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Srebrenica, il giorno del ricordo della strage

Autore: . Data: martedì, 12 luglio 2011Commenti (0)

Ieri a Potocari, nei pressi del luogo della strage, sono stati seppelliti i resti di 613 perone, accanto ai 4524 già presenti nel cimitero commemoriale. A sedici anni dal massacro, la Bosnia-Erzegovina ha celebrato la commemorazione degli 8mila musulmani sequestrati e poi uccisi dalle ‘tigri di Arkan’, il soprannome dato alle milizie serbe capeggiate dall’ex generale Ratko Mladic e da Radovan Karadžić, l’ex presidente della Repubblica Serba.

Le ultime vittime sono state trovate in ben 70 fosse comuni differenti, soprattutto nella località di Valle Drina, ma non solo. Tra gli 8mila sequestrati anche “69 adolescenti, 15 di essi non avevano più di 15 anni”, ha testimoniato Amor Masovic, dipendente dell’Istituto Persone Scomparse bosniaco, che ha diffuso anche alcune testimonianze.

Emir Suljagic, aveva 17 anni all’epoca e dopo essere sopravvissuto al massacro serbo, decise di raccontare le atrocità viste nel suo libro “Cartoline dalla fossa”: “Ero sopravvissuto perché quel giorno Mladic si sentiva Dio: aveva il potere assoluto di decidere sulla vita e sulla morte. In seguito, per mesi lo sognai ogni notte: rivivevo da capo quell’incontro, cercando di dimenticare i dettagli che mi perseguitavano. Mi svegliavo davanti ai suoi occhi iniettati di sangue, mi veniva da vomitare per il fetore che gli alitava dalla bocca, nelle mie narici era rimasta la puzza dell’alcol che aleggiava attorno a lui. Temevo che sarei impazzito cercando di spiegarmi perché mi avesse risparmiato visto che ero altrettanto insignificante ai suoi occhi quanto tutti i miei amici che aveva ordinato di fucilare. Non riuscivo a trovare una risposta”.

Anche le ossa dei fratelli Muhića, Nesiba (11 anni) e Hasib (15 anni), troveranno pace accanto alla tomba del padre. Sono stati uccisi mentre con i genitori cercarono di scappare da Srebrenica, per cercare protezione dalle forze armate olandesi presenti nella cittadina bosniaca di Potocari.

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