o l’ex banchiere e membro del governo Monti, Corrado Passera”.

Per Monti l’alternativa sarebbe quella di “restare aggrappato” e di “arrivare barcollante ai tempi supplementari”, con la conseguenza ovvia di “perdere ai rigori”.

Per l’analista inglese, dimenticata la Grecia e messa da parte la Spagna “il futuro dell’euro verrà deciso dall’Italia, il paese che torna ad essere il punto cruciale dell’Europa e della interminabile crisi economica mondiale”.

Ma come si può dimenticare la Spagna, immersa nei guai fino al collo e guidata da un leader conservatore, Mariano Rajoy, che fino ad ora è apparso ancor più confuso del suo predecessore socialista Zapatero?

Due giorni fa il premier spagnolo, riunito con i rappresentanti degli imprenditori, ha annunciato alcune ipotesi sulle prossime misure che prenderà il suo governo. “Per un futuro nell’ euro” e per affrontare la crisi bancaria e del debito sovrano il suo esecutivo “correggerà quanto è da correggere e riformerà quanto è da riformare”.

Chiacchiere, in realtà, ma interpretate dai media iberici come una disponibilità di Madrid ad applicare le misure richieste da Bce, Ue e Fmi come contropartita all’aiuto concesso al settore bancario. Le tre ‘entità’ che insieme al Cancelliere tedesco Merkel hanno già raso al suolo con misure dissennate la Grecia, vorrebbero nuove privatizzazioni, la diminuzione del salario dei dipendenti pubblici e l’aumento dell’Iva su alcuni prodotti. Insomma, ancora la strategia palesemente fallimentare del rigorismo a scapito degli aiuti alla crescita.

Intanto il Financial Times ha reso noto che secondo informazioni in suo possesso al vertice di giovedì e venerdì prossimo sarà discussa una proposta in base alla quale i Paesi dell’area euro che infrangeranno le regole per il debito e il deficit potrebbero veder riscritte le loro manovre nazionali dall’Unione Europea. “La proposta rientra nell’ambito dell’ambizioso piano di trasformare l’area euro in un’unione fiscale, concedendo a Bruxelles più poteri per servire come ministero delle finanze per tutti i 17 paesi membri di Eurolandia”.

Sembra questa una possibilità del tutto inamissibile per Merkel, che non solo in intende cedere neppure una virgola della propria sovranità all’Europa, ma che anzi pretende di imporre all’Unione le proprie decisioni.

E se ormai è chiaro che la Germania sta portando non solo Bruxelles, ma forse l’intero sistema finanziario globale al collasso, la Grecia rimane sospesa nel nulla. E dopo le ultime elezioni è paradossalmente guidata dallo stesso partito, Nuova democrazia, al quale si addebita la responsabilità di aver truccato i bilanci e causato la tragedia attuale.

Infine a capo della Commissione c’è José Manuel Durão Barroso, un portoghese che non ha saputo fino ad oggi nè stoppare le gravi intemperanze tedesche nè indicare in modo chiaro ed inequivocabile come le scelte da fare sono impellenti e per nulla coincidono con l’arrogante posizione di Berlino.

Insomma, i principali Paesi europei sono governati da figure di così scarso profilo è davvero improbo pensare ad un esito positivo dell’empasse.

Stampa articolo (o crea PDF)
Fai una donazione a InviatoSpeciale
Condividi o invia per e-mail


Informativa

Commenti disabilitati.

InviatoSpeciale è un quotidiano on line di Informazione, Politica e Cultura, pubblicato dall'Associazione Onlus The GlobalvillageVoice,
registrato al Tribunale di Bari, numero 1273, del 24 aprile 2008