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Napoli: caos spazzatura

Autore: . Data: mercoledì, 20 luglio 2011Commenti (0)

In città continuano i roghi e le proteste. Il sindaco De Magistris, intanto, si è accorto di essere rimasto solo. Le lobby locali e nazionali non sopportano i senza casacca.

Nella notte tra lunedì e ieri ci sono stati 22 interventi dei Vigili del fuoco per spegnere i roghi di spazzatura data alle fiamme da teppisti. Sette gli interventi concentrati in particolare nel centro storico del capoluogo, dove si sono verificati anche blocchi stradali.

A Corso Garibaldi cumuli di rifiuti sparsi sulle carreggiate hanno impedito il passaggio di tram all’altezza della stazione della Circumvesuviana. Bloccata Piazza Pignasecca, nella zona di Montesanto, dove alcuni irresponsabili hanno spostato immondizia sulla strada all’altezza dell’ospedale dei Pellegrini, causando gravi problemi alla viabilità in un’area molto trafficata per la presenza delle stazioni di metropolitana, Cumana e Circumflegrea.

Ad aggravare le cose una protesta dei lavoratori ‘Lavajet’, una ditta appaltante di Asia, che scioperano per non aver riscosso la quattordicesima. L’atteggiamento di questi operai è ovviamente censurabile e descrive bene il clima di confusione che attraversa la metropoli campana.  De Magistris, stigmatizzando comportamenti di tal genere che ha ricordato che il Comune “onora i contratti pagando i lavoratori che devono fare il proprio dovere”. Anche Il presidente di Asia, Raphael Rossi, ha condannato l’agitazione: “Ogni volta che la città affonda i dipendenti di Lavajet non aiutano”. “Andiamo a verificare se ci sono abusi nelle vertenze di lavoro – ha continuato il primo cittadino – Oggi (ieri per chi legge, ndr) c’è un incontro tra il vicesindaco Tommaso Sodano per verificare quello che accade con i lavoratori della Lavajet. C’è un’ordinanza del sindaco che va rispettata e oggi pomeriggio prenderemo decisioni. O tutti scendono per strada a lavorare, anche in condizioni difficili perche’ non sappiamo dove andare a sversare, o prenderemo decisioni drastiche”.

Insomma, non sembra l’emergenza rifiuti a Napoli accenni a finire. Il Comune, dopo la sentenza favorevole del Consiglio di Stato che ha annullato la sentenza del Tar del Lazio che impediva i trasferimenti extraregionali dei rifiuti deve trovare soluzioni definitive perché il caldo rende le cose sempre più difficili. E ieri la Camera ha respinto con sei voti di scarto la proposta del Pdl di rinviare in commissione il decreto legge sull’emergenza rifiuti in Campania, rendendo sempre più precaria la situazione, visto che il testo scade il 30 agosto e deve ancora essere esaminato dal Senato.

Nel marasma De Magistris ha detto: “Nessuno ci viene incontro, nessuno apprezza il lavoro enorme che sta facendo l’amministrazione comunale, avremmo voluto maggiore solidarietà dalle istituzioni e da chi avrebbe “dovuto rimboccarsi le maniche come stiamo facendo noi”. Il sindaco è “arrabbiato” per la situazione, ma anche “soddisfatto” perchè “stiamo andando avanti da soli in questo momento’”. “Mi aspetto molto da questa settimana – ha spiegato – perchè mettiamo in funzione un altro impianto di stoccaggio provvisorio, in via Brin, cui va ad aggiungersi il paese estero”. In questo modo, secondo il sindaco, sarà possibile “tirare un sospiro di sollievo”. “In settimana dovremmo chiudere l’accordo con il paese straniero – ha concluso – che manteniamo segreto almeno fino alla firma dell’accordo stesso”.

Alla Lega il primo cittadino ha voluto far sapere che “ci sono amministratori e imprenditori del Nord che ci chiamano per avere i rifiuti perchè hanno le imprese ferme”. La posizione della Lega, ha sottolineato De Magistris, è “antimeridionale. Ricordo loro che nel Sud Italia, a Caserta, a Napoli nella contrada Pisani del quartiere Pianura, sono stati sversati rifiuti tossico-nocivi da imprenditori criminali del Nord”.

AI celtico padani il sindaco di Napoli ha chiesto “maggiore serietà nell’approccio a questo problema, e confermino di essere un partito che sa governare. La Lega si atteggia a partito di lotta, ma in realtà ha da tempo le mani in pasta nel governo ed è stata anche responsabile degli anni di commissariamento e di emergenza ambientale che hanno prodotto la tragedia che ho ereditato, frutto anche di una politica scellerata con la Lega”.

Mentre il Paese è dilaniato da problemi di ogni tipo e da una crisi politica ed economica senza precedenti, il fenomeno dei rifiuti a Napoli sembra riassumere i malanni di un’Italia ormai allo sbando. I tempi delle chiacchiere di Berlusconi sono lontanti e da allora non è successo nulla. Immondizia per le strade c’era ed immondizia c’è. E nessuno è in grado di dire quando l’emergenza fiinirà.

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