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In Italia ormai il Palazzo e la società civile sono pianeti separati. Si deve cercare di restituire ai cittadini trasparenza.

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Nulla da fare: so’ de coccio

Autore: . Data: giovedì, 28 luglio 2011Commenti (0)

Nuovo tonfo della borsa, la benzina costa come il vino e andare in tram diventa un lusso. La corruzione dilaga, l’economia è ferma, ma l’oligarchia partitica non vede e chiacchiera a volontà.

Penati, iscritto al Pd da tempo manifestava atteggiamenti di intolleranza nei confronti dei migranti. Ma la politica ‘moderna’ non ha ideali e così invece di essere cacciato per razzismo adesso potrebbe essere stato beccato con le mani nella marmellata.

E siccome il Penati è in buona compagnia, perchè di ‘democratici’ indagati o arrestati ce ne sono diversi, Bersani, dopo l’avvilente lettera di ieri al Corriere nella quale si esercitava nell’arrampicata sugli specchi (leggi qui) ha avvertito gli italiani che le “macchine del fango iniziano a girare”.

Il segretario invece di prendere atto che la questione morale ha raggiunto il Pd ha dichiarato: “Se sperano di intimorirci si sbagliano di grosso. Le critiche le accettiamo, le aggressioni no, le calunnie no, il fango no. Da oggi iniziano a partire le querele e le richieste di danni. Sto facendo studiare la possibilità di fare una class action” da parte di tutti gli iscritti al Pd.

A questo  proposito sarebbe interessante capire quanti militanti del suo partito invece di chiamare in giudizio i giornali del centro destra sarebbero più interessati a chiedere i danni al gruppo dirigente responsabile dei disastri degli ultimi anni,

Ed il leader dei democratici ha anche spiegato che i suoi “si stanno muovendo su quattro principi: il rispetto assoluto della magistratura, il principio per cui, onorevoli o meno, tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge, quello per cui chi è investito di una funzione pubblica, quando è indagato, fa un passo indietro per non imbarazzare il partito, al netto della presunzione di innocenza. E infine chiediamo che si faccia una legge sulla trasparenza dei partiti”.

Una legge sulla trasparenza, perchè come è noto l’occasione fa l’uomo ladro. Roba da matti.

Intanto l’azienda di famiglia di Berlusconi paga centinaia di milioni di euro a De Benedetti perchè il tribunale ha riconosciuto che i giudici nel caso Mondadori furono corrotti. Mica bruscolini. Si arresta il deputato Papa, si cerca di arrestare il senatore Tedesco (salvato da una fatina bianca) ed altri ‘rappresentanti del popolo’  sono il lista d’attesa non per prendere l’aereo, ma per la galera.

Chiunque sia dotato di quoziente intellettivo minimo, in pratica chi è capace di comprendere che il Tg1 di Minzolini non è ostile nei confronti del governo, sa in che condizioni versa il Paese.

La manovra non ha affrontando i nodi strutturali che ci stanno portando neppure troppo lentamente verso il collasso. L’Italia è ferma da anni ed anni ed il sistema produttivo non riesce a rinnovarsi.

I nuovi leader della Seconda Repubblica fanno impallidire quelli della Prima. Craxi il latitante avrebbe mai immaginato Cicchitto il piduista tra i consiglieri di un premier? E Forlani l’obliquo si sarebbe mai fidato di Quagliariello? E che dire di Capezzone, Brunetta, Verdini, Carfagna, Gelmini e chi più ne ha ne metta.

I Padri della Repubblica, Nenni, La Malfa, Einaudi, Terracini, Saragat, Parri, De Gasperi, Togliatti, come si sarebbero comportati nel corso di una riunione con Latorre, Bocchino, Letta, Serracchiani, Bondi, La Russa o Gasparri?

Scenari da apocalisse. Di ora in ora, però, il Paese è invaso da metastasi ed è sempre più in pericolo di vita.

E ci vorranno anni per far ripartire le imprese, ammodernare i servizi, risanare il territorio devastato dai danni indotti dalle speculazioni. Per non parlare del tempo che porterà via la rifondazione del sistema scolastico e di istruzione universitaria, la riscrittura dei codici, la disinfestazione delle amministrazioni pubbliche da imbecilli e ladri.

Un compito immane, assolutamente superiore a quello che dovettero sopportare gli italiani alla fine della Seconda guerra mondiale. Perchè allora l’Italia andava rifatta, ma c’erano cittadini e leader in grado di decidere cosa fare. Oggi si rischia di affidare a Calderoli l’agenzia spaziale nazionale ed a Lupi la gestione delle sistema energetico.

Alcuni sostengono che le semplificazioni siano segnali di qualunquismo e che l’analisi della realtà debba portare inevitabilmente alla scoperta dei fenomeni complessi.

Ma in Bossi e nel figlio Trota, nel Bunga Bunga e nel 30 per cento di giovani disoccupati cosa c’è di difficile da capire? Nulla, assolutamente nulla.

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