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Le incognite del nuovo governo: Corrado Passera e l’ammiraglio Di Paola

Autore: . Data: venerdì, 18 novembre 2011Commenti (6)

Il nuovo ministro allo Sviluppo e alle Infrastrutture era stato l’inventore della ‘cordata degli eroi di Berlusconi ‘ che aveva rilevato Alitalia lasciando allo Stato alcuni miliardi di debiti ed almeno 9000 persone in cassa integrazione.

Alcuni giornalisti hanno chiesto all’ex Ad di Intesa Sanpaolo se nella sua nuova veste ‘politica’ sarà in grado di tenere a bada potenziali conflitti di interesse. Lui ha risposto: “Sono solo ministro di questi due ministeri e non ho niente a che fare con altro.Vedrete i fatti”.

In realtà poco importano i ‘fatti futuri’, perchè il passato dovrebbe pesare nella scelta degli amministatori pubblici.

La vicenda Alitalia è molto complessa da spiegare, ma volendola riassumere si può dire senza tema di smentita che un forte indebitamento di AirOne nei confronti di Sanpaolo si è risolto grazie ad una acquisizione di Alitalia a prezzi di saldo da parte di un guppo di impreditori che facevano riferimento al Cavaliere e che avevano in Passera il principale ispiratore.

Cai, che poi insieme ad Alitalia ha incorporato anche AirOne, ha lasciato inevasi alcuni dei punti sui quali fu firmato l’accordo con le organizzazioni dei lavoratori. Alla fine lo Stato si è trovato non meno di 4 miliardi da ripianare, mentre diverse migliaia di lavoratori messi in cassa integrazione non hanno più trovato lavoro e rischiano di rimanere senza pensione e senza alcuna tutela.

Un ministro ‘del risanamento’ che si è trovato coinvolto in una vicenda del genere non può certo pensare di non suscitare polemiche.

Anche perchè Passera, o meglio la sua ex banca, è anche parte della sfida dei treni privati alle Ferrovie dello Stato e sostiene la Ntv di Luca Cordero di Montezemolo e Diego della Valle e come sosteneva Andreotti “a pensar male si fa peccato, ma spesso ci si indovina”.

Ma Passera per qualche motivo gode della stima incondizionata del Pd. Se Veltroni fu uno degli artefici (almeno a suo dire) della soluzione Cai per Alitalia, adesso il neo ministro ha ricevuto i complimenti del responsabile ambiente del Pd, Ermete Realacci, che pensa sia “un bel segnale che il ministro delle Infrastrutture ribadisca le priorità del suo impegno in due assi: quello dello sviluppo sostenibile e quello della creazione dei posti di lavoro. La green economy, a maggior ragione nel grave periodo che stiamo vivendo, è una delle strade principali per rilanciare, su basi nuo-ve e più solide, l’economia italiana”.

Naturalmente Realacci ha dimenticato che anche Alitalia avrebbe dovuto ‘salvare posti di lavoro’, però…

Il ‘fenomeno Passera’ però non è il solo dubbio che il nuovo governo suggerisce. Sarebbe utile sapere dagli esponenti del centro sinistra, un tempo sensibili all’argomento, in quale Paese democratico il ministero della difesa è stato mai affidato ad un generale in servizio. Non di certo per mancanza di fiducia nell’ammiraglio Giampaolo Di Paola, ma per una antica tradizione democratica la separazione tra politica e forze armate è sempre molto rigida.

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Commenti (6) »

  • Ulderico ha detto:

    Quale sarebbe il problema di affidare a un ammiraglio in servizio il compito di ministro della Difesa? Non stiamo mica parlando del generale Di Lorenzo degli anni ’60 o del principe Valerio Borghese.
    Sulla compatibilità tar democrazia e amm. Di Paola non c’è il minimo dubbio. In pùiù c’è una dedizione all’Italia ed una capacità di capirci sulle questioni della Difesa che raramente abbiamo visto in tutta la vita repubblicana. Abbiamo avuto Previti, Martino, La Russa che a parte tutto hanno considerato l’incarico secondario e non ci si sono appassionati molto.

  • Raffaele ha detto:

    L’Ammiraglio di Paola ha lasciato il servizio attivo nel 2007 quando ha cessato dall’incarico di capo di stato maggiore della difesa ed è stato nominato (dai colleghi delle nazioni NATO) presidente del comitato militare dell’Alleanza, organo notoriamente non operativo bensì tipicamente consultivo. Quindi non si può affermare che sia ancora in servizio. Ciò detto, come tecnico è la scelta migliore che il senatore Monti potesse fare (di parecchie spanne al di sopra degli altri candidati, il gen Mosca Moschini ed il gen Camporini). L’ammiraglio Di Paola lo conosco molto bene, sono stato alle sue dipendenze, e conosco molto bene anche gli altri due. Il nuovo ministro della difesa si è sempre distinto per l’intelligenza, la competenza professionale, la leadership, il senso etico-morale dell’esistenza e della professione, non ultimo, la cultura, che va oltre il campo meramente scientifico spaziando nella storia dell’arte e nella letteratura. Padroneggia l’inglese quasi fosse la sua seconda lingua, oltre al francese, allo spagnolo ed al tedesco. E’ conosciutissimo, apprezzatissimo ed ascoltatissimo all’estero, non solo negli ambienti militari ma anche in quelli politico-diplomatici e culturali (nel campo delle Relazioni Internazionali).

  • Antonio ha detto:

    Sposo in pieno quanto scritto da Raffaele. Il Prof. Monti non avrebbe potuto fare scelta migliore.Spero lascino all’Ammiraglio il tempo (…e lo spazio..)per poter operare nel bene dell’Italia e delle FF.AA.In quanto ai suoi predecessori….stendiamo un velo pietoso!

  • latorraca claudio classe 44 ha detto:

    Ricordo con grande piacere ed ora anche con molta fierezza,di essere stato in Accademia a Livorno insieme al nostro nuovo Ministro della Difesa.Ero nel Corpo degli AUC di Complemento e tutti i giorni alle 12.50,l’allora Capocorso degli Aspiranti Guardiamarina dei Corsi Normali Giampaolo DiPaola,al centro dell’immenso cortile dell’Accademia,dava lettura dei castighi e delle riconpense.Ritengo che egli non possa ricordare, ma il mio cognome, Latorraca, fù da lui pronunciato innumerevoli volte a proposito dei castighi,nel corso dei quasi nove mesi trascorsi là.Infatti a causa della mia assoluta impreparazione a seguire materie tipiche dell’Istituto Nautico,in quanto diplomato Ragioniere,sommavo insufficienze a seguire che si trasformavano in altrettanti turni di consegna che il bravo e buon DiPaola quotidianamente mi affibbiava, suo malgrado. Serbo di lui un ricordo nitido, chiaro. Già da allora dimostrava grandi doti da condottiero ma anche da uomo attento e sensibile alle umane vicissitudini.Il seguito di tutta la sua carriera militare,fino alle attuali vicende che la coronano degnamente,lo stanno a dimostrare.In bocca al lupo Ammiraglio, ci aspettiamo da lei il compimento dell’impresa più ardua e più esaltante che la vita Le ha riservato. Suo ex collega d’Accademia Claudio Latorraca

  • Michele ha detto:

    Se la nostra storia di 150 anni, e democratica solo dal dopoguerra, le fa dire che la “separazione tra politica e forze armate e’ sempre molto rigida”, mi spieghi allora come giudica la storia americana che della democrazia sono il simbolo nel mondo, di storia ne hanno oltre 200 anni, e hanno illustri militari diventati Presidenti (Dwight D. Eisenhower) o Segretari della Difesa (George Marshall). Comunque non si preoccupi l’Ammiraglio Di Paola dovra smettere i gradi per diventare Ministro… forse questo la tranquilizzera’

  • tino ha detto:

    nell’ultimo commento viene scritto:

    “… non si preoccupi l’Ammiraglio Di Paola dovra smettere i gradi per diventare Ministro… forse questo la tranquilizzera’ ”

    C’è da temere che, diventando ministro, Di Paola non abbia smesso, con i gradi, anche le opinioni espresse in:

    http://www.repubblica.it/esteri/2010/02/07/news/di_paola_iran-2222233/

    … e questo non tranquillizza molto

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