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Al via la manovra che non risolve nulla

Autore: . Data: mercoledì, 14 dicembre 2011Commenti (0)

Monti ed i suoi collaboratori varano l’operazione ‘Salva Italia’. Produrrà più danni che vantaggi ed annuncia l’arrivo di quella che un tempo si chiamava carestia e che colpiva solo i poveri.

Il nuovo governo in perfetto stile berlusconiano espropria il Parlamento e presenta il superdecrteto delle follie senza opzioni di miglioramento: ennesima fiducia, o prendere o lasciare.

E siccome si dovà prendere, perchè il ‘lasciare’ significa il fallimento immediato, il nostro Paese di troverà nella situazione di chi si è assicurato il default differito.

Le misure, tra l’altro, prevedono il ritorno dell’Ici, che adesso si chiama Imu. Ci sarà una detrazione di 50 euro nel caso il proprietario dell’appartamento abbia un figlio convivente di non più di 26 anni. Che il ragazzo sia precario, disoccupato o titolare di una gioielleria non importa. Perchè andare troppo per il sottile?

Come non si va di fioretto sulle pensioni. Per il 2012 saranno indicizzate totalmente se di circa 1.400 euro. Per il 2013 invece saranno difese dall’infrazione solo quelle di circa  935 euro.

Per essere ‘equi’ è stato previsto un contributo di solidarietà del 15 per cento per le pensioni oltre i 200 mila euro. Il prelievo è previsto per la parte eccedente i 200mila euro e varrà fino al 31 dicembre 2014. Insomma un cittadino ricco pagherà spiccioli o quasi, mentre chi a mala pena arriva alla fine del mese ci rimetterà quei 50 euro che fanno la differenza.

Poi ci sono le rendite catastali, il cui coefficiente si rivaluta a ’80′.

Quindi i regali alle banche. Gli estratti conto annuali dei conti correnti bancari, di quelli postali e dei libretti di risparmio costeranno di più. Alle gabelle già applicate si aggiungeranno i 34,20 euro di una nuova tassa. L’imposta verrà rimossa dai cc inferiori ai 5000 euro, un meccanismo pensato per proteggere da prelievi i conti che verranno aperti per gestire le transazioni in formato elettronico. Negli altri casi l’imposta è di 100 euro.

Quindi c’è l’improbabile abolizione province. Un emendamento pervede che gli organi in carica delle province decadranno il 31 marzo 2013, mentre slitta dal 30 aprile al 31 dicembre 2012 il termine entro il quale le funzioni delle province dovranno essere trasferite ai Comuni o alle Regioni.

Peccato che l’articolo 114 della Costituzione reciti: “La Repubblica è costituita dai Comuni, dalle Province, dalle Città metropolitane, dalle Regioni e dallo Stato”. Come si possa liquidare un organo rappresentativo con un decreto di legge è un mistero assoluto.

Per gli stipendi della pubblica amministrazione ci sarà un tetto massimo: il trattamento economico del primo presidente della Corte di Cassazione.

Inoltre, siccome c’è la crisi, come è ampiamente noto, e siccome commercianti ed artigiani sono tra quelli che se la vedono peggio per loro aumenteranno i contributi pensionistici: fino ad arrivare nel 2018 al 24 per cento. L’aumento è dell’1,3 per cento dal 2012 e dopo di 0,45 punti ogni anno fino appunto a raggiungere il 24 a regime. Il testo iniziale prevedeva un’aliquota del 22.

Sul piano delle corporazioni c’è il nulla di fatto. Rimangono tranquilli i soliti costosissimi taxi: “Il trasporto di persone mediante autoservizi pubblici non di linea” viene escluso “dall’ambito di applicazione” dalle misure di liberalizzazione delle attività economiche previste dall’articolo 34 della manovra. Lo prevede un altro emendamento del governo.

Monti e colleghi, sebbene in molti abbiano obiettato che si tratta di una cosa impossibile da farsi, insistono col prelievo del 2 per cento sui soldi rientrati dall’estero. Finirà tutto nel nulla.

Interessante la ‘guerra delle farmacie’. L’esecutivo vuole permettere la vendita dei farmaci di fascia C nelle cosiddette parafarmacie. Federfarma è pronta alla serrata.

Prevista per i ricchi una imposte sugli immobili e le attività finanziarie detenute all’estero da cittadini italiani. Aria in gran parte fritta, perchè chi si diletta in queste cose sa come fare e quindi difficilmente sarà rintracciato. Mentre ‘l’onesto’ si affretterà a vendere la casa ad una società appositamente costituita ed a scegliere la strada dell’evasione.

E per i Parlamentari? Si è scelta la singolare logica della media europea, nessuno sa perchè, visto che ogni Paese ha le sue logiche ed i suoi costi.

E siccome questa ‘media’ sembra complicata da definire se ne dovranno occupare Camera e Senato. Avvieranno uno ‘studio’ a gennaio, probabilmente sarà costituita una commissione, dovranno a lungo dibattere. Sarà interessante vedere come andrà a finire.

Di certo, comunque sia, sorridono i consigieri di circoscrizione. Per loro e per quelli delle Comunità montane rimangono i ‘gettoni’ di presenza.

La titanica opera per salvare l’Italia non prevede neppure una parola sullo sviluppo e sulla rifondazione del sistema produttivo nazionale. Sarà per la prossima volta.

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