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Berlusconi si è incollato alla sedia

Autore: . Data: martedì, 8 novembre 2011Commenti (0)

Il Cavaliere non vede il Paese andare in rovina, si abbarbica alla poltrona e minaccia: “Voglio vedere in faccia chi prova a tradirmi”. Ed l’Italia in coma sta a guardare.

S non fossimo in una situazione drammatica ci sarebbe da ridere. Un miliardario ultrasettantenne, diventato famoso nel mondo per il Bunga Bunga, accertato frequentatore di puttane ed al centro di vicende giudiziarie mai risolte grazie a raffiche di leggi-aiutino emanate dai suoi stessi governi, si rifiuta di prendere atto che la stagione di gloria (in gran parte immeritata) è finita.  Forse preoccupato per i propri affari da giorni sta imperterrito inchiodato ad un tronetto divorato dai tarli.

E così il limite massimo immaginabile delle carnevalate viene quotidinamente superato, come accade all’ormai noto spread, che ormai volteggia a mo’ d’avvoltoio sul corpo esanime dell’ex Belpaese.

Ieri Giuliano Ferrara, giornalista di fiducia del centro destra, ha annunciato le dimissioni di ‘Papi Silvio’ verso mezzogiorno ed aggiunto che “qualunque soluzione mascherata di emergenza che non siano le elezioni subito è inutile”.

L’armata Brancaleone che sostiene il governo domenica sera da Fazio aveva già aticipato un altro de profundis per l’esecutivo attraverso le parole del celtico-padano Maroni: “La maggioranza non c’è più ed è inutile accanirsi”.

Ma alla corsa degli scoop-bufala si era iscritto anche Franco Bechis, vice direttore di ‘Libero’. Il giornalista è riuscito a soffiare di una incollatura il primo posto a Ferrara, sostenendo nientedimeno che su Twitter, la tesi secondo la quale il vertice Pdl di domenica sera si era concluso “con l’intesa che entro domani” Berlusconi “annuncerà” le dimissioni e proporrà un “governo Letta”.

Poi c’era stato l’evento biblico della camminata sulle acque di Gabriella Carlucci, che in un sol attimo e senza neppure le pinne, si era trovata domenica pomeriggio a superare non il lago di Tiberiade, ma forse il più modesto fiume Ofanto (è sindaco chissà perchè di Margherita di Savoia in Puglia), per raggiungere la sponda sicura e casiniana dell’Udc.

I reporter parlamentari in questo bailamme di puttanate (non esiste altra parola appropriata) si solo lanciati in un sol guizzo alla diffusine urbi et orbi della improbabile news delle dimissioni. In pochi minuti non pochi boccaloni hanno creduto davvero che il premier fosse in procinto di andersene a casa (non si sa quale, ne ha troppe).

Invece, come era facile prevedere, Berlusconi non aveva alcuna idea di lasciare Palazzo Chigi. E siccome il destino del Paese è ormai affidato ai social network il premier si era affidato a Facebook pubblicando una smentita sulla sua pagina: “Le voci di mie dimissioni sono destituite di fondamento e non capisco come siano circolate”.

In veste di autore di triller, il fedelissimo Enrico La Loggia ha voluto precisare: “La maggioranza c’è e credo che domani (oggi, ndr) ci sarà anche la sorpresa di un rafforzamento ulteriore dei numeri. Cosa accadrà non voglio assolutamente anticiparlo, ma credo che domani potremo avere una maggioranza con numeri convincenti. In ogni caso è soltanto una ipocrisia sostenere altri tipi di governo, l’unica vera alternativa sono le elezioni, ma mi auguro che ciò non accada”.

Intanto, stando alle cronache, ‘Papi Silvio’ aveva abbandonato Roma per volare ad Arcore. Doveva consultarsi con il segretario del Pdl Alfano? Per niente. L’impegno era quello di incontrare il presidente di Mediaset, Confalonieri, la figlia Marina, presidente di Mondadori, il figlio Pier Silvio, vicepresidente esecutivo del Biscione. Come mai? Certo non per motivi legati al conflitto di interessi, poichè di questo non parla più nessuno, tantomeno l’opposizione.

E oggi? Nessuno sa cosa accadrà, perchè quando la follia si impadronisce del palcoscenico tutto è possibile.

Il Cavaliere avrebbe detto : “Domani si vota il rendiconto alla Camera, quindi porrò la fiducia sulla lettera presentata a Ue e Bce”.

Se dovesse esserci una votazione alla Camera il balletto dei saltafosso condizionerà l’esito fino all’ultimo secondo. I bookmaker sono in fibrillazione e poi chi vivrà vedrà.

Intanto una cosina che fa pensare l’ha detta Pannella: “I nostri parlamentari sono liberi di decidere, non sono io che devo dar loro indicazioni. Ma da quello che mi è sembrato di capire, si va verso l’astensione ed è bene che sia così. La ritengo la posizione più logica”. Saranno loro i salvatori del Cavaliere come ‘non’ ha detto La Loggia.

In un Paese serio i cittadini consapevoli del quadro apocalittico e l’opposizione sarebbero in piazza per evitare il fallimento (reale) dello Stato, per chiedere serietà e per proporre una alternativa. In un Paese serio…

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