cronaca

I fatti senza distorsioni, opinioni o interpretazioni. Spesso la realtà è differente da come viene raccontata dai media.

esteri

Il mondo è un illustre sconosciuto e il Sud del pianeta è quasi del tutto ignorato. E molte cose sono diverse da come appaiono.

politica

In Italia ormai il Palazzo e la società civile sono pianeti separati. Si deve cercare di restituire ai cittadini trasparenza.

tu inviato

Gli articoli scritti dai cittadini e pubblicati dal nostro giornale. La libera informazione è libertà di espressione.

vivere

Diritti civili, convivenza pacifica, cultura, arte, spettacolo, salute, ambiente, sport, tecnologie, cucina: sono il cuore del millennio.

Home » cronaca, politica
Regola la dimensione del carattere: A A

Stop ai segreti sui Cie: ieri una giornata per i migranti reclusi

Autore: . Data: martedì, 26 luglio 2011Commenti (0)

Si sono svolte ieri, davanti a vari Cie (Centri di Identificazione dei cosiddetti “clandestini”) e Cara (Centri di Accoglienza per Richiedenti Asilo), altrettante manifestazioni in nome del diritto all’informazione su quanto accade in luoghi quasi sempre proibiti alle telecamere.

L’iniziativa è stata intitolata “LasciateCIEntrare’ e vi hanno aderito parlamentari di Pd, Idv, Radicali, Udc e Fli, oltre a giornalisti, sindacalisti, associazioni e attivisti della società civile che hanno reclamato il diritto ad accendere i riflettori su queste strutture e sulle persone che vi sono trattenute.

I primi a rivendicare trasparenza sono stati la Fnsi (il sindacato nazionale dei giornalisti) e l’Ordine professionale della categoria, ma tra le adesioni si segnalano la Cgil e numerose associazioni e giornali. I presidi si sono svolti in pressochè tutte le strutture di identificazione dei migranti, ovvero i Cie di Roma, Bologna, Modena, Gradisca, Torino, Milano, Bari, Cagliari, Santa Maria Capua Vetere, Trapani, Catania, Lampedusa e Porto Empedocle.

La protesta ha un risvolto politico attraverso la precisa richiesta del ritiro della circolare n.1305 del 1 aprile 2011 con cui il ministero dell’Interno ha reso di fatto inaccessibili questi luoghi fino a data da destinarsi. A giustificazione del black out informativo sarebbe l’emergenza-sbarchi in seguito ai sommovimenti politico-sociali nei paesi nordafricani, che giustificherebbe la scelta di far accedere alle strutture soltanto organizzazioni umanitarie scelte arbitrariamente.

Secondo quella circolare, hanno spiegato i promotori in una nota, “siamo considerati d’intralcio all’operato degli enti gestori e per questo tenuti fuori. Questo si traduce in una sospensione del diritto-dovere di informazione che si aggiunge alle tante violazioni già riscontrate. Tutto quello che si apprende – si legge ancora – non è certo dimostrazione di trattamento rispettoso dei diritti umani. Il prolungamento votato nei giorni scorsi dal parlamento, poi, consente di trattenere le persone non identificate nei Cie fino a 18 mesi e aumenta il disagio e la sofferenza in cui si ritrovano persone che non hanno commesso alcun reato”.

Stampa articolo (o crea PDF)
Fai una donazione a InviatoSpeciale
Condividi o invia per e-mail


Informativa

Commenti disabilitati.

InviatoSpeciale è un quotidiano on line di Informazione, Politica e Cultura, pubblicato dall'Associazione Onlus The GlobalvillageVoice,
registrato al Tribunale di Bari, numero 1273, del 24 aprile 2008