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L’Europa nelle mani di dilettanti allo sbaraglio

Autore: . Data: mercoledì, 26 ottobre 2011Commenti (0)

In queste ore Berlino e Parigi hanno messo Berlusconi con le spalle al muro. ‘Papi Silvio’ deve avviare subito misure per modificare il sistema pensionistico ed il mercato del lavoro. Altrimenti saranno prese non meglio precisate ‘conseguenze’.

Se Angela Merkel e Nicholas Sarkozy, i promotori dell’ultimatum, sono due personaggi ormai squalificati nei loro rispettivi Paesi, il destinatario della ‘minaccia’ è una macchietta internazionale, un premier noto anche agli indigeni del Mato Grosso per il Bunga Bunga e non certo per le sue capacità di statista.

Insomma, tre leader in declino, in compagnia di altri personaggi in cerca d’autore, dovrebbero contrastare una crisi finanziaria che sta spazzando via le radici del capitalismo moderno.

Gente che a diverso titolo rappresenta il centro destra europeo, politici abbarbicati a fallimentari interessi di bottega nazionale e del tutto incapaci di investire sulle ipotesi ben più prospettiche di una Europa dei popoli e dei diritti (non delle banche).

La minaccia finale dei nani Sarkozy e Merkel al nano Berlusconi hanno svelato definitivamente come l’Europa, in quanto autonoma entità politica, non esiste.

Al dictat franco-tedesco si è subito accodato il presidente della Commissione, José Manuel Durão Barroso, un personaggio senza qualità. Portoghese, è passato nei decenni dalla sinistra marxista-leinista al Partito popolare europeo senza soluzione di continuità, irresistibilmente attratto dal fascino delle poltone e per nulla sfiorato dal fascino delle idee.

Insomma, la trimurti di Parigi, Berlino,Bruxelles con l’ausilio del nulla di Palazzo Grazioli si giocano a suon di risatine, ammiccamenti e commenti sdegnati il destino non solo dell’Italia, ma dell’intero continente.

Dopo il flop di Obama negli Usa, il flagello finanziario inventato molti anni fa dai guru del liberismo reganiano è arrivato in Europa e grazie a banchieri, speculatori e politici dilettanti sta facendo vittime su vittime.

Irlanda, Spagna, Portogallo, Grecia, Italia sono alle prese con guai molto seri. Atene, in condizioni pessime, è stata costretta ad applicare un piano di ‘risanamento’ che ha messo in ginocchio decine di migliaia di cittadini di quel Paese, raso al suolo l’economia reale, prodotto una inquietudine sociale prossima ad una insurrezione. Senza un solo risultato positivo tangibile.

In Spagna Zapatero ha varato un piano lacrime e sangue, indetto elezioni anticipate e aperto una fase dagli esiti del tutto imprevedibili, perchè il fenomeno degli indignados indica come i cittadini siano stanchi del monetarismo fine a se stesso e della politica senza ideali.

Le banche francesi e tedesche sono zeppe di spazzatura finanziaria e rischiano di essere travolte dalla prossima speculazione su larga scala messa in piedi da qualche furbacchione di Hong Kong per conto di Pechino o da alcuni allievi scanzonati di Soros, ma Merkel e Sarkozy intimano al nostro inesistente governo di prendere misure devastanti in tre giorni senza accorgersi di essere anche loro sull’orlo del burrone.

Uno scenario incommentabile e drammatico. Perchè se l’Italia è oltre ogni ragionevole dubbio in stato di coma profondo a causa di un governo di incapaci, in giro per l’Europa ci sono alcuni ubriachi che elaborano cure al cianuro del tutto demenziali. E solo per difendere un modello economico e finanziario ormai defunto.

William Shakespeare scrisse: “C’è del marcio nel regno di Danimarca”. Amleto non avrebbe mai immaginato quel che sarebbe successo un giorno a Parigi, Berlino, Londra e Roma.

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