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Sciopero della fame del antidiscarica a Fiumicino

Autore: . Data: lunedì, 4 luglio 2011Commenti (0)

La catastrofe napoletana presto potrebbe esplodere nel Lazio. La situazione di Malagrotta sta diventando esplosiva e se non si troveranno soluzioni presto potrebbe non esserci dove sversare l’immondizia.

Don Luigi Bergamin, parroco ai Terzi, frazione di Cerveteri a tre chilometri da Pizzo del Prete, località del Comune di Fiumicino indicata dalla Regione Lazio come possibile sito dove costruire una ’discarica modello’ ha detto: “Inizierò lo sciopero della fame e della sete e non sarò nemmeno solo. Andremo anche sotto alla sede della Polverini per iniziare una battaglia, ancora più forte di questa”.

Il sacerdote ha preso parte al corteo antidiscarica che ha bloccato l’Aurelia sabato, frenando il traffico diretto al mare. “A due passi da qui – ha spiegato don Luigi – si trova l’ospedale pediatrico Bambino Gesù, che ospita tanti piccoli malati. Sento dire ai politici che vogliono mettere qui inceneritori e discariche. Ma che, vogliono uccidere questi bambini? I nostri politici si devono mettere in testa che non possono coltivare i loro interessi alle spalle dei cittadini, ma devono fare quello che vuole il popolo”.

La questione della nuova discarica è spinosa. Il sindaco di Fiumicino, Mario Canapini, ha chiarito: “Sull’impianto dei rifiuti non c’è nessun accordo con Polverini”. “Cosi’ come non c’era nessun accordo tra me e l’ex presidente della Regione Marrazzo – ha aggiunto – quando nel 2008 la Giunta Comunale con delibera n. 111 del 23 giugno, votata all’unanimità, manifestava la disponibilità ad attivare, mediante le unità operative competenti dell’Amministrazione Comunale di concerto con le altre Amministrazioni coinvolte, quindi Regione e Provincia, i procedimenti necessari alla verifica di fattibilità dell’intervento in relazione alle caratteristiche territoriali, alle esigenze logistiche e alla pianificazione urbanistica e territoriale vigente, fermo restando che competera’ al Consiglio Comunale l’adozione degli atti di pianificazione e/o programmazione connessi previa verifica di sussistenza delle necessarie garanzie sotto il profilo generale della salute pubblica, della tutela ambientale e dell’igiene”.

”Se la Regione come annunciato dovesse proporci un impianto di trattamento dei rifiuti sul nostro territorio applicheremo il dispositivo della delibera richiamata e solo alla conclusione delle procedure in essa indicate il Consiglio Comunale si pronuncerà definitivamente. Vorrei pertanto rassicurare gli animi di molti cittadini e di qualche esponente politico locale e non, di maggioranza e di opposizione, rispetto alla loro preoccupazione di veder realizzato un impianto industriale con conseguenze dannose per la salute e per l’ambiente”, ha aggiunto il sindaco.

E con Malagrotta ormai satura per Roma potrebbero cominciare guai seri.

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